jackamore episodio – #04

di Graziella Brusa

Illustrazioni di Domenico Laghezza

Romanzo breve per coppie mature

TRA ADAMO E JACKAMORE

Sabato pomeriggio, un momento di intimità tra Adamo e Jackamore. Eva è uscita con un’amica a fare shopping ed Adamo è solo ed arrabbiato. Non sa cosa fare, è iniziato il weekend; per lui è sempre un problema, ha il pc portatile aperto su una chat di incontri. Mentre invia messaggi con persone sconosciute conversa con il cucciolo di cane sdraiato sul tappeto.

Adamo: «Sono stufo di questa vita. Se ne avessi il coraggio mi suiciderei. Ma non ce l’ho! Neanche quello. Sono di nuovo qui a chattare, perché? »

«Studia Adamo perché così farai carriera, guadagnerai tanti soldi, avrai un lavoro rispettabile!»

«Fai Adamo sei un uomo, ora! Lavora, progredisci, emergi. Agisci! Ma il senso dov’è? Assomiglio ad un criceto su una ruota in una gabbia, al quale dicono corri a mangiare la carotina»

«E corro svelto finché sono giovane, poi rallento un po’, poi ancora meno, poi mi ammalo, poi sono morto e giaccio sulla mia piccola ruota che continua a girare per inerzia. »

«Tu Jack, sei felice? Stai lì sul tappeto che mi è costato un occhio della testa, ma tu te ne infischi, sdraiato sulla pancia  mi guardi con tuoi occhi vispi e il tuo barbotto canino.»

«Jack, ti confesso che non sono felice.»

«Io Adamo, italiano, avvocato cinquantatreenne, con studio avviato, villa con piscina, vacanze splendide, moglie splendida e molto avviata anche lei e dulcis in fundo con un cane come te, Jack dichiaro di non sentirmi, per niente, felice.»

«Anzi, rettifico: con te Jack adesso è un po’ meglio.»

« Devo riconoscere che Eva ha avuto ragione a salvarti da quel canile.»

«Mondo che stai a guardare, che attendi sempre i risultati, gli obiettivi, cosa vuoi da me? Certe volte penso che Mondo sei demoniaco. Ci possiedi, ci illudi con effetti speciali e noi crediamo a tutto.»

«Perché io ed Eva non facciamo più sesso? Mondo rispondi! È colpa tua. Assorbi tutte le mie energie, i miei pensieri. Non penso ad altro che a soddisfarti. Purtroppo ho dimenticato di soddisfare me stesso!»

«Porco Mondo!»

«Io ed Eva eravamo felici un tempo. Neanche tanto lontano. Ci amavamo, ci guardavamo, ci ascoltavamo. Sempre insieme. Poi è arrivato il Mondo attorno a noi e ci siamo staccati, divisi, allontanati.»

«Non abbiamo avuto figli; li abbiamo cercati, davvero?»

«No, quest’anno no, la carriera prima di tutto perché se no come lo cresciamo un bambino, come lo educhiamo, come lo vestiamo? Mah!»

«Quell’altro anno no, la casa dei nostri sogni. Enorme con tante stanze, appunto per i bambini. Rimaste vuote.»

«Quell’altro anno ancora no, perché occorre far fronte ai problemi dei nostri genitori. Continuamente presi così sempre da qualcosa altro. Non ci siamo più guardati. »

«Infine l’abitudine la fa da padrona su tutto quanto. Come si chiama adesso l’abitudine; ah! si chiama ménage, ovverosia “menar il can per l’aia”, senza risultati che non passare il tempo, le interminabili ore.»

«Adesso sei arrivato tu Jack. Un vero cane.»

«Guarda che parlo con te! Sei triste anche tu, vero?

«Zzzzzzz! Magari se faccio finta di dormire la finisce di abbaiare; certe volte però esclama così forte che non posso che aprire gli occhi.»

«È noioso da morire!»

«Non capisco granché, sicuramente parla della femmina, quella Eva. Ma che rapporti hanno tra di loro? Saranno fratello e sorella di una cucciolata umana che litigano sempre come facevo io con le mie sorelle, sempre lì a stuzzicare. Oppure saranno come papà e mamma; cioè il mio papà mica lo conosco. Mai visto. Forse la mamma l’ha lasciato perché era troppo noioso anche lui. »

«Mi fa un po’ pena. Eva non gli concede nemmeno uno sguardo. Adesso mi alzo, mi avvicino e mi faccio prendere in braccio. Così lo consolo e mi prendo una lauta dose di carezze. Sono triste anch’ io  se penso alla mia mamma che non vedrò mai più.  Mi viene da piangere…»

Arf arf arf!

Adamo: «Insomma sono ammalato!»

«Quelli che hanno appuntamenti con donne che non conoscono, delle quali non gli interessa neanche il nome sono M A L A T I!»

«Prima almeno se tradivi tua moglie non era solo per la prestazione, spesso c’era passione, del sentimento. Adesso, puoi farlo con delle bambole di plastica assomiglianti a delle donne vere, tuttavia mute, pulite ed assolutamente disinvolte. »

«Jack che fai? Vuoi le coccole, cucciolone? »

«Ma guarda che bel cane il mio Jack. Che dici, indosso la tuta ed andiamo a fare jogging, meglio una bella passeggiata vero. Movimento, ma con moderazione, così osserviamo il paesaggio e le belle figliole. Ehmm…andiamo a berci una birra al parco, al chiosco di Nando che così mi racconta le sue ultime avventure da casanova lussurioso.»

«Pronti via Jack! Vieni seguimi, corri…»

«Ma non poteva continuare ad accarezzarmi!»

« Adesso cosa fa? Prima stava quasi morendo ora si è ripreso di botto? Non so, ma sento che qui non finirà bene! »

« Hic hic hic uuuuuuu»

Adamo: «Correre, irrobustire le gambe, avanti marsh!»

«Grrrrrrrr!»

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