Tutti gli articoli di Le Storie di Nina

Narratrice di storie. Onnivora, vivo in Valle Susa e mi piace ascoltare e scrivere i ricordi della gente comune. Adoro le favole che aiutano a crescere i bambini con i loro genitori. Viaggio per il Mondo su di una Mazda di colore verde bottiglia, a volte su un Van bianco come la neve. Pinocchio é stato il libro su cui ho imparato a leggere e poi non mi sono fermata più.

I FANTASMI DI APOLLONIA BIROT

Audiolibro

Scritto e letto da Graziella Brusa

Edito da Araba Fenice

Data di pubbicazione 2018

La storia che viene raccontata è in parte immaginata secondo la tesi che si è “fatta avanti tra le scartoffie” approdate a me in modo singolare.

Ho raccolto oltre agli eventi acccaduti anche l’invisibile bandolo della matassa che lega tutti i personaggi attraverso il tempo. In questo sono stata aiutata da una serie di diari dimenticati in un armadio, scritti da diverse penne in diverse epoche. Assomigliano a dei post caricati su una rete spirituale, da parte di anime scomparse da questa vita.

Penso che qualcuno si immedesimerà , altri rifletteranno su come cogliere l’attimo fuggente.

CARPE DIEM!

I brani audio verranno aggiunti ogni due settimane.

Musica :

Maurice Ravel (7 Marzo 1875 – 28 Dicembre 1937). Compositore francese, Pianista e Maestro. Tra il 1920 ed il 1930 fu considerato il più grande compositore francese.

Impressum_20 marzo 2021
Sinossi_20 marzo 2021
Il giorno della scoperta_20 marzo 2021

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Grazie.

MESSAGGIO IN UNA BOTTIGLIA

Poesia di Marco Cavallero

Voce di Graziella Brusa

Illustrazione di Domenico Laghezza

Cerca nel mare
se non puoi nel vento 
Cerca la verità in una contraddizione

Non puoi salvare l'oblio dall'oblio 
Non puoi fermare la notte 
Se gli occhi lacrimano di un'altra luce:
Devi accettarne il sacrificio 
Lungo la strada 
La sola 
Che al poeta è destinata
E che mai potrà riconoscere.

Se credi nel destino
Scrivilo nel tuo cuore
Affidalo alle correnti
Perché il mare lo accolga
In cerca di una risposta.

Lungo la strada ignota
Sorseggia ricordi dolceamari:
Al di là del sogno e del disincanto 
Nel rapimento troverai la salvezza.

Credimi: il vento legge nel tuo cuore
E scrive sulle onde
Sempre lo stesso
Destino.
MESSAGGIO IN UNA BOTTIGLIA

Musica: TEMPESTA DI NOTE

Epidemic sound

http:// http://www.purple-planet.com

Licensed under Creative Commons: by attribution 3.0 Licence

http://creativecommons.org/licenses/by/3.0/

Song: Dark taupe

Artist: Arden Forest

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Grazie

nascita della poesia

di Marco Cavallero

Voce di Graziella Brusa

Illustrazioni di Domenico Laghezza

Se un giorno una lacrima
Da una rosa è scesa a indorare 
Il tuo volto

E’ perché nel regno millenario
un dio senza misericordia
Ti ha donato una Chimera

Dopo aver vagato per secoli
Ecco ti indica
La strada mancata di un viaggio disatteso

Il sogno di una notte  
L’istante in cui un angelo ha aperto l’ali
Il volto esangue nel suo divenir taciturno

Al crocevia 
Un poeta notturno veglia nei pelaghi del cielo
Un altro toglie la maschera che cela 
Un altro poeta e un altro e un altro
Nella finzione mimica del dolore
che solo lì è stato autentico

Ma tu
Troppo presto hai perduto 
La verginità di questo infingimento

E fra le strade del vero
Hai smarrito il caro immaginar
In mezzo al bric-à-brac del sol dell’avvenire

