AD alta voce

Poesia 3° classificata al concorso di poesia del blog LA BOTTEGA DI IDEE

Poesia di Marco Cavallero

Voce di Graziella Brusa

Illustrazione di Domenico Laghezza

Respira
Tieni basso il diaframma 
Ed alto il suono in risonanza
Apri la tua bocca 
Ma non aprire il tono
Canta nel dire
E sciogli l'anima in un'aria 
Che pochi sono i versi
E meno ancora
I giorni
Ad alta voce

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UBRIACO DI VITA

una poesia di Rose Bazzoli

voce di Graziella Brusa

Quando dai la faccia

al sole e la risata

gorgoglia in gola

e la vita preme dentro

e c’è l’ansia di viverla

anche a testa in giù

a perpendicolo di un’idea

balzana

e sei giovane e ti senti

immortale.

UBRIACO DI VITA

UBRIACO DI VITA

Chi è Rose Bazzoli?

Classe 1952, è bresciana, ma ha soggiornato a lungo in varie città d’Italia e all’estero. Oltre agli studi classici, si è dedicata allo studio di diverse lingue straniere; l’inglese è tuttavia la lingua che l’ha vista maggiormente impegnata, anche professionalmente. Ha lavorato infatti come interprete per committenti americani, svedesi e tedeschi. Negli ultimi anni ha collaborato su alcuni siti web di scrittura, con poesie e racconti e occupandosi di traduzioni dal e in inglese. Ha all’attivo alcune pubblicazioni di interesse locale e il libro di racconti per ragazzi:”Storie per tutti i giorni”.

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Potete leggerla gratuitamente, condividerla, regalarla a qualcuno, risentirla durante il giorno, ma non dire che è farina del vostro sacco!

I Fantasmi di Apollonia Birot: per salvare le loro anime eBook : Brusa, Graziella: Amazon.it: Libri

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Cosa c’entra il Romanticismo in Letteratura con la Selva Boema?

Scritto da Graziella Brusa

Foto di Graziella Brusa

Sono stata recentemente in viaggio con il mio van nuovo di zecca, come tu ben sai se hai letto il mio articolo Nomadland e l’ispirazione, ed ho provato a vivere e a scrivere in un luogo che secondo me é tra i più romantici d’Europa: I monti Tavola e la Selva boema.

Selva Boema

Ma prima di parlare degli scrittori cechi che scrissero su questi luoghi romanzi, racconti, poesie ed addirittura opere teatrali voglio parlarti della mia esperienza riguardante lo scrivere dentro una casa mobile.

È stato un po’ scomodo, forse andrà meglio quando installerò il sedile girevole, per lo più ho preso appunti su di una applicazione, Speechnotes, che ho scaricato sul telefono.

Utile perché tu parli e lei scrive velocemente e poi riordini, in un secondo momento, i pensieri annotati, in maniera intelligibile.

Sostituisce la moleskine, il taccuino nero di Chatwin.

Effettivamente non è tanto romantico, ma è di gran lunga più pratico.

Virginia Woolf diceva che: “se vuole scrivere romanzi, una donna, deve avere del denaro e una stanza tutta per sé”.

Verità sacrosanta.

Ritengo che una persona di qualsiasi genere deve avere, prima di tutto, un’ immersione di silenzio e concentrazione, sebbene sia da ricordare che la scrittura è anche segnata da uno spazio fisico con una stretta relazione tra lo scrivere e lo spazio che abbiamo a disposizione.

Oltre all’esperienza del nomadismo che mi propongo di fare, andando a vivere per periodi brevi o lunghi che siano dei luoghi diversi, voglio anche provare il nomadismo della scrittura, della lettura e dello studio.

Mi sembra appropriato sperimentare in questo mondo fluido, che parla a distanze infinite in tempo reale. Tuttavia ci vuole uno spazio qualunque che sia un tavolo o nel mio caso rocce per scrivere.

Cosa c’entra il Romanticismo in letteratura con la selva boema e la mia ricerca di uno spazio per scrivere?

Approdata per scelta nella foresta di Broumov, descritta come magica e popolata di folletti, elfi e fatine, sono entrata in uno spazio da fiaba, romantico, che ha ispirato molti scrittori del passato.

Foresta di Broumov

Per fare alcuni esempi cito Alois Jirásek che in Repubblica Ceca è conosciuto come il nostro Manzoni ed è letto al Liceo, Antonin Krticka e Adolf Kaspar.

