Tutti gli articoli di Le Storie di Nina

Narratrice di storie. Onnivora, vivo in Valle Susa e mi piace ascoltare e scrivere i ricordi della gente comune. Adoro le favole che aiutano a crescere i bambini con i loro genitori. Viaggio per il Mondo su di una Mazda di colore verde bottiglia, a volte su un Van bianco come la neve. Pinocchio é stato il libro su cui ho imparato a leggere e poi non mi sono fermata più.

PERCHÉ SCRIVERE ROMANZI STORICI?

Scritto da: Graziella Brusa Copertina di: Domenico Laghezza

A te piacciono i romanzi storici?

A me tantissimo.

Mi piace la storia quella grande, epica, e quella di tutti i giorni. Addirittura mi capita, viaggiando, di trovarmi in un sito archeologico o in un palazzo e di pensare alla vita di coloro che ci abitavano.

Cosa pensavano? Di che cosa parlavano? Quali erano le loro paure, le loro gioie, i dolori e via discorrendo.

Qualche volta questi personaggi storici immaginari prendono vita nella mia testa.

Ultimamente, nel mare magnum della rete, mi sono imbattuta in uno scrittore di romanzi storici, un certo Livio Gambarini, che non conoscevo.

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PERCHÈ PARTECIPARE AD UN CONTEST LETTERARIO?

Scritto da Graziella Brusa

Illustrazioni di Domenico Laghezza

Secondo te è utile partecipare a contest o concorsi letterari?

Ce ne sono tanti in giro sulla rete, ma non tutti i concorsi/contest letterari sono uguali.

Il posizionamento in qualche classifica non fa di te uno scrittore o, meglio ancora, non definisce la qualità della tua scrittura.

In Italia ce ne sono un’infinità di premi letterari, di riviste, di concorsi che fanno capo a case editrici, associazioni, ma che rilevanza letteraria hanno?

Non te lo sei mai chiesto?

Non ti sei mai chiesto se sono legati ad operazioni di editoria a pagamento?

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MEDITeRRaNEO

Scritto da Brusa Graziella

Fotografia di Brusa Graziella

Mediterraneo, già il nome è bello, suona pieno, vivo e porta il nostro immaginario nel blu del mare, su di una spiaggia isolata, ascoltando il suono delle cicale.

La spiaggia di sabbia è contornata da scogli plasmati dal vento, dalle onde, dalle tempeste.

Acqua cristallina protegge il mondo al di sotto.

Lo trasforma, lo trasfigura, rendendolo sfuggevole alla presa. Inganna gli occhi ed i sensi.

Sulle sponde di questo mare chiuso è nata la civiltà,

Leggende, storie, guerre, sangue e fuoco; tutto è successo qui, prima di succedere altrove.

Un luogo così pieno di pathos, per dirla con la lingua di un popolo Mediterraneo è anche un luogo di scrittura.

Chi non conosce l’Iliade o l’Odissea? Oppure conosce le poesie di Montale? La raccolta “Ossi di seppia”, per esempio. Ai miei tempi si studiava alle medie inferiori. Ora non si sa.

Antico, sono ubriacato dalla voce

Antico, sono ubriacato dalla voce
ch’esce dalle tue bocche quando si schiudono
come verdi campane e si ributtano
indietro e si disciolgono.
La casa delle mie estati lontane.

t’era accanto, lo sai,
là nel paese dove il sole cuoce
e annuvolano l’aria le zanzare.
Come allora oggi in tua presenza impietro,
mare, ma non più degno

mi credo del solenne ammonimento
del tuo respiro. Tu m’hai detto primo

che il piccino fermento
del mio cuore non era che un momento
del tuo; che mi era in fondo

la tua legge rischiosa: esser vasto e diverso
e insieme fisso:
e svuotarmi così d’ogni lordura
come tu fai che sbatti sulle sponde
tra sugheri alghe

le inutili macerie

Questa estate che sta trascorrendo in fretta, come sempre, l’abbiamo vissuta più di ogni altra nel Mediterraneo.

A casa nostra!

Mediterraneo

Le donne nel deserto

Scritto da Graziella Brusa

Illustrazione della copertina: Elsa Rubino

A chi piace il deserto e potrebbe parlarne come quel luogo da definire casa propria?

Sembra impossibile vero?

Eppure alcune donne che scrissero su questo luogo lo hanno anche eletto come posto dell’anima.

Esse hanno vissuto in epoche diverse, ma hanno in comune una ricerca costante: la ricerca di se stesse.