E questo falso movimento
Ti ha portato in nessun luogo 
Fuori dal cuore, nudo a te stesso

Nel teatro del mondo
La maschera più difficile da indossare 
È la verità 

Ma solo quella ti riveste
Di tutte le gemme 
Di una forza inossidabile 

La poesia la cela

Non per pudore 
Ma per amore
Di libertà


NASCITA DELLA POESIA

Musica: Gustav Mahler Adagietto, Sehr Langsam

Interpreti: Terenzio Sacchi Lodispoto e l’Orchestra Virtuale del Flaminio

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Grazie

JackAmore – Episodio #01

JACKAMORE

di Graziella Brusa

Romanzo breve per coppie mature

illustrazione di Domenico Laghezza

L’INCONTRO AL “PARADISO DEL CANE” – Episodio #01

Adamo ed Eva sono una coppia sposata da tanti anni; Lui un avvocato di grido, Lei una donna “in carriera”. Non hanno figli ed in questo momento si trovano in un canile. Da qui nasce la storia tra loro e JackAmore.

Rumore di sottofondo «Bla Bla Bla,

«Miauuuuu,

«Bau,

« Arf!Arf!,

«Woof!, Woof! Grrrrrrr!»

Adamo: «Che casino c’è in questo canile!

«Ma dove siamo finiti. Ne inventi sempre una, io ho uno studio da mandare avanti e tu mi porti qua; in questa allegra e puzzolente fattoria. Umpf!»

Eva: «Wow! Guardalo.»

Adamo: «Chi? Cosa? »

Eva: «Ma quel cucciolotto bianco e beige nella cella per i cani bambini.»

Adamo: «Cosa? Sigh…ma oggi di che cosa ti sei fatta? Sei fuori come un balcone, cara.»

Eva: «Smack Smack, Adamuccio dai dai.»

Adamo: «Ma mi stai baciando…qui sta succedendo qualcosa.

«Ah! Ho capito vuoi che io acconsenta a prendere un cane, come lo hai chiamato, un cane bambino.

«Grunt!»

Eva: «Adamo, dai prendiamolo, non vedi come è carino e poi è sicuramente di piccola taglia.

«Sta sul sofà, in un borsone, in una valigetta per i viaggi, in grembo.

«Non darà per niente fastidio.

«E’ comodo e poi è di pelo corto. Un po’ arruffato forse, ma non importa.

«Non sporca, non lascia peli per tutta la casa.

«Su dai, guarda che occhioni, che musetto.

«Lo voglio! Lo voglio!»

Adamo: «Pfui! Eva, chiarisco subito: sul parquet non va bene lo riga tutto con le sue unghiette fini fini, si fa i dentini sulle fodere del divano, magari addenta tutti i vestiti che lasci sempre in giro, ci gioca, ci sbava sopra.

«Pensa, sui tuoi vestiti. Bleah! Immagina che schifo.

«Ma scusa, non eravamo d’accordo che non si prendevano animali in questa casa? Sei sempre la solita! E poi chi lo porta a fare i bisogni di mattina presto? Io!

«Perché tu non esci in disordine; perché in bagno ci stai almeno due ore; perché devi scegliere il tuo o u t f i t; perché oggi non vorresti proprio uscire e ‘sto poveretto rischia di non orinare fuori casa, ma lo farà sicuramente in casa … magari sul tappeto, sai quello che abbiamo comprato a Instabul e che costava un occhio della testa,  o sui mobili del salone quelli che hanno scelto, così con tanta cura, i tuoi cari genitori. Sarebbe un enorme guaio, non pensi?»

Eva: «Sei sempre il solito pessimista, questo piccolo tesorino, così dolce, così pelosetto, così simpatico, così Amore non orinerà e non defecherà senza avvertirci, ma si farà capire certamente e mi incaricherò io di educarlo a modino in modo che non ci distrugga la casa. «Capito?! Sei il solito brontolone. Tu non sai amare! Ecco qual è il problema.»

