Tutti gli articoli di Le Storie di Nina

Narratrice di storie. Onnivora, vivo in Valle Susa e mi piace ascoltare e scrivere i ricordi della gente comune. Adoro le favole che aiutano a crescere i bambini con i loro genitori. Viaggio per il Mondo su di una Mazda di colore verde bottiglia, a volte su un Van bianco come la neve. Pinocchio é stato il libro su cui ho imparato a leggere e poi non mi sono fermata più.

Specchio d’infanzia

Una poesia di Marco Cavallero
Fotografia di Graziella Brusa



Anche gli specchi sanno essere traditori

Raccattato sotto il portico
L'attaccapanni del nonno
Ne incorniciava uno al nitrato d'argento
Malato di striature e di cadute
Nella fatica del trasporto e del restauro
Polvere e sporco lo facevano silente
E opaco.

Ma uno sguardo involontario
Apre istantaneo un mondo perduto
E dallo specchio un io bambino
Ti guarda e ti chiede

Che ne hai fatto?

Che ne hai fatto di quel sole
Che dalle persiane serrate
Diceva del silenzio del meriggio
Al ronzio di vespe e calabroni

Nella camera in penombra
Muri scrostati e ridipinti
Disegnavano carte geografiche
Di terre ignote e incompiute
In attesa di viandanti indagatori

E nel cortile un catino e del sapone
Ti rammentava il lavacro mattutino

Che ne hai fatto di quei viaggi
Che un rottame in mezzo al campo
Ti conduceva per gesta e per contrade
E del ciliegio, carico di anni e di frutti.

Che ne hai fatto di quel mare
Flutti in tempeste semoventi
Spume variegate e onde algenti
Che il linoleum della scuola
Ti donava per incanto e per malia

Che ne hai fatto di quel volto
Severo d'amore e sofferenza
Che nonna aveva quando ti parlava
E raccontava persa nei ricordi
Seduta vicino al ballatoio
E la guerra era nei suoi occhi
Nel suo sguardo fermo
Nelle parole parche
Nelle frasi non finite.

Che ne hai fatto
Degli spartiti e del pianino
Che tua zia smarrita nella mente
Strimpellava cavando suoni
Di un altro secolo

Che ne hai fatto
Di quei fiori
Che tua madre portava
Alla memoria
Di colei scomparsa
Prima che la vita potesse conquistarla

Di', che ne hai fatto?

Oltre gli sfregi dello specchio offeso
Un bimbo s'allontana
Un fascio di versi
Fra le mani.

Se ti é piaciuta la poesia di Marco CONDIVILA con i pulsanti che troverai qui sotto. Grazie.

Nomadland e L’ispirazione

scritto da Graziella Brusa

Non si parla altro che di Nomadland, soprattutto riguardo il film. Pluripremiato e realizzato da una giovane regista cinese Chloé Zhao, classe 1982.

Io ho letto il libro.

Era inserito nella lista del gruppo di lettura, Oblò di Immersioni letterarie, al quale partecipo ed ti invito dal momento che è molto interessante, ma soprattutto mi ha incuriosito perché anch’io mi sto accingendo ad acquistare un van/furgone come la protagonista della storia, Fern.

L’autrice di Nomadland si chiama Jessica Brunder giornalista ed insegnante di giornalismo. La Brunder narrando la storia di Fern, una sessantenne che perde tutto durante la grande recessione e si ritrova senza denaro e senza casa, si inoltra in un’ indagine che mette in luce tutta una nuova subcultura composta da una numerosa comunità di persone che vivono come dei nuovi nomadi.

Hai capito bene, dei nomadi, che non sono in realtà zingari, come potremo pensare noi europei. Infatti gli unici nomadi europei moderni che conosco è proprio la comunità gitana.

Chi ha un divorzio alle spalle, chi una grave malattia gli ha portato via la capacità di lavorare, chi a causa della recessione ha perso tutto. Nuovi poveri, gente che credeva nel sogno americano e si é ritrovato tradito.

La maggior parte di questi nomadi sono anziani ultrasessantenni costretti a svolgere gravosi lavori. Ricevono un magro sussidio settimanale dallo Stato e devono tirare avanti spostandosi continuamente.


Malgrado la precarietà queste persone si sentono vive. Non sono tristi, si raggruppano, si aiutano, si organizzano. Sono i baby boomers, figli del consumismo ed ora snobbati da esso.


Diciamolo non é facile vivere in questo modo. Devi contare molto su te stesso, saper fare un po’ di tutto, in una parola adattarti.

D’altro canto ti sposti leggero, senza pesi sulle spalle. Infatti tutto quello che possiedono sta su di un’auto, su un furgone, su una roulotte, addirittura su un bus.
Una domanda che sta a mezz’aria in tutta la storia è:
Ma a te servono tutte le cose che possiedi?
A volte compriamo cose inutili solo per il gusto del possesso.