Parlando di Jirásek visse in pieno periodo romantico e fu autore di romanzi storici e opere teatrali; uno dei suoi romanzi che parla di questi luoghi della scrittura si intitola “Antiche leggende boeme” ed è stata pubblicato nel 1894.

Chata Hvèzda

Se ti interessa puoi acquistarlo su Amazon – Racconti e leggende della Praga D’Oro”- edito da Mondadori.

Adolf Kaspar invece fu un pittore ed illustratore ceco.

Tu sai come mi piace l’illustrazione, vero?

Fu allievo del famoso illustratore di libri per bambini Hanus Schwaiger e diventò illustratore dei romanzi di letteratura romantica e popolare ceca come quelli di Jirásek.

Nacque nel 1877 e morì in una città della selva boema, visitata anche da me in una notte di mezz’estate tanti anni fa, Železnà Ruda, ora nota meta turistica. Dipinse acquarelli e fece esperienza con la fotografia.

Dentro la selva

Detto questo, seduta su queste grandi pietre di tufo, in questa foresta incantata nella quale mi sono addentrata come in una selva oscura che la dritta via era smarrita mi domando parlando da sola con il telefonino: “ma da dove vengono le storie? Incasellate dalle correnti letterarie come il romanticismo, inventate dai critici e dagli editori.

Secondo me possiamo attingere le storie solo da noi stessi relativamente a quello che ci riguarda. Le trame ed i contesti cambiano, ma i temi no; sono quelli che ci colpiscono e ci colpiranno sempre. Per diventare quasi ossessivi.

Fili invisibili ci avvolgono senza essere consapevoli ed un luogo diventa scrittura – spazio e scrittura – ispirazione.

Osservo quest’ambiente, seduta sulla roccia, ascolto i suoni della natura e mi immagino in un’altra epoca.

Sono un’eretica che sfugge alle persecuzioni religiose e mi rifugio in luoghi impenetrabili, ma non mi sento mai sola perché percepisco la vita intorno a me. Dalle balconate aperte sulla pianura sottostante osservo in lontananza gruppi di soldati a cavallo in cerca di fuggiaschi, di diversi, come me, che si ostinano a non osservare le regole imposte dal Potere per controllare le persone. Nelle foresta di Broumov tutto è ordine naturale, tutto è quiete. Il tempo è sospeso come in un sogno.”

La pianura sotto la foresta di Broumov

Quanto questa immagine romantica ha a che fare con il mio biografico, con l’immaginazione e l’osservazione?

Ti propongo un esercizio:

Impara a guardare queste fotografie del luogo che ho scattato. Guarda lo sfondo, guarda le rocce, guarda il cielo, guarda tutta la fotografia non i particolari. Mentre guardi, prendi nota sul taccuino o su una moderna applicazione seduto nella tua stanza della scrittura o nel tuo luogo particolare. Se ti fa piacere puoi rispondermi nei commenti e raccontarmi cosa ne pensi. Soprattutto che relazione hai con la realtà e la tua esperienza personale e la finzione pura.

Ma questo articolo non finisce qui!

Dopo l’esperienza con questa foresta primordiale, rimasta un caso unico in Europa mi sposto verso la Selva boema che tanto amo e mi fermo a Nova Sec all’ingresso del Parco nazionale dei Monti Sumava.

Decido di inoltrarmi sino ad una località di nome Plešné jezero, un lago di montagna che si trova a 1090 metri.

Cammino per otto chilometri e mi affaccio su di un lago glaciale suggestivo, quasi seducente per la sua bellezza perfetta.

Scelgo questo luogo perché ha uno stretto legame con il romanticismo in letteratura.

Sto parlando di Adalberto Stifter; scrittore, pittore e pedagogo austriaco. Visse in pieno periodo romantico e nacque in questi luoghi. Scrisse poesie, racconti e romanzi brevi, saggi. Il nome della raccolta di novelle più bella è quella delle Pietre colorate pubblicato in Italia da Marsilio nella collana I grandi classici tascabili. Lo trovate su Ibs.it se volete leggerlo.

Nella prefazione l’autore descrive la sua ossessione artistica, il tema che lo riguarda vale a dire la bellezza delle piccole cose, delle semplici virtù silenziose, la bellezza della natura, liberi dal “demone dell’azione”.

