PERCHÉ SCRIVERE ROMANZI STORICI?

Scritto da: Graziella Brusa Copertina di: Domenico Laghezza

A te piacciono i romanzi storici?

A me tantissimo.

Mi piace la storia quella grande, epica, e quella di tutti i giorni. Addirittura mi capita, viaggiando, di trovarmi in un sito archeologico o in un palazzo e di pensare alla vita di coloro che ci abitavano.

Cosa pensavano? Di che cosa parlavano? Quali erano le loro paure, le loro gioie, i dolori e via discorrendo.

Qualche volta questi personaggi storici immaginari prendono vita nella mia testa.

Ultimamente, nel mare magnum della rete, mi sono imbattuta in uno scrittore di romanzi storici, un certo Livio Gambarini, che non conoscevo.

Questo scrittore possiede una realtà imprenditoriale, come lui l’ha definita, chiamata ROTTE NARRATIVE e come lead magnet per promuovere i suoi libri, la sua scuola ed agenzia letteraria offre al pubblico un mini corso sul romanzo storico in quattro lezioni, ma non su come si scrive un romanzo storico da un punto di vista narratologico, ma sul perché, per un esordiente, potrebbe essere più “proficuo” scrivere un romanzo a tema storico a scapito di un altro genere letterario.

Insomma sul marketing editoriale pensato, progettato e venduto direttamente da uno scrittore.

Ne vedo sempre più di questi esempi.

Gli scrittori diventano imprenditori e non solo si affidano a case editrici, ma promuovo direttamente i libri e la loro persona con tecniche di vendita che nulla hanno di nuovo.

Non so se ricordi l’enciclopedia “CONOSCERE”?

Nella mia adolescenza andava per la maggiore.

Si vendeva per corrispondenza, ricevevi la pubblicità per posta e dovevi compilare un coupon per ricevere i primi due libri dell’enciclopedia. Dopodiché se eri interessata ricevevi la visita del venditore che ti propinava tutti i volumi dell’enciclopedia.

Quella collana di libri, ormai sorpassata e da me utilizzata per le famose ricerche scolastiche, è stata sostituita oggi con Internet.

Fai una domanda su qualsiasi cosa ed ecco Google ti risponde senza neanche farti affaticare a sfogliare le pagine di tomi giganteschi.

Ma ritorniamo a Livio Gambarini.

Perchè scrivere romanzi storici?

Volevo appunto riassumere e condividere con te quello che lui afferma, con gran forza, nelle sue lezioni:

Scrivere un romanzo storico è decisamente consigliato ad un esordiente perché i lettori di questi romanzi sono lettori forti che leggono in media 10 libri all’anno, non gliene frega niente del prezzo né della lunghezza, diventano affezionati allo scrittore e danno una chance a tutti, anche all’ultimo sconosciuto di questa terra, basta che la storia lo intrighi e sia scritta, da un punto di vista storico, aderente ai fatti.

Questi lettori sono più colti della media, pertanto non si fanno fregare, se non ambienti bene e con i dettagli giusti tutto il romanzo, questo sarà un grosso flop e loro se ne ricorderanno.

Ma non tutti i periodi storici vanno alla grande!

Le epoche che vanno per la maggiore sono il Basso Medioevo, poi a pari merito l’alto Medioevo, il Rinascimento e Roma Antica. Una seconda fascia che sta dopo queste epoche sono la Seconda Guerra Mondiale, l’Epoca Vittoriana e il Settecento. Questi epoche sono stabili, vuol dire che non si saturano perché la domanda di questo genere di romanzi è più alta dell’offerta. Poi ci sono le mode, sì anche la lettura segue la moda, pertanto vanno di moda anche la civiltà dei celti e quella dei vichinghi.

La narrativa è sempre più legata al cinema e alle serie televisive.

Verissimo!

Comunque ambientare in altre epoche non è sbagliato, ma se scegli queste epoche vai più sul sicuro.

Poi continuando, riguardo il protagonista deve essere un personaggio storico oppure un personaggio inventato?