Non sei d’accordo?

Less is better! per dirla all’americana.

Non è solo un sentimento ecologico quello che anima il concetto racchiuso in queste due semplici parole inglesi, ma anche morale.

Non sprecare!

Finora ci hanno insegnato a consumare; infatti noi siamo prima che cittadini, consumatori e pagatori di tasse.

Non sei d’accordo?

Pertanto, a mio avviso, occorre essere consapevoli di quello che noi chiediamo, che noi vogliamo, vale a dire dei nostri bisogni reali.


Allora mi é venuta l’ispirazione di vivere con meno, di disfarmi delle cose superflue e mettere in pista un esperimento.

Ho comprato un Toyota van che adatterò ad abitazione mobile.

Ovviamente spendendo il meno possibile.
Viaggerò in questo in modo e cercherò di vivere all’aria aperta. Ne siamo stati privati a lungo e voglio riappropriarmi degli spazi, dei cieli e del mio respiro.

Tu dirai, ma cosa c’è di diverso di fare il campeggiatore? In Italia in molti hanno i camper o la roulotte.

Ok, hai ragione! Ma che camper abbiamo! Delle case vere e proprie, manca solo la lavatrice incorporata. Dei bolidi dotati di Tv satellitari e di tutti i comfort.

Quello che voglio fare io è uscire dalla cosidetta “ZONA COMFORT” e verificare la mia capacità adattiva. Senza la TV, senza il bagno in “camera”, senza cucina attrezzata, senza letto di piume, senza riscaldamento.

Sulla capacità adattiva siamo già stati messi alla prova dalla pandemia, pertanto un pò di rodaggio l’abbiamo fatto.

Ce la farò?

Tornerò indietro con la coda tra le gambe?

Prenoterò subito, tra le lacrime, una camera in un albergo?

Se spostandomi non ritroverò le mie abitudini tipo “cappuccino e brioche”, “caffè all’italiana”, un bagno pulito, una doccia a portata di mano e poi magari sarà troppo freddo, troppo caldo, troppo isolato, materassino scomodo, pochi vestiti, trucchi, parucchi, scarpe, borse, notti insonni.

Eh sì, perchè mica ci sta tutto il mio armadio nel van.

Ti racconterò dei luoghi che visiterò e della mia capacità di sopravvivenza.

Magari ispiro anche te!
Tu cosa ne pensi?
Hai sentito parlare di Nomadland?
Raccontami la tua opinione.

jackamore episodio – #04

di Graziella Brusa

Illustrazioni di Domenico Laghezza

Romanzo breve per coppie mature

TRA ADAMO E JACKAMORE

Sabato pomeriggio, un momento di intimità tra Adamo e Jackamore. Eva è uscita con un’amica a fare shopping ed Adamo è solo ed arrabbiato. Non sa cosa fare, è iniziato il weekend; per lui è sempre un problema, ha il pc portatile aperto su una chat di incontri. Mentre invia messaggi con persone sconosciute conversa con il cucciolo di cane sdraiato sul tappeto.

Adamo: «Sono stufo di questa vita. Se ne avessi il coraggio mi suiciderei. Ma non ce l’ho! Neanche quello. Sono di nuovo qui a chattare, perché? »

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Di luce e d’ombra

di Graziella Brusa

Illustrazione di Domenico Laghezza

Mi ero messa in testa di modificare un gioiello di famiglia; era passato di moda, apparteneva ad un altro tempo ed era stato indossato da mia madre.

Volevo rendere la collana che mi stavo rigirando tra le mani  irriconoscibile, qualcosa che riguardasse solo me.

Una delle tante fissazioni che talvolta mi assalivano e sapevo che se quel monile non fosse stato al più presto trasformato ne sarebbe valsa la mia salute. 

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AD alta voce

Poesia 3° classificata al concorso di poesia del blog LA BOTTEGA DI IDEE

Poesia di Marco Cavallero

Voce di Graziella Brusa

Illustrazione di Domenico Laghezza

Respira
Tieni basso il diaframma 
Ed alto il suono in risonanza
Apri la tua bocca 
Ma non aprire il tono
Canta nel dire
E sciogli l'anima in un'aria 
Che pochi sono i versi
E meno ancora
I giorni
Ad alta voce

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Ecco, piove

Poesia di Marco Cavallero

Voce di Graziella Brusa

Illustrazione di Domenico Laghezza

Ecco, piove.

Dalle grondaie scorre l'acqua 
In rivoli dal canto lucente di smalto
Mentre tamburi e timpani 
Risuonano fra tetti e strade
Dietro una finestra
una donna ignota osserva,
Assorta nelle stille che il suo pensiero
Traccia sul vetro dilavato 
Ma è immagine fugace
Oltre l'angolo 
i platani del corso ondeggiano
docili al richiamo dei venti di uragano
E lontano echeggia e rimbomba 
Un tuono. 