Adamo: «Senz’altro, già me lo vedo il tuo “modino”, o sarà un rincoglionito, citrullo e completamente disadattato oppure diventerà violento e perennemente incazzuto.

«Io vedo solo queste due alternative, non ce ne sono altre e parlo per esperienza.

«Lascialo stare, su dai, lascialo ad una famiglia con dei bambini.

«È più giusto.

«Ci giocano, lo trattano come un cane, in modo genuino, semplice, diretto.

«Cucciolo tra bambini, non cucciolo tra isterici e squilibrati adulti postmoderni come siamo noi.

«Ed aggiungo anche un po’ fumati, talvolta…spesso…quasi sempre!»

Eva: «Eeeeeee, ora basta! Parla per te! Tu sei psicolabile affetto da depressione e stanchezza cronica ad appena 50 anni ed io che ti ho sposato, ma dove avevo la testa quel giorno di mezza estate.

«Troppo sole, troppa giovinezza.

«Mia nonna buonanima me lo diceva sempre: i belli son traditori nipote mia, non fidarti. «Le tue mani, i tuoi occhi, i tuoi muscoli, gli ormoni, il calore e bla bla bla.

«Se sapevo che finiva così … ecco mi sarei presa un cane, immediatamente.

«Vieni qui Amore, che adesso andiamo a casa.»

Adamo: «Non conto proprio niente!

«Sono nessuno, decidi tu, organizzi tu, giudichi tu, ma se mi sei saltata addosso come una leonessa e mi hai sbranato vivo.

«Qualcosa da dire ce l’avrei anch’io, cara la mia Eva.

«Dove mi sono perso, sulle tue gambe tornite e lunghe, tra le cosce o sui tuoi seni al sapor di vaniglia … da qualche parte mi sono perso. Mi sono smarrito, non sento più la vaniglia, non sento più nessun odore, né sapore, né gusto. Non c’è più. Dove è andata a finire Eva quella strada che portava ad un luogo incantato che ancora mi sogno.

«Ma si, prendiamo ‘sto cane, forse darà un po’ di sollievo anche a me.

« Lo chiamerò Jack. »

Eva: «Jack non mi piace, è un nome secco, pungente, tagliente.

«Meglio Amore.»

Adamo: «Jack, guarda come tira su la testina.

« E’ il suo nome! Eh si! Tagliato su di Lui.»

Eva: «Amore, tesoro, gioia, ma guarda sta cercando di scodinzolare.»

Adamo: «Jack! Jack! Prendi l’osso! Prendi l’osso!»

Eva: «Amore, non prendere l’osso vieni qui che ti gratto un po’ il pancino.

« Non farti impaurire da questo scimmione.»

Adamo:«Jack! Jack! Corri, corri!»

Eva: «Ma cosa corre, povero cucciolo che non riesce nemmeno a stare in piedi sulle zampine.

«Ah! Buongiorno, scusi signora, mio marito è fatto così, un bambinone, ed un amante dei giochetti. Appassionato, un tempo, divertenti allora, ma adesso scarsi e deludenti. «Comunque questo cagnolino, carinisssimo, lo prendiamo; è svezzato? Non ci sono problemi? Le vaccinazioni? Il nominativo del veterinario?»

Messalina, La Proprietaria del “Paradiso del Cane” : «Buongiorno e benvenuti nel nostro canile.

« Eva, ecco qui il libretto sanitario del cagnolino.»

Adamo: «Certo che chiamare un canile “Il paradiso del cane”.

« Chi se lo ha inventato ‘sto nome, eh?»

Messalina, La Proprietaria del “Paradiso del Cane”: «Che strano vi chiamate Adamo ed Eva, lo noto adesso.

«La prima coppia dell’umanità.»