Hanno affrontato i loro demoni nel deserto: quello arabo, quello australiano, quello magrebino ed anche il deserto americano.

Il deserto viene definito come una grande estensione di territorio disabitato dove pochi esseri selezionati dall’evoluzione riescono a sopravvivere. Il deserto può essere rovente come l’inferno, ma anche gelido ed insensibile. Un luogo dove non c’è acqua, roccioso o sabbioso, con montagne o pianure, un luogo dove gli umani vivono isolati e si fondono complemente con l’ambiente, adattandosi se non si vuol perire immediatamente.

Pensa che alcune donne lo hanno scelto come casa.

Una suggestione tira l’altra, come le caramelle e…

Per prima ho incontrato lei, la regina del deserto: Gertrude Bell

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jackamore – episodio #07

di Graziella Brusa

Illustrazioni di Domenico Laghezza

Romanzo breve per coppie mature

EVA DALLA PARRUCCHIERA CON AMORE E LA LELLA

Questo pomeriggio Eva va dalla sua solita parrucchiera Nadia e porta con sé Amore, ma non sarà rilassante per via di Lella, una sua amica molto smorfiosa e snob.

Eva:« Ciao Nadia, scusa sono in ritardo. Ti dispiace ho portato anche Amore con me. Non volevo lasciarlo solo a casa. Adamo è a studio e io non rientrerò che stasera.»

Nadia, la parrucchiera:«Non ti preoccupare Tesoro, lo sai che mi piacciono i cani e questo è un cucciolone veramente carino. Immagino che abbia già fatto tutto quello che doveva fare questa mattina.»

Eva:« Sì, stai tranquilla e per questo che sono in ritardo. Devo pensare anche a Lui, il mio Amore. Non mi pesa perché non sai quanto affetto questo piccolo essere mi dà.»

Nadia, la parrucchiera:«Eh si, meno male che a questo mondo ci sono i cani perché gli umani lasciano mooolto a desiderare. Comunque cosa facciamo oggi, uumh, fatti vedere! Un po’ di ricrescita…facciamo un ritocchino? E la piega come la vuoi? »

Eva:«Lasciamoli ricci, non proprio ribelli, ma lisci non li voglio. Ad Adamo non piacciono.»

Nadia, la parrucchiera:«Uhhh, ti interessa ancora cosa pensa Adamo?»

Eva:«Certo, è sempre mio marito.

Ma cosa vuole questa cretina? Divorziata, sta con un amico più giovane di lei con dei figli vandali. Pensi agli affari suoi! Devo cambiare parrucchiera, appena le dai un po’ di confidenza si trasformano in gurusotuttoio.”

Nadia, la parrucchiera:«Va bene, accomodati, cinque minuti e ti mando la ragazza per il colore.»

Eva:«Vedo che c’è la Lella. Mi siederò vicino a Lei.»

Ciao Lella, come va?

Smack, Smack

Lella:«Ciao Eva, bene e tu?»

Smack, Smack

Eva:«Bene, eccoci qui come tutti i sabati. Allora cosa mi racconti, carissima.»

Lella:«Eh, cosa ti racconto? Che stiamo diventando vecchie. Che ho tanti di quei problemi di salute. Ieri sono andata a farmi vedere dal Dermatologo, vedi queste squame che ho sul collo? Cosa saranno? Dico io. Sono comparse così improvvisamente. Cento euro per sentirsi dire che sono psicosomatiche e che devo stare calma.

Calma un corno!

Come si fa a stare calmi al giorno d’oggi!

Signora”, mi dice il medico, “Lei è troppo ansiosa” e io dico “Signorina, prego. Dottore, ho dei ritmi di lavoro e di vita dove la calma equivale alla morte!” Ma cosa vedo lì, un cane? Ti sei presa un cane?»

Eva:«Si, ti piace? Si chiama Amore.»

Lella:«Carino. Ma è un cane in carne ed ossa. Mangia, beve e tutte le altre cose?»

Eva:«Secondo te? Ti sembra di plastica o un peluche? Toccalo!»

Lella:«No, no, no lo sai che io non tocco gli animali! Puzzano.»

Eva:«Sì Lella, lo so come sei fatta! Non sarebbe ora di cambiare un po’. Lo dico per il tuo bene, credimi.»