Inutile un riparo,
l'acqua scorre e infradicia
abiti collosi 
Scarpe quasi barche 
e lacrima il tuo volto
come pianto sacro
di una furente divinità silvana.

Almeno
non piove nel tuo cuore
troppo eroso
Dalle parole d'amore taciute.
Ecco, piove

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Memoir, COS’È ?

SCRITTO DA GRAZIELLA BRUSA

ILLUSTRAZIONI DI DOMENICO LAGHEZZA

Memoir dal francese significa semplicemente Memoria, ricordo.

La scrittura “del ricordo” come la chiamo io è un vero genere letterario che trova, sempre più, nuovi lettori.

Questo tipo di scrittura che, raccoglie i ricordi di uno o più protagonisti può essere assolutamente vero, cioè basato sui fatti di una persona reale. Prende in considerazione solo una parte della vita o uno specifico punto di vista legato soprattutto alla verità emotiva che si vuole descrivere e lasciare come una traccia ai posteri.

In molti casi la memoria può essere un espediente narrativo adottato dallo scrittore per dare forma e struttura ad un’opera letteraria totalmente inventata.

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CHE COSA È UNA RIVISTA LETTERARIA?

di Graziella Brusa

Illustrazioni di Domenico Laghezza

UNA DEFINIZIONE

Secondo Wikipedia una rivista letteraria è una pubblicazione che offre spazi a scrittori, poeti ed io aggiungo anche altre tipologie di creativi, affermati ed esordienti per proporre al pubblico le loro opere.

Nei secoli scorsi era la prima tappa per lanciarsi nel mondo della letteratura.

La sua pubblicazione è regolare ed i contributi sono di diversi autori; gli argomenti possono essere vasti e variegati.

Possono essere stampate, on-line, a pagamento vendute in edicola o in libreria oppure gratuite.

UN PO’ DI STORIA

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Rimorso

Poesia di Marco Cavallero

Illustrazione di Elsa Rubino

Colonna Sonora:

Una furtiva lacrima –

Gina Capone

Amazon Music

Quanta crudeltà può manifestarsi 
Nell'ingenua sincerità dell'infanzia?

A scuola, severo edificio umbertino,
La maestra assente per  mali di stagione,
Una supplente di mezz'età 
Chiamata all'ultim'ora 
Arriva, sciamannata, spettinata
Malvestita, gli occhi persi
Di chi già da tempo è  un'alcolista

Eppure un sorriso dolce 
Infiora un volto già appassito 
Incurante dei lazzi e degli scherni
Di una classe ormai in vacanza.

Dalla borsa, sdrucita e fuori moda,
Cava un libercolo dalla copertina gialla
E legge.

Sono le sue poesie
Ingenue, forse, ma care
Fra soli e lune, cuori e gemme
Scoiattoli e conigli
Piccoli animali da compagnia 
Bric-à-brac di una poetica spicciola 
Che le inumidiscono gli occhi
Di commozione. 

La classe ride.

Una delle prime ha una madre maestra,
Come la mia del resto 
E all'uscita, con posa saccente,
Deride la derelitta, scimmiottandone
I versi, inventando strafalcioni.

Le due maestre conoscono il mestiere
E disapprovano colei che fu incapace.

In quell'ora della mia infanzia,
Anch'io disapprovai 
Quasi provai invidia per la compagna 
Che si metteva in cattedra
E volli credere che veramente
Quella fosse incapace e inadeguata

Ma nel mio cuore,
...ah nel cuore…

Forse parlava uno spavento
Il terrore di riconoscersi
In chi non poteva esibire
Un valido passaporto sociale.

Non ti ho difesa
Povera supplente poeta
E questo è  il mio rimorso
Che dopo innumerevoli decenni
Riaffiora intatto
Ad insegnarmi la poesia.

Chi è Elsa Rubino:

Elsa è giovanissima, è nata nel 1995 a Torino.

Si è laureata nel 2019 in Lingue e Letteratura straniera, ora insegna.

E’ appassionata dell’arte e come puoi vedere e portata per l’illustrazione ed il disegno, specialmente il ritratto.

Che ne dici, non è bravissima?

Se ti è piaciuta la poesia di Marco, CONVIDILA, REGALALA O LEGGILA AI TUOI FIGLI. Grazie!

OPEN CALL PER SCRITTORI, FOTOGRAFI ED ILLUSTRATORI

Rivolto a chi?

A te, scrittore, poeta, illustratore, fotografo a collaborare con questa nuova tipologia di rivista, dedicata ai momenti di disattenzione.

Qualcosa di nuovo, qualcosa che è nato dall’isolamento, dal momento di attenzione per riempire il vuoto.

Qualcosa di rivolto a tutti, al popolo dei sognatori, al popolo della speranza, all’esistenza tutta!

Attraverso le storie…raccontate con la vostra sensibilità.