Viaggiare in Repubblica Ceca è semplice e sicuro. Mi sono accampata quattro notti senza problemi. Ho fatto camminate meditative nella selva boema e sui monti Tavola dove si trova la foresta di Broumov incontrando poche persone. Ho fatto il bagno in laghi puliti che costellano il territorio, ho mangiato nelle taverne e bevuto buona birra alla spina a prezzi modici. L’ossessione di colore è il verde nelle sue sfumature: verde salvia, verde brillante, verde scuro, verde pino, verde islam, verde smeraldo, verde trifoglio, verde muschio. Qua e là spruzzate di intenso viola, magenta e giallo sole.

Nessuno all’esterno indossa più la mascherina.

Queste sono mete lontane dalla pazza folla e sono luoghi del silenzio e delle storie. Con me ho portato due libri. Due memoir che raccontano di persone e terre lontane d’Occidente.

Uno è Heartland di Sarah Smarsh e l’altro è Antropologia del turchese di Ellen Melloy. Tutti e due editi da Black Coffee un interessante progetto editoriale dedicato alla letteratura nordamericana contemporanea. Gli autori sono esordienti e voci fuori dal coro, opere inedite o dimenticate, voci femminili e autori che scrivono racconti.

Sai che prediligo i racconti veri e questi sono storie di vita vissuta, ma ne parlerò nel prossimo articolo.

Altri luoghi, altre storie, altra strada con la casavan.

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jackamore – episodio #05

di Graziella Brusa

Illustrazioni di Domenico Laghezza

Romanzo breve per coppie mature

AL PARCO DA NANDO IL CASANOVA

Adamo va a fare una passeggiata con Jack per uscire dalla sua disperazione e dalla sua solitudine. Si reca al parco dal suo amico d’infanzia, Nando.  Quest’ultimo è un single incallito pertanto spera di trovare un qualche conforto dai suoi  racconti e dalle sue avventure.

Adamo: «Ok Jack, ti prendo in braccio. Non ti va di correre tanto. Mi raccomando non fare su di me cosa non vorresti fosse fatto su di te. Intesi? »

«Eccolo là il Nandino che sta già sbirciando nella scollatura della bionda mozzafiato. Non gli passa mai ‘sto vizio e dice finché ho fiato non mi do per vinto.»

«Sai Jack, la teoria del Nando equivale alla legge dei grandi numeri: prova e riprova qualche femmina «ad un certo punto ci sta. »

Adamo:«Ehilà Nandino, come la va questa vitaccia? Sempre cacciatore… eh?»

Nando: «Eccolo qua l’Adamo. Ogni tanto ti fai vedere… eh sì! Sei in libera uscita, come i carcerati! E cosa hai con te oggi? Un cane? Cos’è la nuova strategia della caccia con segugio. »

Adamo:«La caccia con segugio? E che vuole dire?»

Nando:«Te lo spiego subito. Il segugio è l’esca; lo lasci libero nel parco e vai a vedere che va dritto dritto verso una bella uccellina svolazzante e Kaboom! Arriva il cacciatore che cattura la preda.»

Adamo:«…

Adamo:«E chi è ‘sto cacciatore?»

Nando:«Va be’, dormi Adamo, chi dorme non piglia né pesci, né uccellette e pensare che sei anche bravo come avvocato, mi dicono. Tuttavia sul resto lasci un po’ a desiderare, forse perché sei sempre innamorato della Bella Timoniera, come la chiami tu. Quella valchiria bionda che ti accompagna sempre e che gela il sangue a guardarla tanto è algida.»

Adamo:«Non era così una volta.»

Nando:«Ah no? Quanti anni aveva dieci, forse? La pubertà l’ha trasformata nello stato algido della serie «nonteladoneanchesestrisci.»

Adamo:«Non ti è simpatica, vero? »

Nando:«Neanche un po’!»

Adamo:«Sarà mica perché a sedici anni ti ha detto che non sarebbe mai e poi mai stata la ragazza di uno che ci provava con tutte …visto che le ragazze le portavi direttamente nel vicolo buio, ti ricordi il vicolo dei Pellegrini, quello stretto stretto e non le lasciavi andare finché non riuscivi a portare a casa qualche risultato” senza preamboli. Senza offrirle un gelato, senza uno straccio di conversazione. Saranno queste tue maniere da gentiluomo ad averla così impressionata che oggi non ti rivolge neppure la parola. Su questo non posso darle torto.»

