Archivi categoria: storie@levitedeglialtri

Le interviste di Nina a persone assolutamente normali

jackamore – episodio #07

di Graziella Brusa

Illustrazioni di Domenico Laghezza

Romanzo breve per coppie mature

EVA DALLA PARRUCCHIERA CON AMORE E LA LELLA

Questo pomeriggio Eva va dalla sua solita parrucchiera Nadia e porta con sé Amore, ma non sarà rilassante per via di Lella, una sua amica molto smorfiosa e snob.

Eva:« Ciao Nadia, scusa sono in ritardo. Ti dispiace ho portato anche Amore con me. Non volevo lasciarlo solo a casa. Adamo è a studio e io non rientrerò che stasera.»

Nadia, la parrucchiera:«Non ti preoccupare Tesoro, lo sai che mi piacciono i cani e questo è un cucciolone veramente carino. Immagino che abbia già fatto tutto quello che doveva fare questa mattina.»

Eva:« Sì, stai tranquilla e per questo che sono in ritardo. Devo pensare anche a Lui, il mio Amore. Non mi pesa perché non sai quanto affetto questo piccolo essere mi dà.»

Nadia, la parrucchiera:«Eh si, meno male che a questo mondo ci sono i cani perché gli umani lasciano mooolto a desiderare. Comunque cosa facciamo oggi, uumh, fatti vedere! Un po’ di ricrescita…facciamo un ritocchino? E la piega come la vuoi? »

Eva:«Lasciamoli ricci, non proprio ribelli, ma lisci non li voglio. Ad Adamo non piacciono.»

Nadia, la parrucchiera:«Uhhh, ti interessa ancora cosa pensa Adamo?»

Eva:«Certo, è sempre mio marito.

Ma cosa vuole questa cretina? Divorziata, sta con un amico più giovane di lei con dei figli vandali. Pensi agli affari suoi! Devo cambiare parrucchiera, appena le dai un po’ di confidenza si trasformano in gurusotuttoio.”

Nadia, la parrucchiera:«Va bene, accomodati, cinque minuti e ti mando la ragazza per il colore.»

Eva:«Vedo che c’è la Lella. Mi siederò vicino a Lei.»

Ciao Lella, come va?

Smack, Smack

Lella:«Ciao Eva, bene e tu?»

Smack, Smack

Eva:«Bene, eccoci qui come tutti i sabati. Allora cosa mi racconti, carissima.»

Lella:«Eh, cosa ti racconto? Che stiamo diventando vecchie. Che ho tanti di quei problemi di salute. Ieri sono andata a farmi vedere dal Dermatologo, vedi queste squame che ho sul collo? Cosa saranno? Dico io. Sono comparse così improvvisamente. Cento euro per sentirsi dire che sono psicosomatiche e che devo stare calma.

Calma un corno!

Come si fa a stare calmi al giorno d’oggi!

Signora”, mi dice il medico, “Lei è troppo ansiosa” e io dico “Signorina, prego. Dottore, ho dei ritmi di lavoro e di vita dove la calma equivale alla morte!” Ma cosa vedo lì, un cane? Ti sei presa un cane?»

Eva:«Si, ti piace? Si chiama Amore.»

Lella:«Carino. Ma è un cane in carne ed ossa. Mangia, beve e tutte le altre cose?»

Eva:«Secondo te? Ti sembra di plastica o un peluche? Toccalo!»

Lella:«No, no, no lo sai che io non tocco gli animali! Puzzano.»

Eva:«Sì Lella, lo so come sei fatta! Non sarebbe ora di cambiare un po’. Lo dico per il tuo bene, credimi.»

Lella:«Comunque, è incredibile quanto i dermatologi non sappiano mai darti un rimedio per i tuoi problemi. Ho consultato quindi una Naturopata ed adesso sono in terapia da lei con un medicinale omeopatico che mi costa un occhio della testa. Poi, queste caldane…non mi lasciano vivere e che dire della stitichezza cronica. Quando avevo vent’anni non avevo tutti questi problemi. Non lamentiamoci, c’è sempre di peggio. Te la ricordi Elisa? È letteralmente scappata di casa, con un altro. Il marito ha fatto una tale figura da cornuto. Lo sapevano tutti; come capita sempre, solo lui non ne era al corrente. E i figli? Gliel’ha lasciati. Così. Bum! E’ scoppiata la bomba! E Betta..

Eva:«Ma chi? Betta Riccardini? La segretaria del notaio. Quella bella ragazza.»

Lella:«Sì, proprio quella. S’è messa con il notaio, ma non il figlio, il padre. Settantacinque anni suonati, vedovo , ricchissimo e con un piede già nella fossa. Cose da non credere.»