Lella:«Comunque, è incredibile quanto i dermatologi non sappiano mai darti un rimedio per i tuoi problemi. Ho consultato quindi una Naturopata ed adesso sono in terapia da lei con un medicinale omeopatico che mi costa un occhio della testa. Poi, queste caldane…non mi lasciano vivere e che dire della stitichezza cronica. Quando avevo vent’anni non avevo tutti questi problemi. Non lamentiamoci, c’è sempre di peggio. Te la ricordi Elisa? È letteralmente scappata di casa, con un altro. Il marito ha fatto una tale figura da cornuto. Lo sapevano tutti; come capita sempre, solo lui non ne era al corrente. E i figli? Gliel’ha lasciati. Così. Bum! E’ scoppiata la bomba! E Betta..

Eva:«Ma chi? Betta Riccardini? La segretaria del notaio. Quella bella ragazza.»

Lella:«Sì, proprio quella. S’è messa con il notaio, ma non il figlio, il padre. Settantacinque anni suonati, vedovo , ricchissimo e con un piede già nella fossa. Cose da non credere.»

Eva:«E dimmi … quel veterinario da urlo che mi hai presentato quel giorno?»

Lella:«Ah si quello. Non te lo consiglio. Secondo me ha qualche problemino ed inoltre non ha un becco di un quattrino. È poi solo un veterinario a cui vanno a genio gli animali. Non fa per me.»

Eva:«Ah! Mi sembrava un bel tipo, però, va bé, le apparenze ingannano.»

Lella:«E tuo marito? Sempre un bell’uomo! L’altro giorno l’ho visto a pranzo con quella sua segretaria…come si chiama, Ilaria?»

Eva:«Qualche volta vanno a pranzo insieme, ne sono al corrente.

Sei proprio una vipera dalla lingua biforcuta”

Lella:«Soli!»

Eva:«E allora? L’ altro socio magari era in tribunale.»

Mi sta scappando la pazienza; è questa la volta che la insulto se non la smette.”

Lella:«Ma non ha dei praticanti?»

Eva:«Lella, scusa, ma cosa vuoi insinuare?»

Lella:«Eva, non voglio insinuare niente, tuttavia…se fossi in te…sai, cosa voglio dire.»

Eva:«Lella, tu hai le visioni, le caldane e gli sfoghi sulla pelle. Da quanto tempo…mmmh ti manca?»

Lella:«Non so a che cosa ti riferisci?»

Eva:« Carissima, il tuo eterno fidanzato, anche lui niente male…, tuttavia … il vostro rapporto mi sembra solo …una copertura.»

Lella:«Solo, cosa?Una coperta?»

Eva:« Fate sesso…qualche volta o è una cosa platonica che fa comodo ad entrambi?»

Arriva la ragazza che dovrebbe  preparare Eva per la colorazione.

L’aiutante parrucchiera:«Buongiorno Eva, venga pure.»

Eva:« Va bé, Lella, lascia stare…la tua faccia mi sembra abbastanza eloquente.»

Lella:

Certo che è proprio antipatica questa Eva, ma chi si crede? Alla signora ben gli sta se suo marito gliele mette con la segretaria che ha almeno venti anni di meno. Stronza!”

«Ciao Eva, non capisco proprio quello che vuoi dire, ci vediamo e stammi bene.

«Ah! Salutami tanto l’Adamo, carissima.»

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I Fantasmi di Apollonia Birot: per salvare le loro anime eBook : Brusa, Graziella: Amazon.it: Libri

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jackamore – episodio #06

di Graziella Brusa

Illustrazioni di Domenico Laghezza

Romanzo breve per coppie mature

NEL RETRO DEL BAR DEL NANDO

Nando, Adamo e Jack scivolano nel retro del bar ed i due uomini iniziano a parlottare a tono basso. L’ambiente è piccolo, buio ed asfissiante, pieno di odori che irritano Jack.

Nando:«Allora, mettiti qua e apri bene le orecchie Adamo! Sai dove l’incontro sempre la dolce Fiorella?

«Apri bene quelle orecchione adesso sto per farti una confidenza incredibile. Forse è meglio sedersi per non svenire. Questo cane che ti imita in tutto e per tutto siamo sicuri che non capisce?»

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DESIGN E ARMOCROMIA: IL MIO STILE TI FARA’ BELLA!

di Graziella Brusa

Fotografo: Andrea Berardi

Make up artist: Karolina Nevidovich

Jessica, 27 anni, alta, naturalmente elegante, lunghi capelli neri e grandi occhi. Una giovane della generazione Y o millennial generation o next generation o net generation. Si dica come lo si voglia, Jessica appartiene ad una nuova ondata di baby boomer chiamata Echo. La comunicazione e le tecnologie digitali sono entrate nel suo Dna fin dall’infanzia, anche se mi ha confidato che da bambina giocava con la Barbie proprio come me che sono una baby boomer di primo pelo.