Gambarini sostiene che non fa molta differenza a patto che lo si faccia con criterio.

Se fosse un personaggio celebre occorrerebbe documentarsi se è già stato scritto qualcosa su di lui e magari differenziare. Un personaggio famoso deve avere un taglio originale, sotto una luce diversa da qualsiasi altri.

E quale tipo di romanzo storico, quale sottogenere va per la maggiore?

I sottogeneri del romanzo storico preferiti sono il giallo storico, il thriller storico, l’ avventura storica, ol romance storico, lo spionaggio storico. Fanalino di coda sono il fantasy storico, l’horror storico.

Bisogna però interpretare queste informazioni che, Gambarini sostiene, derivano da una ricerca effettuata intervistando almeno 900 persone.

Per la location storica è meglio scegliere un personaggio vissuto nella tua terra di residenza/estrazione oppure puntare a qualcosa di famoso e universalmente riconosciuto per avere qualche aiuto sia in fase di scrittura che in fase di promozione.

Della lunghezza del romanzo storico al lettore non frega niente; è più importante la vicenda e l’epoca.

Alcuni preferiscono la lunghezza media tra le 300-500 pagine, altri se sono fidelizzati preferiscono romanzi più lunghi.

Queste delineate sono abitudini prevalenti; non è sbagliato individuare delle piccole nicchie e scrivere la tua storia.

Può essere che ci sia meno competizione!

Ma quali sono gli errori più gravi che uno scrittore esordiente può commettere nello scrivere una novella del genere?

Gli errori più gravi che si possono fare scrivendo questa tipologia di romanzi sono:

  1. cadere nell’anacronistico e non dare importanza all’aspetto divulgativo;
  2. diventare noiosi perché il romanzo non è un saggio ci deve essere una trama, una finction all’interno;
  3. Mancanza di editing testuale. Problema per il selfpublisher o per chi pubblica con una piccola casa editrice, come è successo a me: non conoscevo il mondo editoriale e mi sono affidata ad una piccola casa editrice piemontese che praticamente non ha fatto alcun editing del manoscritto. Adesso lo so e te lo dico!
  4. Effettivamente Gambarini ha pienamente ragione e dà un prezioso suggerimento a tal riguardo:

È importantissimo cercare dei beta (i primi che leggono il testo) e dei gamma (gli ultimi che leggono il testo) lettori!

Cosa vuol dire?

Far leggere le bozze a qualche storico, giornalista, insegnante del liceo come gamma lettori.

Non accettare tout court le opinioni dei beta e dei gamma occorre saperle interpretare, non si devono accettare così come sono posti.

Il romanzo storico esige un’architettura a monte, non lo si scrive “a sentimento” ed occorre tantissimo lavoro di ricerca e documentazione.

Secondo Gambarini devi lasciare perdere il romanzo storico se vuoi scrivere solo per pura espressione, ma la comunicazione sta al primo posto.

Devi comunicare qualcosa al lettore, deve essere ben studiato, ben curato ed avere un bagaglio tecnico superiore rispetto ad altri generi.

Secondo me tutti gli scrittori devono tenere conto del lettore.

Sempre.

La scrittura è comunicazione non è vanità!

Cosa succede dopo la pubblicazione di un romanzo storico?

Quando imbocchi il percorso del romanzo storico si avranno più vendite rispetto ad altro genere, conseguirai maggiore professionalità, più status, verrai etichettato, riceverai più interazioni con il tuo pubblico. Soggetti diversi possono appassionarsi alla tua causa e promuoverti, ad esempio, le scuole possono adottare il tuo romanzo come lettura alternativa.

La storia quando diventa narrazione smette di essere sterile e appassiona e su questa affermazione sono d’accordo anch’io.

Io amo la storia perché ho incontrato insegnati che la sapevano raccontare.

Attenzione ai conflitti di genere, ad esempio, nessuno vuole promuovere un fantasy.