Nando:«Ah sì? Ti sbagli mio caro, mi sbavavano tutte dietro, le santarelline. Non avevo che l’imbarazzo della scelta. Anche la Timoniera è passata sotto le forche Caudine.»

Adamo:«Guarda che me l’ha raccontato…e ti ha lasciato come ricordino un bel calcio nelle palle in aggiunta ad una settimana chiuso in casa, rosso sangue! Ah ah ah ah »

Nando:«Ehi ragazzo, non ridere tanto, mi sa che adesso sei tu quello che sta nella M con la maiuscola. Guarda quella! La vedi che sventola!»

Adamo:«Chi? Dove?»

Nando:«Ma se l’ha vista persino il tuo cane qui e tu non la vedi? Quella che entra ora, trionfalmente e con le campane a festa, nel parco. Quella con il vestito a fiori sottile che lascia intravedere le gambe. Ah Dio ti ringrazio per il caldo. Fai che questa estate sia terribilmente calda, calda, calda.»

Adamo:«Adesso la vedo. Eh sì, notevole. Lo ammetto. Quanti anni avrà? Non è giovanissima, sui trentacinque?»

Nando:«L’età giusta Adamo. Perfetta! »

Adamo:«Viene spesso qui?»

Nando:«Viene qui, ma io la vedo anche in un altro posto e sai cosa ti dico, la conosco bene. Che pezzo di gnocca e so che cosa dico, credimi!»

CLIENTI DEL BAR MOLTO IRRITATIScusi, ma noi stiamo attendendo già da dieci minuti. O viene a servirci o ce ne andiamo. Chiaro?»

Nando:«Scusate, scusate signori. Mi sono distratto. Ecco vengo subito da Voi!»

Nando:«Adamo devo andare, ma aspetta qui che ti devo raccontare di quella là. Non andartene, intesi?»

Adamo:«Aspetto, sto qui con Jack, ormai sono così curioso, perché è proprio un gran bel pezzo …»

«Meno male che si siamo fermati. Sento un sacco di odori. In questo parco ci vengono spesso altri cani. Chissà se ci viene la mamma. Non l’ho più vista da così tanto tempo che non mi ricordo più come abbaiava…non ricordo nemmeno   i miei fratelli che mi rubavano sempre il capezzolo e mi spingevano. Che melanconia.»

«Ma cosa avranno da dirsi questi due. Mi sembrano una strana coppia. Non sono fratelli. Sono come due cani vagabondi. Guardano le femmine uno con gli occhi rapaci e l’altro con gli occhi smarriti. Stanno guardando quella femmina là che sta arrivando a gran carriera. Sembra tenera quasi quasi ci vado incontro e gli salto addosso per farmi coccolare. Questi due non mi accarezzano mai, stanno sempre a conversare. Io non sono un oggetto, dovete considerarmi.

«Adesso molla il guinzaglio e scappo. Adesso ecco…»

woof woof woof…. JACK STA CORRENDO!

Adamo:«Jack, Jackkkkk! Ma come cavolo hai fatto? Vieni qui…non scappare.»

JACK STA CORRENDO DRITTO VERSO LA BELLA GNOCCA

la bella gnocca: «Ciao bel cagnolino, ma dove vai così di corsa? Da me? Ciao »

Bau, slurp, woof woof woof

la bella gnocca:«Ehi, ma che carino che sei e che affettuoso, ma io non sono la tua padrona. Comunque vedo che qualcuno sta arrivando a cercarti.»

Adamo:«Buongiorno! Pant …pant» ansimante.

«Sono il padrone del cane. Mi scusi se si è fiondato inaspettatamente addosso a Lei. L’avrà sicuramente confusa con mia moglie. L’ha mica sporcata?»

«E tu? Che non capiti mai più che mi scappi così. Adesso siamo al parco, ma se fosse sulla strada sarebbe pericoloso. Le auto ti investirebbero. Non d e v i f a r l o m a i p i ù ! »

la bella gnocca:«Ah ah ah lo sgrida come un bambino. Se ne sta accorgendo? »

Adamo:«Sì è un po’ un bambino per me. Sa è un cucciolo che abbiamo preso io e mia moglie dal “Paradiso del cane” un canile per animali abbandonati. Ci siamo molto affezionati e se fosse capitato una sciagura non me la sarei perdonato. Io…Io mi presento …mi chiamo Adamo e lui, il birbone, è Jack»

la bella gnocca:«Tanto piacere io mi chiamo Fiorella. Fiore per gli amici. Certo che sei proprio carino Jack con questo barbottino e gli occhietti vispi.»

parla a Jack, ma ammicca ad Adamo che imbarazzato non sa cosa dire.