Eva:«E dimmi … quel veterinario da urlo che mi hai presentato quel giorno?»

Lella:«Ah si quello. Non te lo consiglio. Secondo me ha qualche problemino ed inoltre non ha un becco di un quattrino. È poi solo un veterinario a cui vanno a genio gli animali. Non fa per me.»

Eva:«Ah! Mi sembrava un bel tipo, però, va bé, le apparenze ingannano.»

Lella:«E tuo marito? Sempre un bell’uomo! L’altro giorno l’ho visto a pranzo con quella sua segretaria…come si chiama, Ilaria?»

Eva:«Qualche volta vanno a pranzo insieme, ne sono al corrente.

Sei proprio una vipera dalla lingua biforcuta”

Lella:«Soli!»

Eva:«E allora? L’ altro socio magari era in tribunale.»

Mi sta scappando la pazienza; è questa la volta che la insulto se non la smette.”

Lella:«Ma non ha dei praticanti?»

Eva:«Lella, scusa, ma cosa vuoi insinuare?»

Lella:«Eva, non voglio insinuare niente, tuttavia…se fossi in te…sai, cosa voglio dire.»

Eva:«Lella, tu hai le visioni, le caldane e gli sfoghi sulla pelle. Da quanto tempo…mmmh ti manca?»

Lella:«Non so a che cosa ti riferisci?»

Eva:« Carissima, il tuo eterno fidanzato, anche lui niente male…, tuttavia … il vostro rapporto mi sembra solo …una copertura.»

Lella:«Solo, cosa?Una coperta?»

Eva:« Fate sesso…qualche volta o è una cosa platonica che fa comodo ad entrambi?»

Arriva la ragazza che dovrebbe  preparare Eva per la colorazione.

L’aiutante parrucchiera:«Buongiorno Eva, venga pure.»

Eva:« Va bé, Lella, lascia stare…la tua faccia mi sembra abbastanza eloquente.»

Lella:

Certo che è proprio antipatica questa Eva, ma chi si crede? Alla signora ben gli sta se suo marito gliele mette con la segretaria che ha almeno venti anni di meno. Stronza!”

«Ciao Eva, non capisco proprio quello che vuoi dire, ci vediamo e stammi bene.

«Ah! Salutami tanto l’Adamo, carissima.»

 

Se ti è piaciuto il settimo episodio di Jackamore CONDIVIDILO E COLLEZIONA GLI EPISODI E LE ILLUSTRAZIONI DI Domenico

jackamore – episodio #06

di Graziella Brusa

Illustrazioni di Domenico Laghezza

Romanzo breve per coppie mature

NEL RETRO DEL BAR DEL NANDO

Nando, Adamo e Jack scivolano nel retro del bar ed i due uomini iniziano a parlottare a tono basso. L’ambiente è piccolo, buio ed asfissiante, pieno di odori che irritano Jack.

Nando:«Allora, mettiti qua e apri bene le orecchie Adamo! Sai dove l’incontro sempre la dolce Fiorella?

«Apri bene quelle orecchione adesso sto per farti una confidenza incredibile. Forse è meglio sedersi per non svenire. Questo cane che ti imita in tutto e per tutto siamo sicuri che non capisce?»

Continua a leggere jackamore – episodio #06

DESIGN E ARMOCROMIA: IL MIO STILE TI FARA’ BELLA!

di Graziella Brusa

Fotografo: Andrea Berardi

Make up artist: Karolina Nevidovich

Jessica, 27 anni, alta, naturalmente elegante, lunghi capelli neri e grandi occhi. Una giovane della generazione Y o millennial generation o next generation o net generation. Si dica come lo si voglia, Jessica appartiene ad una nuova ondata di baby boomer chiamata Echo. La comunicazione e le tecnologie digitali sono entrate nel suo Dna fin dall’infanzia, anche se mi ha confidato che da bambina giocava con la Barbie proprio come me che sono una baby boomer di primo pelo.

Scrittori come William Strauss e Neil Howe hanno affermato che questa generazione assomiglia a quella dei primi anni ‘20 del Novecento: dotati di un forte senso del dovere, attaccati alla famiglia, alla patria, ottimisti, ambiziosi, competitivi e narcisi. Sostengono inoltre che è stata la prima ad affrontare la crisi economica avvenuta tra il 2007 ed il 2010 e a causa di questo viene anche paragonata alla Lost Generation della Prima Guerra Mondiale.

Hanno sicuramente ragione, dal momento che ritrovo tutte queste cose in Jessica.