Adamo: «La prima coppia che è subito S C O P P I A T A per un animale, proprio strano, ma guarda un po’ che caso. »

Messalina, La Proprietaria del “Paradiso del Cane”: «Il nome me lo sono inventata io e mi piace così.

«Effettivamente qui i cani ed anche qualche gatto stanno abbastanza bene.

«Se non ha niente altro da obiettare Adamo la saluto.

«Sgrunt!»

Eva: «Allora a presto signora, tante belle cose!

«Certo che sei sempre il solito maleducato.

«Adamo, renditi utile prendi in braccio Amore perché io ho il talleur Prada e poi ho il personal computer e la borsa di Gucci.

«Dai muoviti, su che dobbiamo ancora passare dal negozio per animali a comprare la cuccia, la scodellina, il vasetto, la copertina, il cibo…»

Messalina, La Proprietaria del “Paradiso del Cane”: «Ehi voi due, ancora un’ultima cosa … se ci sono problemi per l’addestramento non si faccia scrupoli Eva, chieda di mio figlio Noè, comportamentista canino.

«Bravissimo! Ecco le segno il numero sulla pagina in fondo al libretto, così non lo perde.

«Arrivederci Adamo.

«Ah! Incredibile vedo che lei piace al cucciolo.»

Sniff sniff slurp, bauuuu

Adamo: «Si devo dire che me la intendo con Jack, mi sta leccando le mani.

«In fondo non è male, penso che diventeremo amici ed alleati contro le arpie che dominano i paraggi.»

Eva: «Non si chiama Jack, ma Amore!»

Adamo: «Jack!»

Eva: «Amore!»

Adamo: «Jack!»

Eva: «Amore! Chiaro!»

Adamo: «No proprio per niente, Jack!»

Messalina, La Proprietaria del “Paradiso del Cane”: «Adesso non litigate, potete chiamarlo JackAmore, no?»

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UBRIACO DI VITA

una poesia di Rose Bazzoli

voce di Graziella Brusa

Quando dai la faccia

al sole e la risata

gorgoglia in gola

e la vita preme dentro

e c’è l’ansia di viverla

anche a testa in giù

a perpendicolo di un’idea

balzana

e sei giovane e ti senti

immortale.

UBRIACO DI VITA

UBRIACO DI VITA

Chi è Rose Bazzoli?

Classe 1952, è bresciana, ma ha soggiornato a lungo in varie città d’Italia e all’estero. Oltre agli studi classici, si è dedicata allo studio di diverse lingue straniere; l’inglese è tuttavia la lingua che l’ha vista maggiormente impegnata, anche professionalmente. Ha lavorato infatti come interprete per committenti americani, svedesi e tedeschi. Negli ultimi anni ha collaborato su alcuni siti web di scrittura, con poesie e racconti e occupandosi di traduzioni dal e in inglese. Ha all’attivo alcune pubblicazioni di interesse locale e il libro di racconti per ragazzi:”Storie per tutti i giorni”.

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Ho bisogno del mattino

Poesia di Marco Cavallero

Voce di Graziella Brusa

Illustrazione di Domenico Laghezza

Ho bisogno del mattino
Quando l'alba si colora
Del canto degli uccelli
E l'aria rarefatta,
Franta nel silenzio
Dei giusti e degli ingiusti,
Diffonde il loro verso melodioso
In rime d'amore acute e intense

La notte e il suo cantore
Cedono il passo
Alle ombre che si stemperano
E tutto il giorno è là
All'orizzonte, in attesa
Di trasfigurarsi
Nell'opera dell'esistenza

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Musica di Italia Romanticas YOUTUBE

HO BISOGNO DEL MATTINO

Dentro il tuo cuore

Poesia di Marco Cavallero

Dipinti di Domenico Laghezza

Continua a leggere Dentro il tuo cuore

L’ ora del tramonto

Poesia scritta da Marco Cavallero

Sei mai stato sorpreso

In quell’ora del tramonto

Quando la luce radente

Infuoca il tuo viso

E ombreggia la tua spalla

Continua a leggere L’ ora del tramonto

INVENTARE LE STORIE A TAVOLA?