Adamo:«Allora grazie e scusi ancora.»

Fiorella:«Non si preoccupi, piacere della conoscenza. Arrivederci!»

Adamo:«Arrivederci Fiorella …Fiore. Arrivederci!»

Bau, slurp, woof woof woof

saltellando!

Adamo:«Suvvia, smettila di saltellare. Anche a me è salita la pressione, ma non saltello. Un po’ di contegno Jack!»

Nando:«Non mi dire che ti è scappato così? Non me la bevo sai!»

Adamo:«Cosa vuoi dire Nando, che è tutta una messinscena. Ma secondo te io sono il tipo di uomo che sta a concertare tutto ‘sto casino per poter conoscere una donna.»

Nando:«A ben pensarci effettivamente no, tu sei un tipo più virtuale, digitale, cerebrale. Tutto testa e niente palle! Ah ah ah. Ma l’hai vista ‘sta figliola quant’è bella e sexy. Ti devo dire un segreto su ‘sta qua. Vieni nel retro che qui non posso parlare.»

Adamo:«Che segreto?»

Nando:«Un segreto, un segreto. Seguimi e sii disinvolto, se puoi. Deve venire anche il cane?»

Adamo:«Certo che deve venire anche lui. Lo lascio da solo qui fuori? »

Nando:« Uffà, ma quanto sei noioso…va bene porta anche lui. Tanto è solo un cane non può certo comprendere la lingua degli umani.»

«Sob! Questi due sono pazzi da legare!»

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Specchio d’infanzia

Una poesia di Marco Cavallero
Fotografia di Graziella Brusa



Anche gli specchi sanno essere traditori

Raccattato sotto il portico
L'attaccapanni del nonno
Ne incorniciava uno al nitrato d'argento
Malato di striature e di cadute
Nella fatica del trasporto e del restauro
Polvere e sporco lo facevano silente
E opaco.

Ma uno sguardo involontario
Apre istantaneo un mondo perduto
E dallo specchio un io bambino
Ti guarda e ti chiede

Che ne hai fatto?

Che ne hai fatto di quel sole
Che dalle persiane serrate
Diceva del silenzio del meriggio
Al ronzio di vespe e calabroni

Nella camera in penombra
Muri scrostati e ridipinti
Disegnavano carte geografiche
Di terre ignote e incompiute
In attesa di viandanti indagatori

E nel cortile un catino e del sapone
Ti rammentava il lavacro mattutino

Che ne hai fatto di quei viaggi
Che un rottame in mezzo al campo
Ti conduceva per gesta e per contrade
E del ciliegio, carico di anni e di frutti.

Che ne hai fatto di quel mare
Flutti in tempeste semoventi
Spume variegate e onde algenti
Che il linoleum della scuola
Ti donava per incanto e per malia

Che ne hai fatto di quel volto
Severo d'amore e sofferenza
Che nonna aveva quando ti parlava
E raccontava persa nei ricordi
Seduta vicino al ballatoio
E la guerra era nei suoi occhi
Nel suo sguardo fermo
Nelle parole parche
Nelle frasi non finite.

Che ne hai fatto
Degli spartiti e del pianino
Che tua zia smarrita nella mente
Strimpellava cavando suoni
Di un altro secolo

Che ne hai fatto
Di quei fiori
Che tua madre portava
Alla memoria
Di colei scomparsa
Prima che la vita potesse conquistarla

Di', che ne hai fatto?

Oltre gli sfregi dello specchio offeso
Un bimbo s'allontana
Un fascio di versi
Fra le mani.

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Nomadland e L’ispirazione

scritto da Graziella Brusa

Non si parla altro che di Nomadland, soprattutto riguardo il film. Pluripremiato e realizzato da una giovane regista cinese Chloé Zhao, classe 1982.

Io ho letto il libro.