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jackamore – episodio #03

di Graziella Brusa

Illustrazioni di Domenico Laghezza

Romanzo breve per coppie mature

TRA EVA E JACKAMORE

TRA EVA E JACKAMORE

Eva si rilassa nella sua sala da bagno e Jackamore (portato di peso con cuccia e tutto), di malavoglia, la ascolta, impaurito, mentre lei gli racconta i suoi desideri e le sue preoccupazioni

Eva:« Finalmente sola, mio caro Amore. Solo io e te nella mia sala da bagno.

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JACKAMORE – Episodio #02

di Graziella Brusa

Illustrazione Domenico Laghezza

Romanzo breve per coppie mature

LA NUOVA CASA DI JACKAMORE – Episodio #02

Adamo ed Eva sono finalmente rientrati a casa, con il nuovo arrivato.

Adamo: «Finalmente a casa, Perdio! Sono carico come un somaro.»

Eva: «Ma cosa fai? Butti giù tutto dove ti trovi, così. Grande e grosso come sei. Ma meno male che ora ci sei tu Amore mio. Oh! Che sbaciucchioso il mio cucciolotto, che tenerone! Hai paura? Non tremare amorino.

«ODDIOOOO! che cos’è quella pozza d’acqua sotto il suo sedere? Bleah, Bleah, Bleah!»

Adamo: «Eva!, si chiama pipì da paura ed adesso anch’io la faccio, ma vado in bagno e mi tiro giù le brache, però la mia è pipì da stress. Capito!»

Sbam!

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Ballata dell’amore e della morte

Poesia di Marco Cavallero

Voce di Graziella Brusa

Illustrazione di Domenico Laghezza

Corri, cavalca il tuo destriero 
Lasciati indietro il cuore
Sfida nel vento la morte:

Non puoi dimenticare. 

Quel che nel cuore è scritto 
Canta incessante con voce chiara 
Come il primo giorno 
Come il primo sguardo
Come il primo strazio
Come il primo addio
E ti chiama e ti possiede

Eco di un riflesso notturno.

Gli amanti che, giovani
Si dicono addio nella morte
Non possono cancellare dalla memoria
Tutta quella vita non vissuta
Che versa come fiele 
Un interrogativo che non ha risposta.
Rimangono puri
Nel loro essere non finiti
Circonfusi di nostalgia. 


Se credi che il mistero dell'amore
Sia più grande della morte
Anche tu come me sei pari a una rosa
Che nasce per l'amore 

E muore
Per il frutto.
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il lessico delle stagioni della vita

Raccolta di poesie di Marco Cavallero

Voce di Graziella Brusa

Illustrazioni di Domenico Laghezza

Colonna sonora della lettura:

Le quattro Stagioni – Concerto in E Major, Op. 8 No. 4, RV 269 “Spring” Allegro , Antonio VIVALDI, BY Vivaldi Ensemble

Lessico dei giorni di aprile
LESSICO DEI GIORNI DI APRILE

Un nuovo risveglio ingentilisce
le aspre cortecce degli alberi
loro non sanno dell’incanto d’inverno
che li ha fatti dormienti
né del tempo che ritorna 
come fosse inatteso
ad ogni nuovo aprile.

Come li invidio, quei cuori leggeri
che si scoprono felici per il volo di una rondine
che sbocciano come la prima gemma 
e che lieti fanno di ogni inverno 
una stagione dei fiori. 

Nei nidi e nei rifugi
Cuccioli e pulcini si affrettano 
Alla vita che li attende 
E i prati brulli 
Si colorano di viole e margherite.

Un'acqua improvvisa 
Sorprende bombi e api
Lacrima sulle erbe
E lascia sui petali
Diademi che scintillano 
Al nuovo sole.

A nessuno importa se l'inverno muore
Tale è l'imperio della vita nuova
E colui che muore
È solo e dimenticato  

Ma tu non puoi dimenticare
La stagione dei fiori non ti si addice

Fiori e gemme te li porti dentro
Come un cuore 
Che molto ha amato
E non può più rifiorire 

A primavera.

Colonna sonora della lettura:

Le quattro Stagioni – Violino Concerto in F Minor, Op. 8 No. 4, RV 297 “Winter” Allegro non molto Antonio VIVALDI, Winter, Joshua Bell, Academy of St. Martin in the Fields

Lessico dei giorni di inverno
Lessico dei giorni d’inverno

Quando più rarefatta
L'aria si fa lucente
E lontano nel giardino sospeso 
Cristalli preziosi ed umili 
Ornano di fantasmagorie i rami spogli
Un sole reticente
S'affretta all'orizzonte 
Attratto da un altro emisfero.

Vapori di nebbie
Storti ai lampioni 
Animano le statue del ponte
Celano le acque del fiume 
Si uniscono alle chiome rade
Che fanno degli alberi 
Immobili passanti d'argento 
E ancora più lontano stridono i gabbiani.

