CHE COSA È UNA RIVISTA LETTERARIA?

di Graziella Brusa

Illustrazioni di Domenico Laghezza

UNA DEFINIZIONE

Secondo Wikipedia una rivista letteraria è una pubblicazione che offre spazi a scrittori, poeti ed io aggiungo anche altre tipologie di creativi, affermati ed esordienti per proporre al pubblico le loro opere.

Nei secoli scorsi era la prima tappa per lanciarsi nel mondo della letteratura.

La sua pubblicazione è regolare ed i contributi sono di diversi autori; gli argomenti possono essere vasti e variegati.

Possono essere stampate, on-line, a pagamento vendute in edicola o in libreria oppure gratuite.

UN PO’ DI STORIA

Il primo periodico nacque contemporaneamente sia in Francia che in Inghilterra nel 1665 e dopo tre anni in Italia fu fondata la prima rivista italiana “Il giornale de’ Letterati”. Il tutto continuò con maggior intensità nel secolo dei Lumi, il settecento.

A fine XVIII secolo apparvero anche settimanali femminili. A metà del secolo XIX nacquero le riviste illustrate. Una delle più popolari fu “La Domenica del Corriere”.

Questa rivista era un supplemento del Corriere della Sera ed era illustrata con inedite e stupende copertine dell’allora sconosciuto Achille Beltrame.

Ricordo il “Corriere dei Piccoli”, per i bellissimi fumetti ed il “Corriere dei Ragazzi” rivolto agli adolescenti.

Proprio dalla lettura di queste due riviste che mio padre mi comprava la domenica all’uscita della Messa è nata la mia grande passione.

Per le storie e per i disegni.

Quanti fumetti leggevo; ho archiviato scatole zeppe di “giornalini” come li chiamavo.

<Papà mi compri il giornalino?> .

Questa è sempre stata una mia richiesta, strattonando la mano di mio padre ed incitandolo a fermarsi dal giornalaio di Carignano che era sotto i portici in Piazza Liberazione, detta anche Piazza dell’Angelo che proprio un angelo non era, ma simbolo della Vittoria.

A me è sempre sembrata un angelo.

Compravo il Corriere dei Ragazzi, ho letto le avventure del Signor Bonaventura, poi sono passata a Tex, Dylan Dog, Alan Ford, Diabolik ed anche Cattivik, disegnata da Giorgio Sommacal.

Il mondo delle riviste letterarie oggi è una realtà poco conosciuta; a metà tra laboratorio letterario e metà palestra.

Ad esempio io sono iscritta alla newletter di Immersioni letterarie, una agenzia editoriale che organizza corsi di scrittura. Ha appena lanciato proprio questo mese la propria rivista JUST – LIT con tema L’AMBIENTE.

Un’altra rivista che cito e che conosco personalmente è Inchiostro, e con la quale partecipai ad un corso di scrittura creativa che si tenne ad Ischia dallo scrittore Giulio Mozzi. Attualmente lo stesso scrittore tiene corsi per Immersioni.

E quindi mi ispirò parecchio visto che ho pubblicato un libro.

Altre invece sono molto “dotte” scritte da Accademici per la loro stretta cerchia di lettori.

A me queste non piacciono affatto. Non riesco a leggere un linguaggio troppo erudito, forse perché sono una “popolana”.

Poi ci sono quelle indipendenti che non seguono logiche di mercato, ma nascono dalla passione, come Le storie di Nina che è nata quasi per caso durante l’isolamento pandemico.

Diciamo che essa non è proprio una rivista con tutti i “santi crismi”: è un blog, sul quale non pubblico solo miei contenuti, ma invito altri creativi ad aggiungere i loro e siccome è nata in un momento di disattenzione come l’isolamento che ci trovava tutti con la testa vuota l’ho definita “la rivista per i momenti di disattenzione”.

Questo blog non rappresenta comunque una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità . Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n° 62 del 7.03.2001.

E’ composta da racconti brevi o a puntate, poesie, illustrazioni, disegni e fotografie, anche articoli sulla letteratura, sull’editoria, ma non solo.