Scrittori come William Strauss e Neil Howe hanno affermato che questa generazione assomiglia a quella dei primi anni ‘20 del Novecento: dotati di un forte senso del dovere, attaccati alla famiglia, alla patria, ottimisti, ambiziosi, competitivi e narcisi. Sostengono inoltre che è stata la prima ad affrontare la crisi economica avvenuta tra il 2007 ed il 2010 e a causa di questo viene anche paragonata alla Lost Generation della Prima Guerra Mondiale.

Hanno sicuramente ragione, dal momento che ritrovo tutte queste cose in Jessica.

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Cosa c’entra il Romanticismo in Letteratura con la Selva Boema?

Scritto da Graziella Brusa

Foto di Graziella Brusa

Sono stata recentemente in viaggio con il mio van nuovo di zecca, come tu ben sai se hai letto il mio articolo Nomadland e l’ispirazione, ed ho provato a vivere e a scrivere in un luogo che secondo me é tra i più romantici d’Europa: I monti Tavola e la Selva boema.

Selva Boema

Ma prima di parlare degli scrittori cechi che scrissero su questi luoghi romanzi, racconti, poesie ed addirittura opere teatrali voglio parlarti della mia esperienza riguardante lo scrivere dentro una casa mobile.

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jackamore – episodio #05

di Graziella Brusa

Illustrazioni di Domenico Laghezza

Romanzo breve per coppie mature

AL PARCO DA NANDO IL CASANOVA

Adamo va a fare una passeggiata con Jack per uscire dalla sua disperazione e dalla sua solitudine. Si reca al parco dal suo amico d’infanzia, Nando.  Quest’ultimo è un single incallito pertanto spera di trovare un qualche conforto dai suoi  racconti e dalle sue avventure.

Adamo: «Ok Jack, ti prendo in braccio. Non ti va di correre tanto. Mi raccomando non fare su di me cosa non vorresti fosse fatto su di te. Intesi? »

«Eccolo là il Nandino che sta già sbirciando nella scollatura della bionda mozzafiato. Non gli passa mai ‘sto vizio e dice finché ho fiato non mi do per vinto.»

«Sai Jack, la teoria del Nando equivale alla legge dei grandi numeri: prova e riprova qualche femmina «ad un certo punto ci sta. »

Adamo:«Ehilà Nandino, come la va questa vitaccia? Sempre cacciatore… eh?»

Nando: «Eccolo qua l’Adamo. Ogni tanto ti fai vedere… eh sì! Sei in libera uscita, come i carcerati! E cosa hai con te oggi? Un cane? Cos’è la nuova strategia della caccia con segugio. »

Adamo:«La caccia con segugio? E che vuole dire?»

Nando:«Te lo spiego subito. Il segugio è l’esca; lo lasci libero nel parco e vai a vedere che va dritto dritto verso una bella uccellina svolazzante e Kaboom! Arriva il cacciatore che cattura la preda.»

Adamo:«…

Adamo:«E chi è ‘sto cacciatore?»

Nando:«Va be’, dormi Adamo, chi dorme non piglia né pesci, né uccellette e pensare che sei anche bravo come avvocato, mi dicono. Tuttavia sul resto lasci un po’ a desiderare, forse perché sei sempre innamorato della Bella Timoniera, come la chiami tu. Quella valchiria bionda che ti accompagna sempre e che gela il sangue a guardarla tanto è algida.»

Adamo:«Non era così una volta.»

Nando:«Ah no? Quanti anni aveva dieci, forse? La pubertà l’ha trasformata nello stato algido della serie «nonteladoneanchesestrisci.»

Adamo:«Non ti è simpatica, vero? »

Nando:«Neanche un po’!»

Adamo:«Sarà mica perché a sedici anni ti ha detto che non sarebbe mai e poi mai stata la ragazza di uno che ci provava con tutte …visto che le ragazze le portavi direttamente nel vicolo buio, ti ricordi il vicolo dei Pellegrini, quello stretto stretto e non le lasciavi andare finché non riuscivi a portare a casa qualche risultato” senza preamboli. Senza offrirle un gelato, senza uno straccio di conversazione. Saranno queste tue maniere da gentiluomo ad averla così impressionata che oggi non ti rivolge neppure la parola. Su questo non posso darle torto.»

Nando:«Ah sì? Ti sbagli mio caro, mi sbavavano tutte dietro, le santarelline. Non avevo che l’imbarazzo della scelta. Anche la Timoniera è passata sotto le forche Caudine.»