Inaspettati
I fiori del nespolo e del calicanto 
Attendono pazienti
I loro amanti 
Mentre i sentieri s'azzurrano di brina.

Se i passi tuoi si affrettano
È perché il gelo 
Non raggiunga la tua anima, 
Ma si fermi 
Alle labbra livide, alle mani bianche
Ai pensieri disadorni, 
Agli sguardi distolti. 

Oltre le vetrine, 
Luci false e calori artificiali
Avvolgono volti animati
Eleganti e indifferenti
Buoni per tutte le stagioni
Mentre nelle fontane il gelo
modella il ghiaccio in forme di cattedrale.

Come la semente cerca il sole nell’attesa
Noi cerchiamo rimedio
In quella differenza nascosta
Che sola feconda
Il nostro intelletto.

Colonna sonora della lettura:

Le quattro Stagioni – Violino and Strings Concerto in G Minor, Op. 8 No. 2, RV315 “Summer” Allegro Antonio VIVALDI

Tempo d’estate
Tempo d'estate 

Guarda:
Alte nel cielo azzurro
Metamorfosi di nuvole imperfette   
Opalescenti velieri
Navigano verso imbarchi sconosciuti   
Mare di campi arati 
S’inonda di colline 
E si rifrange
Fra case abbandonate.
Se anche del vento  
Un’Eco rispondesse 
Non troverebbe voce 
In tanta inerzia
Ma rarefatta essenza 
Ferisce gli sguardi insoddisfatti
Ah quanto lontano stanno
Corpi rappresi di creme e di vacanze
E vanno monadi felici
Stipati nel proprio deserto
Povero cuore entropico
Ricolmo di voli d’angelo
Raccatta le tue scorie dimezzate
Nell’insostenibile luce abbacinante
Fragore di cicale
Canta nel silenzio

Se questa raccolta di poesie ti é piaciuta, non esita, CONDIVIDILA, con i pulsanti che troverai qui sotto

CHI SONO I LETTORI?

scritto da Graziella Brusa

Illustrazione di Domenico Laghezza

Quanto sono importanti i lettori per uno scrittore? Risposta: tantissimo.

Secondo me uno scrittore dovrebbe conoscere i propri lettori e scrivere per loro, esplorando i loro desideri, narrando storie nelle quali si possono riflettere e trarre ispirazione per la propria vita.

Avendone riguardo, insomma.

Utilizzando comunque sempre il proprio stile, la propria voce.

Proprio quella che piace ai propri lettori.

La lettura stimola, fa sognare, intrattiene, insegna, è memoria, talvolta è così importante che può persino modificare l’esistenza, segnare un cambiamento.

Questo ha significato per me.

Ho iniziato a leggere spedita a sette anni, nei primi anni settanta del secolo scorso, già!

Il mio primo libro è stato Pinocchio e mi era stato regalato alla Prima Comunione e visto che non demordevo, i miei zii hanno continuato a regalarmeli; così ho collezionato Alice nel paese delle Meraviglie, Pollicino, Hansel e Gretel, Moby Dick e così via.

Stiamo parlando di una bambina che viveva in un paese della bassa pianura padana, in provincia di Torino, i cui genitori non erano diplomati, né avevano il tempo di leggere;appartenevano alla generazione definita della ricostruzione.

Il lavoro occupava tutto il giorno e per lo svago non restava granché. Non parliamo poi di “ritagliarsi uno spazio per sé”, proprio non esisteva il concetto.

Solo la domenica pomeriggio, mio padre si concedeva quell’oretta, dopo pranzo, per leggere il quotidiano. Gli interessava l’attualità, si aggiornava leggendo “La Stampa” oppure guardando la televisione.

Mia madre, invece, non ha mai letto un romanzo intero in vita sua.

Ed io? Da dove proviene questa avidità di lettura?

Forse è perché appartengo alla generazione dell’identità, una sottoclasse di quella nutrita schiera di baby boomers, per una visione della vita maggiormente centrata su obiettivi personali.

Qualche dato Istat sulla lettura, tanto per capire.

Secondo i dati dell’indagine Istat del 2017, i principali lettori di libri sono gli 11-14enni e le persone di 55-74 anni; chi vive nelle regioni del Nord e del Centro; le donne più degli uomini; chi vive in famiglie in cui almeno uno dei genitori è un lettore; chi ha un buon livello di partecipazione culturale; chi ha uno status socio-economico elevato.

Nel trend temporale si osserva tuttavia un calo generalizzato della lettura in tutti i gruppi di popolazione, ma soprattutto tra le nuove generazioni ed i cosiddetti Lettori deboli.

Internet e le nuove tecnologie hanno modificato in parte l’abitudine alla lettura con l’affiancarsi degli e-book e dei libri online ai libri cartacei.

Ad oggi l’e-book non è sostituto del cartaceo: chi legge e-book è anche un lettore di libri cartacei, soprattutto un lettore «forte» .