Scritto da Graziella Brusa

Questo articolo l’ho scritto per venire in aiuto alle mamme di piccolissimi bambini e sull’arte di inventare storie per loro.

Grazie a Rodari ed alla sua Grammatica, si possono dare alcuni consigli su come inventare racconti animando gli oggetti che si trovano sulla tavola o sul seggiolone all’ora della pappa.

Consigli preziosi riguardo il corretto modo di educare un bambino, fin dal principio; infatti attenzione giovani mamme non bisogna mai fare un affermazione senza darne la dimostrazione, anche durante la narrazione fantastica.

Partiamo dai gesti che tutte le madri prima o poi fanno per far sì che i loro piccoli si nutrano senza fare i capricci.

Tra questi gesti c’è sicuramente quello di infilarsi, per sbaglio, il cucchiaio nell’orecchio.

Photo by Lina Kivaka on Pexels.com

Questa azione errata di proposito è alla base dei fondamentali principi della creazione artistica: estraniare dall’uso banale il cucchiaio per assegnarli un significato nuovo.

Osservate bene; la stessa cosa fa il bambino quando prende un pupazzo qualsiasi o lo fa diventare un aereo che vola o che va sott’acqua.

Ma se ritorniamo al cucchiaio, oggetto comunissimo, e se lo utilizziamo, consapevolmente per adattarlo ad un impiego originale, possiamo benissimo continuare ad inventarne innumerevoli altri, per tutto il pranzo.

Esempio:

Il cucchiaio può aggredire il naso, ficcarsi in un occhio, può diventare un cucchiaio autonomo con una volontà tutta sua. Può diventare il fidanzato della forchetta o nemico del coltello.

Il cucchiaio che ora è diventato un signore tutto di un pezzo può avere qualità tutte sue.

L’animazione di questi oggetti quotidiani personifica gli oggetti stessi, come i personaggi delle novelle di Andersen.

Poi sarà il bambino che spontaneamente ne inventerà di nuovi, abbinando il cucchiaio ad un piattino che si ritroverà sempre sul tavolo. Essi diventeranno amici e voleranno per la stanza in cerca di nascondigli e di sorprese.

Rodari, inoltre suggerisce anche un’ altra operazione teorica che si traduce in realtà in un’ opera di educazione all’immaginazione: quella della sottrazione fantastica.

Cosa vuol dire?

Consiste, appunto, nel far scomparire, uno dopo l’altro tutti gli oggetti di questo Mondo.

Dal tavolo può scomparire tutto ad un certo punto, così come dal Mondo ed arriviamo ad un Mondo di niente, ad un tavolo vuoto.

Rodari si chiese se questa operazione fosse utile?

Il gioco del niente lo fanno i bambini stessi, chiudendo gli occhi.

Photo by Tatiana Syrikova on Pexels.com

Lo avete mai notato?

Lo scopo è di dar corpo alle cose; quando dico il cucchiaio non c’è più ed invece poi lo guardo, il bambino è come lo guardasse per la prima volta accorgendosi che esiste.

Questo per dimostrare la differenza tra essere e non essere.

Anche i filosofi hanno pensato e scritto su questo profondo binomio che riprende, ad un livello diverso, questo innocente gioco infantile.

Ringraziamo Rodari per questi suggerimenti e provate semplicemente ad applicarli.

Mamme, che storie già state inventando a tavola con i vostri cuccioli? Continuate a scriverle sul Vostro quaderno della fantasia. Saranno dei ricordi fantastici!

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Lessico dei giorni d’inverno

Poesia di Marco Cavallero

Quando più rarefatta

L’aria si fa lucente

E lontano nel giardino sospeso

Cristalli preziosi ed umili

Ornano di fantasmagorie i rami spogli

Un sole reticente

S’affretta all’orizzonte

Attratto da un altro emisfero.