Adamo:«Guarda che me l’ha raccontato…e ti ha lasciato come ricordino un bel calcio nelle palle in aggiunta ad una settimana chiuso in casa, rosso sangue! Ah ah ah ah »

Nando:«Ehi ragazzo, non ridere tanto, mi sa che adesso sei tu quello che sta nella M con la maiuscola. Guarda quella! La vedi che sventola!»

Adamo:«Chi? Dove?»

Nando:«Ma se l’ha vista persino il tuo cane qui e tu non la vedi? Quella che entra ora, trionfalmente e con le campane a festa, nel parco. Quella con il vestito a fiori sottile che lascia intravedere le gambe. Ah Dio ti ringrazio per il caldo. Fai che questa estate sia terribilmente calda, calda, calda.»

Adamo:«Adesso la vedo. Eh sì, notevole. Lo ammetto. Quanti anni avrà? Non è giovanissima, sui trentacinque?»

Nando:«L’età giusta Adamo. Perfetta! »

Adamo:«Viene spesso qui?»

Nando:«Viene qui, ma io la vedo anche in un altro posto e sai cosa ti dico, la conosco bene. Che pezzo di gnocca e so che cosa dico, credimi!»

CLIENTI DEL BAR MOLTO IRRITATIScusi, ma noi stiamo attendendo già da dieci minuti. O viene a servirci o ce ne andiamo. Chiaro?»

Nando:«Scusate, scusate signori. Mi sono distratto. Ecco vengo subito da Voi!»

Nando:«Adamo devo andare, ma aspetta qui che ti devo raccontare di quella là. Non andartene, intesi?»

Adamo:«Aspetto, sto qui con Jack, ormai sono così curioso, perché è proprio un gran bel pezzo …»

«Meno male che si siamo fermati. Sento un sacco di odori. In questo parco ci vengono spesso altri cani. Chissà se ci viene la mamma. Non l’ho più vista da così tanto tempo che non mi ricordo più come abbaiava…non ricordo nemmeno   i miei fratelli che mi rubavano sempre il capezzolo e mi spingevano. Che melanconia.»

«Ma cosa avranno da dirsi questi due. Mi sembrano una strana coppia. Non sono fratelli. Sono come due cani vagabondi. Guardano le femmine uno con gli occhi rapaci e l’altro con gli occhi smarriti. Stanno guardando quella femmina là che sta arrivando a gran carriera. Sembra tenera quasi quasi ci vado incontro e gli salto addosso per farmi coccolare. Questi due non mi accarezzano mai, stanno sempre a conversare. Io non sono un oggetto, dovete considerarmi.

«Adesso molla il guinzaglio e scappo. Adesso ecco…»

woof woof woof…. JACK STA CORRENDO!

Adamo:«Jack, Jackkkkk! Ma come cavolo hai fatto? Vieni qui…non scappare.»

JACK STA CORRENDO DRITTO VERSO LA BELLA GNOCCA

la bella gnocca: «Ciao bel cagnolino, ma dove vai così di corsa? Da me? Ciao »

Bau, slurp, woof woof woof

la bella gnocca:«Ehi, ma che carino che sei e che affettuoso, ma io non sono la tua padrona. Comunque vedo che qualcuno sta arrivando a cercarti.»

Adamo:«Buongiorno! Pant …pant» ansimante.

«Sono il padrone del cane. Mi scusi se si è fiondato inaspettatamente addosso a Lei. L’avrà sicuramente confusa con mia moglie. L’ha mica sporcata?»

«E tu? Che non capiti mai più che mi scappi così. Adesso siamo al parco, ma se fosse sulla strada sarebbe pericoloso. Le auto ti investirebbero. Non d e v i f a r l o m a i p i ù ! »

la bella gnocca:«Ah ah ah lo sgrida come un bambino. Se ne sta accorgendo? »

Adamo:«Sì è un po’ un bambino per me. Sa è un cucciolo che abbiamo preso io e mia moglie dal “Paradiso del cane” un canile per animali abbandonati. Ci siamo molto affezionati e se fosse capitato una sciagura non me la sarei perdonato. Io…Io mi presento …mi chiamo Adamo e lui, il birbone, è Jack»

la bella gnocca:«Tanto piacere io mi chiamo Fiorella. Fiore per gli amici. Certo che sei proprio carino Jack con questo barbottino e gli occhietti vispi.»

parla a Jack, ma ammicca ad Adamo che imbarazzato non sa cosa dire.