Ultimo, ma non per questo meno importante esiste un modo nuovo di uso del tempo libero sempre più assorbito dalle navigazione in rete e dall’uso di social network ed in cui molto spazio viene rubato ad attività che presuppongono una concentrazione prolungata.

Già, la concentrazione prolungata richiede fatica, oppure non è più insegnata?

E’ abbastanza evidente che la scuola sia importante.

La riduzione della lettura equivale a una decadenza di tutta la società. Ma leggere è un’abitudine che si impara da piccoli.

Oggi quanti genitori leggono libri ai propri figli?

Ecco il motivo dei miei articoli per i genitori in smartworking.

È molto più comodo guardare cartoni animati o una serie tv, non vi pare?

Comunque non posso proprio dire che i miei genitori leggessero per me durante l’infanzia.

A provvedere esisteva la nonna che raccontava le storie, le favole, le fiabe e le filastrocche, oralmente.

Erano tutte immagazzinate nel suo cervello. Talvolta c’erano addirittura delle canzoncine nella sua testa. Andava a braccio, senza testo scritto.

Sarà lei che ha suscitato il mio interesse per una buona storia?

Definiamo ancora questa distinzione per la nostra analisi:

Lettori forti: hanno letto almeno un libro al mese

Lettori medi: hanno letto dai 4 agli 11 libri all’anno

Lettori deboli: hanno letto almeno 3 libri all’anno

I Non Lettori, almeno nel 2016, in Italia rappresentavano il 57,6%. Il profilo che va per la maggiore nel Paese che ha dato i natali a Dante Alighieri è di un lettore debole.

Interessante!

E voi in quale tipologia di lettore rientrate?

Illustrazione di Domenico Laghezza

Quindi il digitale potrebbe soppiantare la carta stampata?

Secondo altre statistiche, sempre recuperate dal web, a seconda della dotazione tecnologica, si possono distinguere 5 differenti tipologie di lettori nel campione indagato.

Tecno-curioso (32%): si tratta prevalentemente delle classi sociali centrali, professionalmente attive, tendenzialmente colte, con una dotazione tecnologica familiare medio-alta.

Sono persone curiose, che hanno la capacità economica di dotarsi di tecnologia e sono interessate a farlo.

Sono confidenti con i social, anche se vi si dedicano solo parzialmente.

Le tecnologie non sembrano in ogni caso distrarli troppo dalla lettura più tradizionale (libri, ebook, audiolibri), a cui accompagnano un accesso ai contenuti che passa per molteplici canali.

L’accesso ai mondi narrativi, a contenuti culturali tipo quelli di saggistica, e a guide utili alla risoluzione di questioni quotidiane, passa innanzitutto per il libro, e poi dalla pay-tv (di cui sono spesso dotati), ma anche per i social network, il web e ovviamente il cinema.

Trendsetter (12%):Si tratta in questo caso per lo più di ragazzi giovani e giovanissimi (<25 anni), che vivono in case con molteplici device (smart tv, ereader, pay tv…), quotidianamente connessi a più social, compresi quelli più recenti come Snapchat.

Amano i videogiochi, a cui si dedicano sia tramite playstation che via mobile, ma non rinunciano a cinema o mostre.

Questo target si caratterizza più degli altri per una molteplicità di canali utilizzati per accedere ai contenuti: tra tutti emergono la pay tv e il cinema (per i mondi narrativi), i tutorial (per le ‘guide’), i social e il web per qualsiasi tematiche.

Ma nonostante questa pluralità di vie per accedere ai contenuti è proprio tra questa tipologia che si trova la maggior quota di ‘grandi lettori’ di libri, consumati per lo più su più supporti (cartaceo, digitale, audio).

Mobile only (11%):

Questo gruppo sociale è simile al precedente per connessione ai social (a cui accedono frequentemente), ma si discosta per la bassa dotazione tecnologica familiare.

Lo smartphone diventa per essi il canale privilegiato di accesso ai contenuti (compresi video-giochi a contenuto narrativo), passando prevalentemente da social network e community.

Sono anche lettori di libri, che leggono però in misura contenuta (lettori deboli).

Tecno-basic (27%):

Poco dotati di tecnologie, conoscono e usano i social, ma solo i più comuni (Facebook in particolare) e solo in modo molto saltuario.

Per tenersi informati sulle tematiche di attualità usano tipicamente gli strumenti più tradizionali, per lo più cartacei, quali quotidiani o riviste.

Leggono libri, ma pochi e per lo più su supporto cartaceo.

Sconnessi (18%). Si tratta prevalentemente di persone di età più avanzata (>55), professionalmente non attive, spesso non connesse ad internet.

Si informano su tematiche di attualità prevalentemente tramite quotidiani cartacei (compresa free-press) e via tv.

Proprio tra questo target si trova la maggior quota di non lettori di libri.