Continua a leggere DESIGN E ARMOCROMIA: IL MIO STILE TI FARA’ BELLA!

jackamore – episodio #05

di Graziella Brusa

Illustrazioni di Domenico Laghezza

Romanzo breve per coppie mature

AL PARCO DA NANDO IL CASANOVA

Adamo va a fare una passeggiata con Jack per uscire dalla sua disperazione e dalla sua solitudine. Si reca al parco dal suo amico d’infanzia, Nando.  Quest’ultimo è un single incallito pertanto spera di trovare un qualche conforto dai suoi  racconti e dalle sue avventure.

Adamo: «Ok Jack, ti prendo in braccio. Non ti va di correre tanto. Mi raccomando non fare su di me cosa non vorresti fosse fatto su di te. Intesi? »

«Eccolo là il Nandino che sta già sbirciando nella scollatura della bionda mozzafiato. Non gli passa mai ‘sto vizio e dice finché ho fiato non mi do per vinto.»

«Sai Jack, la teoria del Nando equivale alla legge dei grandi numeri: prova e riprova qualche femmina «ad un certo punto ci sta. »

Adamo:«Ehilà Nandino, come la va questa vitaccia? Sempre cacciatore… eh?»

Nando: «Eccolo qua l’Adamo. Ogni tanto ti fai vedere… eh sì! Sei in libera uscita, come i carcerati! E cosa hai con te oggi? Un cane? Cos’è la nuova strategia della caccia con segugio. »

Adamo:«La caccia con segugio? E che vuole dire?»

Nando:«Te lo spiego subito. Il segugio è l’esca; lo lasci libero nel parco e vai a vedere che va dritto dritto verso una bella uccellina svolazzante e Kaboom! Arriva il cacciatore che cattura la preda.»

Adamo:«…

Adamo:«E chi è ‘sto cacciatore?»

Nando:«Va be’, dormi Adamo, chi dorme non piglia né pesci, né uccellette e pensare che sei anche bravo come avvocato, mi dicono. Tuttavia sul resto lasci un po’ a desiderare, forse perché sei sempre innamorato della Bella Timoniera, come la chiami tu. Quella valchiria bionda che ti accompagna sempre e che gela il sangue a guardarla tanto è algida.»

Adamo:«Non era così una volta.»

Nando:«Ah no? Quanti anni aveva dieci, forse? La pubertà l’ha trasformata nello stato algido della serie «nonteladoneanchesestrisci.»

Adamo:«Non ti è simpatica, vero? »

Nando:«Neanche un po’!»

Adamo:«Sarà mica perché a sedici anni ti ha detto che non sarebbe mai e poi mai stata la ragazza di uno che ci provava con tutte …visto che le ragazze le portavi direttamente nel vicolo buio, ti ricordi il vicolo dei Pellegrini, quello stretto stretto e non le lasciavi andare finché non riuscivi a portare a casa qualche risultato” senza preamboli. Senza offrirle un gelato, senza uno straccio di conversazione. Saranno queste tue maniere da gentiluomo ad averla così impressionata che oggi non ti rivolge neppure la parola. Su questo non posso darle torto.»

Nando:«Ah sì? Ti sbagli mio caro, mi sbavavano tutte dietro, le santarelline. Non avevo che l’imbarazzo della scelta. Anche la Timoniera è passata sotto le forche Caudine.»

Adamo:«Guarda che me l’ha raccontato…e ti ha lasciato come ricordino un bel calcio nelle palle in aggiunta ad una settimana chiuso in casa, rosso sangue! Ah ah ah ah »

Nando:«Ehi ragazzo, non ridere tanto, mi sa che adesso sei tu quello che sta nella M con la maiuscola. Guarda quella! La vedi che sventola!»

Adamo:«Chi? Dove?»

Nando:«Ma se l’ha vista persino il tuo cane qui e tu non la vedi? Quella che entra ora, trionfalmente e con le campane a festa, nel parco. Quella con il vestito a fiori sottile che lascia intravedere le gambe. Ah Dio ti ringrazio per il caldo. Fai che questa estate sia terribilmente calda, calda, calda.»

Adamo:«Adesso la vedo. Eh sì, notevole. Lo ammetto. Quanti anni avrà? Non è giovanissima, sui trentacinque?»

Nando:«L’età giusta Adamo. Perfetta! »

Adamo:«Viene spesso qui?»

Nando:«Viene qui, ma io la vedo anche in un altro posto e sai cosa ti dico, la conosco bene. Che pezzo di gnocca e so che cosa dico, credimi!»

CLIENTI DEL BAR MOLTO IRRITATIScusi, ma noi stiamo attendendo già da dieci minuti. O viene a servirci o ce ne andiamo. Chiaro?»