Ebbene sì, sempre secondo le fonti di Gambarini, agli italiani non piace molto il fantasy.

Per quanto riguarda me, dico «dipende».

Ci sono fantasy così strampalati, ma posso citare ad esempio la saga di Outlander di Diana Gabaldon ambientato nel Settecento all’epoca delle rivolte scozzesi contro gli inglesi e la Guerra di Indipendenza americana che mi ha appassionato. Proprio anche per l’aspetto divulgativo, infatti è un pezzo di storia di cui si parla poco, si studia la guerra di indipendenza americana, ma sulle sommosse scozzesi ?

Se volete comprare il primo libro della saga, lo trovate qui:

OUTLANDER #1 – IL PRIMO LIBRO DELLA SAGA

Guarda caso anche qui c’è una serie televisiva, ma giuro che prima ho letto il romanzo come ebook ed ho proseguito con gli ulteriori volumi.

OUTLANDER – STAGIONE 1

Quanto fa paura la fase della documentazione storica?

La paura della lunga documentazione, eh sì! incute un certo timore, ma non è solo necessità della narrazione, il tempo extra richiesto per il romanzo storico non è sprecato e non rimane inerte perché tutte le informazioni puoi utilizzarle per diventare divulgatori o utilizzarle in fase di promozione e scrivere altri contenuti di valore.

Il libro non è solo come un “figlio”, ma è anche un prodotto ed occorre ragionarlo in quanto tale.

Ci sono modi per restringere la documentazione; è partire dal breve formato con un’opera auto conclusiva che parte da un evento e che parla di un personaggio o un gruppo di personaggi.

All’inizio è meglio così che scrivere una saga perché crei, per ogni romanzo, un accesso ai tuoi libri espandendo più velocemente la tua base di lettori.

Devi interessarti ad incontrare i lettori con il tuo testo, scegliere una tag line, un pitch e la fiducia verso un pubblico si costruisce mattoncino su mattoncino.

Gambarini prefigura addirittura cosa succederà dopo aver scritto un tale genere narrativo:

“Dopo due anni i professori di storia vi chiameranno a parlare in classe, ci saranno nelle rassegne culturali sul territorio che vi chiameranno, vi contattano i giornali per le interviste ed anche le TV locali, poi le persone sono andate in visita nei luoghi di ambientazione, poi ci saranno persone che vi saranno grate perché gli avete fatto conoscere cose nuove, conoscerete molti specialisti in materia…etc”

Ovviamente dopo tutto questo il “Prof. Gambarini” offre il suo corso sulla scrittura di un romanzo storico a 697 euro, che trovo un prezzo esagerato per un corso on line pre-confezionato e venduto come un’applicazione.

Comunque questo è solo una mia opinione.

È stato interessante ascoltare Livio Gambarini sotto molti aspetti, ma non ho comprato il corso, invece ho comprato il suo primo romanzo di intitolato “Le colpe dei padri”.

L’ho trovate su Amazon, qui sotto:

LE COLPE DEI PADRI

Volevo capire come scrivesse, lo sto leggendo e farò di questo libro una recensione che pubblicherò sul blog.

Altre cose utili che ho scoperto seguendo Livio Gambarini su You Tube sono:

– la community di www.thrillerstoriciedintorni.it

– il sito di Gabriele Campagnano ZHISTORICA www.zweilawyer.com

– il blog di Anna Attiliani, rievocatrice storica http://www.taccuinummedievale.blogspot.com

Devo confessare che ho sempre voluto scrivere un romanzo storico ambientato nel Basso Medioevo, in Valle Susa.

Il pitch potrebbe essere questo:

Nell’anno 1014 nasce una donna a Torino che si sposerà tre volte e per tre volte rimarrà vedova, diventerà una delle donne più potente del mondo di quell’epoca e regnerà con saggezza fino alla morte.

Chi sarà mai?

E tu quale periodo storico sceglieresti per ambientare il tuo romanzo?

3 pensieri riguardo “PERCHÉ SCRIVERE ROMANZI STORICI?”

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