Era inserito nella lista del gruppo di lettura, Oblò di Immersioni letterarie, al quale partecipo ed ti invito dal momento che è molto interessante, ma soprattutto mi ha incuriosito perché anch’io mi sto accingendo ad acquistare un van/furgone come la protagonista della storia, Fern.

L’autrice di Nomadland si chiama Jessica Brunder giornalista ed insegnante di giornalismo. La Brunder narrando la storia di Fern, una sessantenne che perde tutto durante la grande recessione e si ritrova senza denaro e senza casa, si inoltra in un’ indagine che mette in luce tutta una nuova subcultura composta da una numerosa comunità di persone che vivono come dei nuovi nomadi.

Hai capito bene, dei nomadi, che non sono in realtà zingari, come potremo pensare noi europei. Infatti gli unici nomadi europei moderni che conosco è proprio la comunità gitana.

Chi ha un divorzio alle spalle, chi una grave malattia gli ha portato via la capacità di lavorare, chi a causa della recessione ha perso tutto. Nuovi poveri, gente che credeva nel sogno americano e si é ritrovato tradito.

La maggior parte di questi nomadi sono anziani ultrasessantenni costretti a svolgere gravosi lavori. Ricevono un magro sussidio settimanale dallo Stato e devono tirare avanti spostandosi continuamente.


Malgrado la precarietà queste persone si sentono vive. Non sono tristi, si raggruppano, si aiutano, si organizzano. Sono i baby boomers, figli del consumismo ed ora snobbati da esso.


Diciamolo non é facile vivere in questo modo. Devi contare molto su te stesso, saper fare un po’ di tutto, in una parola adattarti.

D’altro canto ti sposti leggero, senza pesi sulle spalle. Infatti tutto quello che possiedono sta su di un’auto, su un furgone, su una roulotte, addirittura su un bus.
Una domanda che sta a mezz’aria in tutta la storia è:
Ma a te servono tutte le cose che possiedi?
A volte compriamo cose inutili solo per il gusto del possesso.

Non sei d’accordo?

Less is better! per dirla all’americana.

Non è solo un sentimento ecologico quello che anima il concetto racchiuso in queste due semplici parole inglesi, ma anche morale.

Non sprecare!

Finora ci hanno insegnato a consumare; infatti noi siamo prima che cittadini, consumatori e pagatori di tasse.

Non sei d’accordo?

Pertanto, a mio avviso, occorre essere consapevoli di quello che noi chiediamo, che noi vogliamo, vale a dire dei nostri bisogni reali.


Allora mi é venuta l’ispirazione di vivere con meno, di disfarmi delle cose superflue e mettere in pista un esperimento.

Ho comprato un Toyota van che adatterò ad abitazione mobile.

Ovviamente spendendo il meno possibile.
Viaggerò in questo in modo e cercherò di vivere all’aria aperta. Ne siamo stati privati a lungo e voglio riappropriarmi degli spazi, dei cieli e del mio respiro.

Tu dirai, ma cosa c’è di diverso di fare il campeggiatore? In Italia in molti hanno i camper o la roulotte.

Ok, hai ragione! Ma che camper abbiamo! Delle case vere e proprie, manca solo la lavatrice incorporata. Dei bolidi dotati di Tv satellitari e di tutti i comfort.

Quello che voglio fare io è uscire dalla cosidetta “ZONA COMFORT” e verificare la mia capacità adattiva. Senza la TV, senza il bagno in “camera”, senza cucina attrezzata, senza letto di piume, senza riscaldamento.

Sulla capacità adattiva siamo già stati messi alla prova dalla pandemia, pertanto un pò di rodaggio l’abbiamo fatto.

Ce la farò?

Tornerò indietro con la coda tra le gambe?

Prenoterò subito, tra le lacrime, una camera in un albergo?

Se spostandomi non ritroverò le mie abitudini tipo “cappuccino e brioche”, “caffè all’italiana”, un bagno pulito, una doccia a portata di mano e poi magari sarà troppo freddo, troppo caldo, troppo isolato, materassino scomodo, pochi vestiti, trucchi, parucchi, scarpe, borse, notti insonni.

Eh sì, perchè mica ci sta tutto il mio armadio nel van.

Ti racconterò dei luoghi che visiterò e della mia capacità di sopravvivenza.