La veste grafica è molto “pop” perché è destinata a qualsiasi lettore adulto dai 30 anni in su; questa versione è nata a gennaio 2021, in tre mesi ha fatto un balzo in termini di audience. Partendo a gennaio con 431 visualizzazioni e 134 visitatori, a marzo ha raggiunto 638 visualizzazioni con 271 visitatori, 41 Likes e 19 commenti.

Per me vedere una crescita è stata un sollievo.

Almeno suscito curiosità.

Perché lo faccio?

Per la libertà e scrivo questo articolo proprio oggi che è il 25 aprile, anniversario della Liberazione.

Gli autori sono liberi di esprimersi.

Anzi per alcuni di essi, proprio oggi, e tanto per non fare nomi e cognomi, ma sto parlando di Marco Cavallero, ricevono anche premi letterari.

Sono proprio contenta; a me le poesie di Marco piacciono molto.

Oggi le riviste letterarie hanno ancora ragion d’essere?

Le riviste letterarie, un sottobosco editoriale, nascono per un bisogno di espressione come ho detto poc’anzi. Ne sono nate tante e ne sono morte altrettante.

Il punto fondamentale, secondo me, sono i lettori, che in Italia sono pochi, anche se il bisogno di storie è sempre più forte.

Perché?

<… le storie ispirano e suscitano forti emozioni ed empatia.>

Tanto che i romanzi molto spesso si trasformano in film o in serie televisive e che lo storytelling è sempre più utilizzato, anche per vendere un prodotto od una marca.

Le storie coinvolgono!

Pertanto una domanda sorge spontanea, a cosa servono oggi le riviste letterarie?

Antonio Pascale, nel suo libro “Best Off Il meglio delle riviste letterarie italiane” (MinimumFax 2005) suggerisce queste risposte:

Le riviste letterarie sono formate da persone che amano la letteratura e vorrebbero vedere pubblicate solo le cose che come lettori amano leggere.

<Forse sì, forse no. Tu cosa vorresti leggere nei tuoi momenti di disattenzione?

Qualcosa scritto in maniera leggera, che ti fa ridere, che ti fa riflettere senza essere un macigno, magari ti ritorna in mente durante la giornata e dici “ …proprio bella quell’illustrazione, vorrei essere al mare in compagnia delle donne di Mimmo Laghezza”.>

Donne in bianco su sfondo azzurro mare

Sono formate da persone non sempre sane di mente, perse dietro la letteratura peggio dei cinefili (…);

< queste esistono veramente, ma non è il caso mio. A me piace anche l’immagine che accompagna la parola comunque vivo anche la vita reale e ne scrivo. Non voglio anticipare niente, tuttavia a breve pubblicherò la mia prima storia non finction nella rubrica @levitedeglialtri intitolata “Di Luce e d’Ombra” su di un personaggio in carne ed ossa che leggendo la sua storia si è commosso. Gli auguro di esaudire i suoi desideri perché di talento ne ha da vendere.>

Sono formate da persone che è bene che facciano i direttori di riviste perché quando provano a scrivere non gli viene tanto bene. Però sono bravi a scoprire talenti;(…).

<mi piacerebbe tanto scoprire ed ospitare nuovi e giovani talenti e lasciarmi ispirare dalle loro idee.>


Sono formate da persone che dopo qualche anno formano un gruppo di riferimento e diventano autoreferenziali e pertanto sono formate da persone che non leggono le altre riviste neanche sotto tortura.

< Io leggo i post, i racconti, le riflessioni scritte da altri. Ci rifletto anche su, alcuni sono bravi ed hanno ottime idee. Alcuni scrivono in modo intenso e propongono illustrazioni esteticamente perfette.>

Comunque un problema di un blog letterario come il mio è la difficoltà di farsi notare e quello di mantenere l’attenzione.

Se vuoi partecipare registra la tua mail nel modulo SEGUI IL BLOG, ti assicuro che i lettori non sono profilati, le uniche statistiche che vedo sono il numero di visite, i likes, i commenti, da che social e paese provieni. Ogni altra informazione è anonima.

Non so quanti anni hai, non so se sei uomo o donna, so solo quale articolo ti ha interessato di più, quale racconto, quale poesia, quale fotografia od illustrazione.

Tu cosa pensi delle riviste letterarie o dei blog letterari?

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