Adamo:«Allora grazie e scusi ancora.»

Fiorella:«Non si preoccupi, piacere della conoscenza. Arrivederci!»

Adamo:«Arrivederci Fiorella …Fiore. Arrivederci!»

Bau, slurp, woof woof woof

saltellando!

Adamo:«Suvvia, smettila di saltellare. Anche a me è salita la pressione, ma non saltello. Un po’ di contegno Jack!»

Nando:«Non mi dire che ti è scappato così? Non me la bevo sai!»

Adamo:«Cosa vuoi dire Nando, che è tutta una messinscena. Ma secondo te io sono il tipo di uomo che sta a concertare tutto ‘sto casino per poter conoscere una donna.»

Nando:«A ben pensarci effettivamente no, tu sei un tipo più virtuale, digitale, cerebrale. Tutto testa e niente palle! Ah ah ah. Ma l’hai vista ‘sta figliola quant’è bella e sexy. Ti devo dire un segreto su ‘sta qua. Vieni nel retro che qui non posso parlare.»

Adamo:«Che segreto?»

Nando:«Un segreto, un segreto. Seguimi e sii disinvolto, se puoi. Deve venire anche il cane?»

Adamo:«Certo che deve venire anche lui. Lo lascio da solo qui fuori? »

Nando:« Uffà, ma quanto sei noioso…va bene porta anche lui. Tanto è solo un cane non può certo comprendere la lingua degli umani.»

«Sob! Questi due sono pazzi da legare!»

Se ti è piaciuto il quinto episodio di JackAmore, CONDIVIDILO e COLLEZIONA gli episodi e le illustrazioni di Domenico

callas à paris

Poesia di Marco Cavallero

Illustrazione di Domenico Laghezza – Ritratto di Patrizia Scintu

Voci recitanti:

Patrizia Scintu, attrice professionista e percussionista

Chiara Baruffaldi, studentessa di canto e recitazione

Entrambe hanno frequento corsi di teatro e la Scuola di Doppiaggio di Brescia

Le storie di Nina

Classificazione: 1 su 5.

Palais Garnier splende
Della sua solita follia eclettica
Dagli ascensori Liberty
Una folla di folli melomani
Si accalca da ogni parte d'Europa
E popola una sala già gremita
Ciascuno con il proprio dono d'amore
La Divina
Colei che si fece Melodramma
Sarà una volta ancora Norma
Intorno, la ville de Bohéme
Et de la Dame aux Camélias
Si è fatta coacervo di un'altra vita,
Banlieue, l'Olimpia, il Concorde,
Frenesia di vetture
La moda a poco prezzo
La televisione.
Bianconere immagini fluorescenti
Tremulano gli scandali del giorno
La BB francese, le cantine del jazz,
Il tramonto dell'esistenzialismo
La nascita di una nuova rivolta
La Callas e Onassis.
Dietro le quinte
Nell'anima oscura e segreta del teatro
Una costumista
Umile, solerte e premurosa
Cerca di vestire la cantatrice
Ma lei, riversa
Geme
Affranta dai dolori intercostali
Come nella peggiore delle opere
L'amante greco irrompe
E nell'alterco percuote
E ancora
E ancora
….
La brava donna non può credere
A ciò che vede
Ma in gola le muore ogni parola
Ligia al suo ruolo comprimario.
Nella sala, gli ori bruniscono
Alle luci che si smorzano
Mentre i gioielli lanciano bagliori
Come i cuori in attesa.
Loro non sanno
Che la vera tragedia si compie altrove
Che il teatro ha un'anima segreta
Tanto, che mai traccia di quella miseria
Possa arrivare in palcoscenico.
La voce di Maria è un sussurro.
Nessun sostegno la conforta
E si spegne prima di raggiungere
Il suo sovracuto.
La folla si macera, nello struggimento
E nella nostalgia di quella nota mancata
Al second'atto l'arioso dei teneri figli
È un canto orfico d'oltretomba
Effimera illusione di una rinascita
Al duetto l'impietoso confronto con Adalgisa
Spegne in lei ogni forza
E il sipario cala su un'opera incompiuta.
Mentre si prepara per la Carmen,
Denise Scharley esterrefatta
Ascolta dalla buona costumista
Il racconto del dramma compiutosi
Nell'anima segreta del teatro
E lo custodisce nel suo cuore.
….
Molti anni dopo, un luminare
Rompe il segreto d'ufficio
E rivela la cagione della tua sofferenza
Essa ha un nome greco
Ed è rara come lo è stata
L'arte tua, e altrettanto incurabile.
Sulle bancarelle trovai
Questo vinile
"Callas à Paris "
Che tutta questa storia pareva
Avere impressa in copertina
Gli oggetti hanno questo di sorprendente
Che in essi il tempo si è fermato.