Prima dell’avvento della Rete eravamo tutti sconnessi, ma sembrava che leggessimo di più.

Tra l’altro io mi inserirei tra i tecno-curiosi e voi?

Sempre secondo l’Istat, tra il 1965 ed il 1973 la lettura cresce di otto punti percentuali; tra il 1998 e il 1999 i lettori sono quasi il doppio di quelli del 1965, poi una discesa ed una lenta risalita.

Dal 2010 al 2016 la quota dei lettori passa dal 46,5% al 40,5%.

Circa il 20% degli abitanti delle nazioni più ricche si può considerare un lettore forte.

In altri paesi, e in particolar modo del nord Europa, le percentuali sono più elevate.

Dal 1988 le donne sorpassano gli uomini in termini di abitudine alla lettura.

C’è ancora un elemento da aggiungere nel 1963 nasce la scuola media unica.

D’accordo, non c’è che dire: sono stata fortunata. Sono nata in un periodo che mi ha avvantaggiato molto in questo senso.

Pertanto ora dove siamo rimasti: il mondo tecnologico non è contro il mondo editoriale tradizionale.

Sono gli editori che non se ne accorgono?

Ma secondo Voi, cosa cercano gli editori? E vale la pena o meno di inseguire il “mercato”?

Cioè vale la pena di mettersi a scrivere qualcosa che non è in linea con te stesso, ma qualcosa che è di”moda” in quel momento per poter pubblicare veramente.

Forse gli editori cercano semplicemente bei libri, scritti bene.

Occorre tener conto anche del catalogo dell’editore , magari andare a trovarlo nelle fiere per capire cosa gli interessa pubblicare.

Inoltre occorre riflettere anche sul genere: romanzo rosa? Giallo? Storico? Fantasy? Insomma che cosa piace di più leggere agli Italiani?

E per gli scrittori, cosa cambia?

Ora, prima di tutto, hanno un diverso rapporto con l’editore, tanto da farne a meno.

Sono nate tante piccole case editrici che offrono agli scrittori i loro servizi editoriali, oppure sono editori a pagamento e si trasformano in tipografie.

Insomma ci sono quasi più scrittori che lettori.

È nato, in questi ultimi anni il business dell’ambizione letteraria, definizione proposta proprio da uno scrittore che ha già al suo attivo alcuni libri.

Una sovrapproduzione narrativa contornata da una folta schiera di professionisti della scrittura. Questi ultimi si propongono per fornirti qualsiasi servizio a prezzi ragionevoli.

L’avvento della modalità “applicazione” seriale si applica, appunto, ad ogni servizio che si possa standardizzare e può essere proposto come in un grande magazzino, rappresentato in questo caso dalla Rete.

A prezzi stracciati si può partecipare a qualsiasi corso di narratologia.

Gli scrittori si autopubblicano e diventano imprenditori di se stessi.

In Italia, tuttavia, sembra che questa cosa non abbia troppo successo e sia considerata di “bassa qualità”

“Ben il 96,9% dichiara di non potersi sostenere con i ricavi dei libri autoprodotti. Il dato è confermato anche dal numero degli ebook venduto dagli autori, infatti la maggioranza, un 23,7% ha venduto meno di 20 copie e un 23,3% da 20 a 50 copie. Solo il 9,4% dichiara di aver venduto da 1000 a 5000 copie”.

E’ abbastanza chiaro che per fruire dei contenuti digitali lo smartphone sta assumendo un ruolo predominante. Per verificare questo basta salire su una Metro o un bus al mattino. Su questo dispositivo si legge, si gioca, si passa agevolmente dall’ebook, all’audiolibro, ai video. E non è un caso se i maggiori consumatori di libri si trovino proprio tra i i fruitori di Youtube.

Lo stesso si dica per gli spettatori di serie in streaming: il 68% di chi ha letto un contenuto narrativo (cartaceo, audio o ebook) è utente delle pay tv.

La serialità, il raggiungere i lettori in qualunque momento e luogo si trovino, per catturare un attimo di attenzione, stanno giocando un ruolo fondamentale per il successo di una storia (non del libro).

Abbiamo sempre più bisogno di storie?

È il libro che sta cambiando o la scrittura o i lettori stessi?

E gli ebook?

Grazie al digitale si attenua il divario Nord-Sud nella lettura.

Nel 2016, circa 4,2 milioni di persone hanno letto ebook (7,3% della popolazione di 6 anni e più).

Se si aggiungono anche coloro che hanno scaricato libri on-line il numero sale a 6,3 milioni ossia l’11,1% della popolazione di 6 anni e più (in decisa crescita rispetto all’8,2% del 2015).

Una conferma che tra la lettura di volumi cartacei e quella di ebook sembri esserci comunque una relazione diretta è data dalla percentuale di persone che negli ultimi 3 mesi hanno letto libri online o ebook, che aumenta in proporzione al numero di libri presenti in casa, fino a raggiungere il valore massimo (22,1%) proprio tra le persone che dispongono già di una biblioteca domestica di oltre 400 volumi.