Nando:«Scusate, scusate signori. Mi sono distratto. Ecco vengo subito da Voi!»

Nando:«Adamo devo andare, ma aspetta qui che ti devo raccontare di quella là. Non andartene, intesi?»

Adamo:«Aspetto, sto qui con Jack, ormai sono così curioso, perché è proprio un gran bel pezzo …»

«Meno male che si siamo fermati. Sento un sacco di odori. In questo parco ci vengono spesso altri cani. Chissà se ci viene la mamma. Non l’ho più vista da così tanto tempo che non mi ricordo più come abbaiava…non ricordo nemmeno   i miei fratelli che mi rubavano sempre il capezzolo e mi spingevano. Che melanconia.»

«Ma cosa avranno da dirsi questi due. Mi sembrano una strana coppia. Non sono fratelli. Sono come due cani vagabondi. Guardano le femmine uno con gli occhi rapaci e l’altro con gli occhi smarriti. Stanno guardando quella femmina là che sta arrivando a gran carriera. Sembra tenera quasi quasi ci vado incontro e gli salto addosso per farmi coccolare. Questi due non mi accarezzano mai, stanno sempre a conversare. Io non sono un oggetto, dovete considerarmi.

«Adesso molla il guinzaglio e scappo. Adesso ecco…»

woof woof woof…. JACK STA CORRENDO!

Adamo:«Jack, Jackkkkk! Ma come cavolo hai fatto? Vieni qui…non scappare.»

JACK STA CORRENDO DRITTO VERSO LA BELLA GNOCCA

la bella gnocca: «Ciao bel cagnolino, ma dove vai così di corsa? Da me? Ciao »

Bau, slurp, woof woof woof

la bella gnocca:«Ehi, ma che carino che sei e che affettuoso, ma io non sono la tua padrona. Comunque vedo che qualcuno sta arrivando a cercarti.»

Adamo:«Buongiorno! Pant …pant» ansimante.

«Sono il padrone del cane. Mi scusi se si è fiondato inaspettatamente addosso a Lei. L’avrà sicuramente confusa con mia moglie. L’ha mica sporcata?»

«E tu? Che non capiti mai più che mi scappi così. Adesso siamo al parco, ma se fosse sulla strada sarebbe pericoloso. Le auto ti investirebbero. Non d e v i f a r l o m a i p i ù ! »

la bella gnocca:«Ah ah ah lo sgrida come un bambino. Se ne sta accorgendo? »

Adamo:«Sì è un po’ un bambino per me. Sa è un cucciolo che abbiamo preso io e mia moglie dal “Paradiso del cane” un canile per animali abbandonati. Ci siamo molto affezionati e se fosse capitato una sciagura non me la sarei perdonato. Io…Io mi presento …mi chiamo Adamo e lui, il birbone, è Jack»

la bella gnocca:«Tanto piacere io mi chiamo Fiorella. Fiore per gli amici. Certo che sei proprio carino Jack con questo barbottino e gli occhietti vispi.»

parla a Jack, ma ammicca ad Adamo che imbarazzato non sa cosa dire.

Adamo:«Allora grazie e scusi ancora.»

Fiorella:«Non si preoccupi, piacere della conoscenza. Arrivederci!»

Adamo:«Arrivederci Fiorella …Fiore. Arrivederci!»

Bau, slurp, woof woof woof

saltellando!

Adamo:«Suvvia, smettila di saltellare. Anche a me è salita la pressione, ma non saltello. Un po’ di contegno Jack!»

Nando:«Non mi dire che ti è scappato così? Non me la bevo sai!»

Adamo:«Cosa vuoi dire Nando, che è tutta una messinscena. Ma secondo te io sono il tipo di uomo che sta a concertare tutto ‘sto casino per poter conoscere una donna.»

Nando:«A ben pensarci effettivamente no, tu sei un tipo più virtuale, digitale, cerebrale. Tutto testa e niente palle! Ah ah ah. Ma l’hai vista ‘sta figliola quant’è bella e sexy. Ti devo dire un segreto su ‘sta qua. Vieni nel retro che qui non posso parlare.»

Adamo:«Che segreto?»

Nando:«Un segreto, un segreto. Seguimi e sii disinvolto, se puoi. Deve venire anche il cane?»

Adamo:«Certo che deve venire anche lui. Lo lascio da solo qui fuori? »

Nando:« Uffà, ma quanto sei noioso…va bene porta anche lui. Tanto è solo un cane non può certo comprendere la lingua degli umani.»

«Sob! Questi due sono pazzi da legare!»