Magari ispiro anche te!
Tu cosa ne pensi?
Hai sentito parlare di Nomadland?
Raccontami la tua opinione.

jackamore episodio – #04

di Graziella Brusa

Illustrazioni di Domenico Laghezza

Romanzo breve per coppie mature

TRA ADAMO E JACKAMORE

Sabato pomeriggio, un momento di intimità tra Adamo e Jackamore. Eva è uscita con un’amica a fare shopping ed Adamo è solo ed arrabbiato. Non sa cosa fare, è iniziato il weekend; per lui è sempre un problema, ha il pc portatile aperto su una chat di incontri. Mentre invia messaggi con persone sconosciute conversa con il cucciolo di cane sdraiato sul tappeto.

Adamo: «Sono stufo di questa vita. Se ne avessi il coraggio mi suiciderei. Ma non ce l’ho! Neanche quello. Sono di nuovo qui a chattare, perché? »

Continua a leggere jackamore episodio – #04

Di luce e d’ombra

di Graziella Brusa

Illustrazione di Domenico Laghezza

Mi ero messa in testa di modificare un gioiello di famiglia; era passato di moda, apparteneva ad un altro tempo ed era stato indossato da mia madre.

Volevo rendere la collana che mi stavo rigirando tra le mani  irriconoscibile, qualcosa che riguardasse solo me.

Una delle tante fissazioni che talvolta mi assalivano e sapevo che se quel monile non fosse stato al più presto trasformato ne sarebbe valsa la mia salute. 

Continua a leggere Di luce e d’ombra

Ecco, piove

Poesia di Marco Cavallero

Voce di Graziella Brusa

Illustrazione di Domenico Laghezza

Ecco, piove.

Dalle grondaie scorre l'acqua 
In rivoli dal canto lucente di smalto
Mentre tamburi e timpani 
Risuonano fra tetti e strade
Dietro una finestra
una donna ignota osserva,
Assorta nelle stille che il suo pensiero
Traccia sul vetro dilavato 
Ma è immagine fugace
Oltre l'angolo 
i platani del corso ondeggiano
docili al richiamo dei venti di uragano
E lontano echeggia e rimbomba 
Un tuono. 

Inutile un riparo,
l'acqua scorre e infradicia
abiti collosi 
Scarpe quasi barche 
e lacrima il tuo volto
come pianto sacro
di una furente divinità silvana.

Almeno
non piove nel tuo cuore
troppo eroso
Dalle parole d'amore taciute.
Ecco, piove

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Memoir, COS’È ?

SCRITTO DA GRAZIELLA BRUSA

ILLUSTRAZIONI DI DOMENICO LAGHEZZA

Memoir dal francese significa semplicemente Memoria, ricordo.

La scrittura “del ricordo” come la chiamo io è un vero genere letterario che trova, sempre più, nuovi lettori.

Questo tipo di scrittura che, raccoglie i ricordi di uno o più protagonisti può essere assolutamente vero, cioè basato sui fatti di una persona reale. Prende in considerazione solo una parte della vita o uno specifico punto di vista legato soprattutto alla verità emotiva che si vuole descrivere e lasciare come una traccia ai posteri.

In molti casi la memoria può essere un espediente narrativo adottato dallo scrittore per dare forma e struttura ad un’opera letteraria totalmente inventata.

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CHE COSA È UNA RIVISTA LETTERARIA?

di Graziella Brusa

Illustrazioni di Domenico Laghezza

UNA DEFINIZIONE

Secondo Wikipedia una rivista letteraria è una pubblicazione che offre spazi a scrittori, poeti ed io aggiungo anche altre tipologie di creativi, affermati ed esordienti per proporre al pubblico le loro opere.

Nei secoli scorsi era la prima tappa per lanciarsi nel mondo della letteratura.

La sua pubblicazione è regolare ed i contributi sono di diversi autori; gli argomenti possono essere vasti e variegati.

Possono essere stampate, on-line, a pagamento vendute in edicola o in libreria oppure gratuite.

UN PO’ DI STORIA

Continua a leggere CHE COSA È UNA RIVISTA LETTERARIA?

Rimorso

Poesia di Marco Cavallero

Illustrazione di Elsa Rubino

Colonna Sonora:

Una furtiva lacrima –

Gina Capone

Amazon Music

Quanta crudeltà può manifestarsi 
Nell'ingenua sincerità dell'infanzia?