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Casta Diva

Poesia di Marco Cavallero

Illustrazione di Elsa Rubino

Voce recitante : Patrizia Scintu

Voce cantante: Chiara Baruffaldi

Casta Diva

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Le storie di Nina

Da quale abisso sorgi
Malcontenta sorella notturna
E transiti di sogno in sogno
Insoddisfatta e trepida
D'attesa e disincanto
Alla voce di colei
Che ti cantò Immortale

Piangi.
Lacrime di luce
Serpeggiano la strada
Per estinguersi
nell'esalazione argentea dei gelsomini
Che fremono, oltre l'oscurità
E per morire, ingrate,
Fra le mille scintille del mare.

Dove si cela il tuo sguardo,
Dove lo hai perso
Se anche fra brume e caligini
Che ottundono sensi e desideri
L'ombra di un riverbero
Evoca e invoca
L'amata Immortale
E tu l'attraversi
Mille volte invano
Senza altro esito
Che rinnovata perdita.

Ah se anche potessi
Pallida luna errante
Quale Orfeo celeste trarla dall'Ade
Non la tua luce
Ma la voce sua
Compirebbe il mirabile Incanto

Per tornare a lasciarci eppure
Soli e abbandonati

Al presagio del mattino

Classificazione: 1 su 5.

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Specchio d’infanzia

Una poesia di Marco Cavallero
Fotografia di Graziella Brusa



Anche gli specchi sanno essere traditori

Raccattato sotto il portico
L'attaccapanni del nonno
Ne incorniciava uno al nitrato d'argento
Malato di striature e di cadute
Nella fatica del trasporto e del restauro
Polvere e sporco lo facevano silente
E opaco.

Ma uno sguardo involontario
Apre istantaneo un mondo perduto
E dallo specchio un io bambino
Ti guarda e ti chiede

Che ne hai fatto?

Che ne hai fatto di quel sole
Che dalle persiane serrate
Diceva del silenzio del meriggio
Al ronzio di vespe e calabroni

Nella camera in penombra
Muri scrostati e ridipinti
Disegnavano carte geografiche
Di terre ignote e incompiute
In attesa di viandanti indagatori

E nel cortile un catino e del sapone
Ti rammentava il lavacro mattutino

Che ne hai fatto di quei viaggi
Che un rottame in mezzo al campo
Ti conduceva per gesta e per contrade
E del ciliegio, carico di anni e di frutti.

Che ne hai fatto di quel mare
Flutti in tempeste semoventi
Spume variegate e onde algenti
Che il linoleum della scuola
Ti donava per incanto e per malia

Che ne hai fatto di quel volto
Severo d'amore e sofferenza
Che nonna aveva quando ti parlava
E raccontava persa nei ricordi
Seduta vicino al ballatoio
E la guerra era nei suoi occhi
Nel suo sguardo fermo
Nelle parole parche
Nelle frasi non finite.

Che ne hai fatto
Degli spartiti e del pianino
Che tua zia smarrita nella mente
Strimpellava cavando suoni
Di un altro secolo

Che ne hai fatto
Di quei fiori
Che tua madre portava
Alla memoria
Di colei scomparsa
Prima che la vita potesse conquistarla

Di', che ne hai fatto?

Oltre gli sfregi dello specchio offeso
Un bimbo s'allontana
Un fascio di versi
Fra le mani.

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Nomadland e L’ispirazione

scritto da Graziella Brusa

Non si parla altro che di Nomadland, soprattutto riguardo il film. Pluripremiato e realizzato da una giovane regista cinese Chloé Zhao, classe 1982.

Io ho letto il libro.

Era inserito nella lista del gruppo di lettura, Oblò di Immersioni letterarie, al quale partecipo ed ti invito dal momento che è molto interessante, ma soprattutto mi ha incuriosito perché anch’io mi sto accingendo ad acquistare un van/furgone come la protagonista della storia, Fern.

L’autrice di Nomadland si chiama Jessica Brunder giornalista ed insegnante di giornalismo. La Brunder narrando la storia di Fern, una sessantenne che perde tutto durante la grande recessione e si ritrova senza denaro e senza casa, si inoltra in un’ indagine che mette in luce tutta una nuova subcultura composta da una numerosa comunità di persone che vivono come dei nuovi nomadi.