Photo by invisiblepower on Pexels.com
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Come scrivere una sceneggiatura ?

Scritto da Graziella Brusa

Un anno fa, ante Covid19, una mia lettrice innamorata del personaggio protagonista del romanzo mi propose, visto che lei aveva qualche conoscenza in campo teatrale, di mettere in scena la storia, appunto, di Apollonia e dei suoi fantasmi, ma questo richiedeva almeno una bozza di sceneggiatura. Una compagnia teatrale di Ferrara era interessata, ma se fosse stata presentata la storia già sceneggiata, sarebbe stato un passo in avanti.

Che dire, non avevo mai scritto niente del genere.

Ebbene mi sono sentita spiazzata, presa alla sprovvista e contemporaneamente eccitata, stimolata.

Come si scrive una sceneggiatura per il teatro? Da dove partire?

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Mamme in Smart working, tranquille, arriva la Befana

Lo smart working ci ha cambiato la vita, soprattutto quella delle donne. E’ qualcosa di positivo che ci ha portato questa pandemia, pertanto non tutto il male viene per nuocere, tuttavia questa “rivoluzione” ha sconvolto le nostre abitudini quotidiane.

Il mio pensiero va alle madri con figli che non frequentano più regolarmente l’asilo o le scuole elementari ed ora si ritrovano a lavorare in casa costrette a gestire il lavoro in remoto ed i loro scatenati pargoli.

Cosa fare?

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La creatività ha bisogno di una guida?

Scritto da Graziella Brusa

Il processo creativo è impegnativo.

Ad esempio scrivere è un lavoro solitario e faticoso. Scrivi quando leggi altri autori che sono una fonte straordinaria di ispirazione e di insegnamento. Scrivi quando osservi la gente per strada, sulla metro, in ufficio, dovunque. Se non ci fossero le persone da chi prenderebbero vita i personaggi. Per non dire i dialoghi. Più esperienze vivi, più il tuo linguaggio si modifica e si arricchisce. Il tuo mondo diventa più grande. Più sei curioso e più vita vivrai e più ne scriverai. Una lunga catena che ti porterà prima fuori e poi dentro te stesso. Questo é , secondo me, l’inizio di qualsiasi processo creativo, che sia scrittura, pittura, scultura, cinema, teatro, musica ed avanti così.

Tutte le arti, nessuna esclusa,  rappresentano la scintilla divina ed eterna di ogni essere umano mortale ed impermanente.

Scrivere,  riscrivere,  ripulire. Metti e togli la cera, continuamente,  sino ad opera compiuta. Un processo  lungo che, man mano sulle pagine, diventa chiaro e brillante come un cristallo.

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Sul Lagazuoi, teatro di sanguinose pagine di storia!

Scritto da Graziella Brusa

Era da tanto tempo che speravo di poter salire sul Lagazuoi, con i miei piedi si intende e non con la comoda seggiovia. Questo è un luogo “sacro”, teatro di sanguinose pagine di storia italiana e trincea di prima linea durante la prima guerra mondiale.

Le mie aspettative sono state esaudite il 26 luglio 2016! Continua a leggere Sul Lagazuoi, teatro di sanguinose pagine di storia!

Favole contro la paura

Scritto da Graziella Brusa


Perché inventare e scrivere le favole?

Lo scorso anno, in piena estate, sono stata contattata da Maria Alberti del Cielo Capovolto, un’associazione che ha lo scopo di diffondere e promuovere l’arte in tutte le sue forme.

personaggio fabuloso

Maria l’avevo conosciuta da poco, ma mi entusiasmò subito il suo progetto: scrivere una favola per bambini.

Mai provato in vita mia la narrazione di una storia attraverso la forma della favola, e perdipiú, doveva avere un epilogo con una morale ben precisa: il personaggio “cattivo” si trasformava in “buono”.

Una catarsi a 360 gradi.

Bella sfida!

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