A scuola, severo edificio umbertino,
La maestra assente per  mali di stagione,
Una supplente di mezz'età 
Chiamata all'ultim'ora 
Arriva, sciamannata, spettinata
Malvestita, gli occhi persi
Di chi già da tempo è  un'alcolista

Eppure un sorriso dolce 
Infiora un volto già appassito 
Incurante dei lazzi e degli scherni
Di una classe ormai in vacanza.

Dalla borsa, sdrucita e fuori moda,
Cava un libercolo dalla copertina gialla
E legge.

Sono le sue poesie
Ingenue, forse, ma care
Fra soli e lune, cuori e gemme
Scoiattoli e conigli
Piccoli animali da compagnia 
Bric-à-brac di una poetica spicciola 
Che le inumidiscono gli occhi
Di commozione. 

La classe ride.

Una delle prime ha una madre maestra,
Come la mia del resto 
E all'uscita, con posa saccente,
Deride la derelitta, scimmiottandone
I versi, inventando strafalcioni.

Le due maestre conoscono il mestiere
E disapprovano colei che fu incapace.

In quell'ora della mia infanzia,
Anch'io disapprovai 
Quasi provai invidia per la compagna 
Che si metteva in cattedra
E volli credere che veramente
Quella fosse incapace e inadeguata

Ma nel mio cuore,
...ah nel cuore…

Forse parlava uno spavento
Il terrore di riconoscersi
In chi non poteva esibire
Un valido passaporto sociale.

Non ti ho difesa
Povera supplente poeta
E questo è  il mio rimorso
Che dopo innumerevoli decenni
Riaffiora intatto
Ad insegnarmi la poesia.

Chi è Elsa Rubino:

Elsa è giovanissima, è nata nel 1995 a Torino.

Si è laureata nel 2019 in Lingue e Letteratura straniera, ora insegna.

E’ appassionata dell’arte e come puoi vedere e portata per l’illustrazione ed il disegno, specialmente il ritratto.

Che ne dici, non è bravissima?

Se ti è piaciuta la poesia di Marco, CONVIDILA, REGALALA O LEGGILA AI TUOI FIGLI. Grazie!

OPEN CALL PER SCRITTORI, FOTOGRAFI ED ILLUSTRATORI

Rivolto a chi?

A te, scrittore, poeta, illustratore, fotografo a collaborare con questa nuova tipologia di rivista, dedicata ai momenti di disattenzione.

Qualcosa di nuovo, qualcosa che è nato dall’isolamento, dal momento di attenzione per riempire il vuoto.

Qualcosa di rivolto a tutti, al popolo dei sognatori, al popolo della speranza, all’esistenza tutta!

Attraverso le storie…raccontate con la vostra sensibilità.

Continua a leggere OPEN CALL PER SCRITTORI, FOTOGRAFI ED ILLUSTRATORI

jackamore – episodio #03

di Graziella Brusa

Illustrazioni di Domenico Laghezza

Romanzo breve per coppie mature

TRA EVA E JACKAMORE

TRA EVA E JACKAMORE

Eva si rilassa nella sua sala da bagno e Jackamore (portato di peso con cuccia e tutto), di malavoglia, la ascolta, impaurito, mentre lei gli racconta i suoi desideri e le sue preoccupazioni

Eva:« Finalmente sola, mio caro Amore. Solo io e te nella mia sala da bagno.

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JACKAMORE – Episodio #02

di Graziella Brusa

Illustrazione Domenico Laghezza

Romanzo breve per coppie mature

LA NUOVA CASA DI JACKAMORE – Episodio #02

Adamo ed Eva sono finalmente rientrati a casa, con il nuovo arrivato.

Adamo: «Finalmente a casa, Perdio! Sono carico come un somaro.»

Eva: «Ma cosa fai? Butti giù tutto dove ti trovi, così. Grande e grosso come sei. Ma meno male che ora ci sei tu Amore mio. Oh! Che sbaciucchioso il mio cucciolotto, che tenerone! Hai paura? Non tremare amorino.

«ODDIOOOO! che cos’è quella pozza d’acqua sotto il suo sedere? Bleah, Bleah, Bleah!»

Adamo: «Eva!, si chiama pipì da paura ed adesso anch’io la faccio, ma vado in bagno e mi tiro giù le brache, però la mia è pipì da stress. Capito!»

Sbam!

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RIVISTA LETTERARIA ILLUSTRATA PER I MOMENTI DI DISATTENZIONE

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