Hai capito bene, dei nomadi, che non sono in realtà zingari, come potremo pensare noi europei. Infatti gli unici nomadi europei moderni che conosco è proprio la comunità gitana.

Chi ha un divorzio alle spalle, chi una grave malattia gli ha portato via la capacità di lavorare, chi a causa della recessione ha perso tutto. Nuovi poveri, gente che credeva nel sogno americano e si é ritrovato tradito.

La maggior parte di questi nomadi sono anziani ultrasessantenni costretti a svolgere gravosi lavori. Ricevono un magro sussidio settimanale dallo Stato e devono tirare avanti spostandosi continuamente.


Malgrado la precarietà queste persone si sentono vive. Non sono tristi, si raggruppano, si aiutano, si organizzano. Sono i baby boomers, figli del consumismo ed ora snobbati da esso.


Diciamolo non é facile vivere in questo modo. Devi contare molto su te stesso, saper fare un po’ di tutto, in una parola adattarti.

D’altro canto ti sposti leggero, senza pesi sulle spalle. Infatti tutto quello che possiedono sta su di un’auto, su un furgone, su una roulotte, addirittura su un bus.
Una domanda che sta a mezz’aria in tutta la storia è:
Ma a te servono tutte le cose che possiedi?
A volte compriamo cose inutili solo per il gusto del possesso.

Non sei d’accordo?

Less is better! per dirla all’americana.

Non è solo un sentimento ecologico quello che anima il concetto racchiuso in queste due semplici parole inglesi, ma anche morale.

Non sprecare!

Finora ci hanno insegnato a consumare; infatti noi siamo prima che cittadini, consumatori e pagatori di tasse.

Non sei d’accordo?

Pertanto, a mio avviso, occorre essere consapevoli di quello che noi chiediamo, che noi vogliamo, vale a dire dei nostri bisogni reali.


Allora mi é venuta l’ispirazione di vivere con meno, di disfarmi delle cose superflue e mettere in pista un esperimento.

Ho comprato un Toyota van che adatterò ad abitazione mobile.

Ovviamente spendendo il meno possibile.
Viaggerò in questo in modo e cercherò di vivere all’aria aperta. Ne siamo stati privati a lungo e voglio riappropriarmi degli spazi, dei cieli e del mio respiro.

Tu dirai, ma cosa c’è di diverso di fare il campeggiatore? In Italia in molti hanno i camper o la roulotte.

Ok, hai ragione! Ma che camper abbiamo! Delle case vere e proprie, manca solo la lavatrice incorporata. Dei bolidi dotati di Tv satellitari e di tutti i comfort.

Quello che voglio fare io è uscire dalla cosidetta “ZONA COMFORT” e verificare la mia capacità adattiva. Senza la TV, senza il bagno in “camera”, senza cucina attrezzata, senza letto di piume, senza riscaldamento.

Sulla capacità adattiva siamo già stati messi alla prova dalla pandemia, pertanto un pò di rodaggio l’abbiamo fatto.

Ce la farò?

Tornerò indietro con la coda tra le gambe?

Prenoterò subito, tra le lacrime, una camera in un albergo?

Se spostandomi non ritroverò le mie abitudini tipo “cappuccino e brioche”, “caffè all’italiana”, un bagno pulito, una doccia a portata di mano e poi magari sarà troppo freddo, troppo caldo, troppo isolato, materassino scomodo, pochi vestiti, trucchi, parucchi, scarpe, borse, notti insonni.

Eh sì, perchè mica ci sta tutto il mio armadio nel van.

Ti racconterò dei luoghi che visiterò e della mia capacità di sopravvivenza.

Magari ispiro anche te!
Tu cosa ne pensi?
Hai sentito parlare di Nomadland?
Raccontami la tua opinione.

jackamore episodio – #04

di Graziella Brusa

Illustrazioni di Domenico Laghezza

Romanzo breve per coppie mature

TRA ADAMO E JACKAMORE

Sabato pomeriggio, un momento di intimità tra Adamo e Jackamore. Eva è uscita con un’amica a fare shopping ed Adamo è solo ed arrabbiato. Non sa cosa fare, è iniziato il weekend; per lui è sempre un problema, ha il pc portatile aperto su una chat di incontri. Mentre invia messaggi con persone sconosciute conversa con il cucciolo di cane sdraiato sul tappeto.

Adamo: «Sono stufo di questa vita. Se ne avessi il coraggio mi suiciderei. Ma non ce l’ho! Neanche quello. Sono di nuovo qui a chattare, perché? »

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