Considerando l’accesso ai libri in formato digitale (ebook o libri on-line), le tradizionali distanze tra le diverse aree del paese sembrano ridimensionarsi sebbene si mantengano: l’attività di lettura di questi prodotti riguarda infatti una quota di persone che oscilla tra il 14,0% del Nord-ovest e l’8,1% del Sud.

Si confermano le differenze legate alla dimensione comunale: le attività online di lettura e download di libri ed ebook risultano più diffuse nei comuni centro di aree metropolitane (15,3%), rispetto ai piccoli centri (8,7% nei comuni da 2001 a 10mila abitanti).

E i libri dove si comprano?

Le librerie indipendenti e i canali italiani di distribuzione online (quali le librerie on line, i siti di e-commerce eccetera) sono considerati decisivi per gli acquisti, altrettanto rilevanti sono gli eventi quali fiere, festival, saloni della lettura.

Mentre la grande distribuzione organizzata (supermercati, grandi magazzini, ecc.) e i punti vendita generici (quali edicole, cartolerie, autogrill, uffici postali…) sono considerati canali di distribuzione meno attraenti.

Non sono molto d’accordo sulle cartolerie perchè esse sono conosciute nei piccoli paesi e se gestite con un’ottica da “libreria” secondo me possono essere degli ottimi canali di vendita soprattutto per i nuovi scrittori.

Per fare un esempio, io utilizzo la cartolibreria IL GHIRIGORO di Carignano per la vendita del mio romanzo, ambientato appunto nel paese stesso.

Durante l’emergenza Covid gli italiani hanno letto meno ed acquistato meno.

I ricercatori hanno cercato di capire perché gli italiani non si sono dedicati alla lettura durante l’isolamento.

Su 19 comportamenti monitorati, leggere è un’attività che in tutte le fasce d’età si colloca, come tempo utilizzato, tra l’undicesimo e il sedicesimo posto.

Chissà cosa mettono per prima attività?

Per il 47% il motivo è stato la mancanza di tempo

il 35% la mancanza di spazi in casa dove concentrarsi

il 33% le preoccupazioni

il 32% ha sostituito i libri con le news.

Molto interessante è dove sono stati reperiti i libri da leggere.

Il 51% ha letto i libri già presenti in casa

il 39% si è affidato agli store online

le librerie sono crollate dal 74% al 20%, nonostante si siano organizzate per le consegne a domicilio.

Perchè le librerie hanno perso così tanto?

E la televisione quanto tempo dedica ai libri?

Forse sarebbe opportuno studiare nuovi format che parlano di libri e non parlare dei soliti scrittori famosi che si vedono ovunque.

Nessuno ci pensa!

Come si colloca il blog “Le storie di Nina” in questo panorama non proprio incoraggiante?

L’idea originale è questa:

senza intermediari si offrono al pubblico delle storie: poesie, racconti, romanzi, storie fotografiche e video. Brevi o a puntate; come in una rivista dell’Ottocento queste storie sono illustrate. Possono essere lette, possono essere ascoltate, possono essere guardate, durante il tempo della disattenzione quotidiana. Vale a dire quando si fa anche qualcos’altro e voi sapete quante cose oggi si svolgono contemporaneamente: correre, muoversi verso il lavoro, “cincischiare” con il telefono, attendere il proprio turno. In modo da riempire quella disattenzione con l’attenzione ad un contenuto. Il vuoto per il pieno. Inoltre si possono condividere, regalare, possono rievocare una memoria perduta. Proprio in quel momento di assenza e regalare una sensazione di benessere, perché la lettura, talvolta, può anche curare.

Infine è il lettore stesso che, applaudendo o commentando, dà una valutazione immediata del testo o della fotografia o del video.

Diretti al punto!

Il blog ha iniziato la sua attività con questo proposito solo a fine dicembre 2020.

Ero a Praga, la mia seconda città natale, in pieno lockdown ed avevo un grande vuoto da riempire. Il freddo invernale, l’isolamento mi hanno portato ad una “sovrapproduzione” di pensieri, scrittura e di web.

Poi, ritornata in Italia, tamponata a dovere e senza aver contratto il virus, ho continuato coinvolgendo altre persone.

Ed ora eccomi qua a cercare di capire chi sono i Magnifici Lettori e ad “evolvere”.

Se siete dei creativi: scrittori, poeti, fotografi, illustratori e volete proporre una collaborazione potete contattarmi via mail.

Se ne avete voglia, fatemi sapere cosa ne pensate?

I siti dai quali ho letto tutte le informazioni riportate sopra sono:

http://www.storiacontinua.com

http://www.illibraio.it

http://www.giornaledellalibreria.it

http://www.bookblister.com