 

Se ti è piaciuto il quinto episodio di JackAmore, CONDIVIDILO e COLLEZIONA gli episodi e le illustrazioni di Domenico

Nomadland e L’ispirazione

scritto da Graziella Brusa

Non si parla altro che di Nomadland, soprattutto riguardo il film. Pluripremiato e realizzato da una giovane regista cinese Chloé Zhao, classe 1982.

Io ho letto il libro.

Era inserito nella lista del gruppo di lettura, Oblò di Immersioni letterarie, al quale partecipo ed ti invito dal momento che è molto interessante, ma soprattutto mi ha incuriosito perché anch’io mi sto accingendo ad acquistare un van/furgone come la protagonista della storia, Fern.

L’autrice di Nomadland si chiama Jessica Brunder giornalista ed insegnante di giornalismo. La Brunder narrando la storia di Fern, una sessantenne che perde tutto durante la grande recessione e si ritrova senza denaro e senza casa, si inoltra in un’ indagine che mette in luce tutta una nuova subcultura composta da una numerosa comunità di persone che vivono come dei nuovi nomadi.

Hai capito bene, dei nomadi, che non sono in realtà zingari, come potremo pensare noi europei. Infatti gli unici nomadi europei moderni che conosco è proprio la comunità gitana.

Chi ha un divorzio alle spalle, chi una grave malattia gli ha portato via la capacità di lavorare, chi a causa della recessione ha perso tutto. Nuovi poveri, gente che credeva nel sogno americano e si é ritrovato tradito.

La maggior parte di questi nomadi sono anziani ultrasessantenni costretti a svolgere gravosi lavori. Ricevono un magro sussidio settimanale dallo Stato e devono tirare avanti spostandosi continuamente.


Malgrado la precarietà queste persone si sentono vive. Non sono tristi, si raggruppano, si aiutano, si organizzano. Sono i baby boomers, figli del consumismo ed ora snobbati da esso.


Diciamolo non é facile vivere in questo modo. Devi contare molto su te stesso, saper fare un po’ di tutto, in una parola adattarti.

D’altro canto ti sposti leggero, senza pesi sulle spalle. Infatti tutto quello che possiedono sta su di un’auto, su un furgone, su una roulotte, addirittura su un bus.
Una domanda che sta a mezz’aria in tutta la storia è:
Ma a te servono tutte le cose che possiedi?
A volte compriamo cose inutili solo per il gusto del possesso.

Non sei d’accordo?

Less is better! per dirla all’americana.

Non è solo un sentimento ecologico quello che anima il concetto racchiuso in queste due semplici parole inglesi, ma anche morale.

Non sprecare!

Finora ci hanno insegnato a consumare; infatti noi siamo prima che cittadini, consumatori e pagatori di tasse.

Non sei d’accordo?

Pertanto, a mio avviso, occorre essere consapevoli di quello che noi chiediamo, che noi vogliamo, vale a dire dei nostri bisogni reali.


Allora mi é venuta l’ispirazione di vivere con meno, di disfarmi delle cose superflue e mettere in pista un esperimento.

Ho comprato un Toyota van che adatterò ad abitazione mobile.

Ovviamente spendendo il meno possibile.
Viaggerò in questo in modo e cercherò di vivere all’aria aperta. Ne siamo stati privati a lungo e voglio riappropriarmi degli spazi, dei cieli e del mio respiro.

Tu dirai, ma cosa c’è di diverso di fare il campeggiatore? In Italia in molti hanno i camper o la roulotte.

Ok, hai ragione! Ma che camper abbiamo! Delle case vere e proprie, manca solo la lavatrice incorporata. Dei bolidi dotati di Tv satellitari e di tutti i comfort.

Quello che voglio fare io è uscire dalla cosidetta “ZONA COMFORT” e verificare la mia capacità adattiva. Senza la TV, senza il bagno in “camera”, senza cucina attrezzata, senza letto di piume, senza riscaldamento.

Sulla capacità adattiva siamo già stati messi alla prova dalla pandemia, pertanto un pò di rodaggio l’abbiamo fatto.

Ce la farò?

Tornerò indietro con la coda tra le gambe?

Prenoterò subito, tra le lacrime, una camera in un albergo?

Se spostandomi non ritroverò le mie abitudini tipo “cappuccino e brioche”, “caffè all’italiana”, un bagno pulito, una doccia a portata di mano e poi magari sarà troppo freddo, troppo caldo, troppo isolato, materassino scomodo, pochi vestiti, trucchi, parucchi, scarpe, borse, notti insonni.

Eh sì, perchè mica ci sta tutto il mio armadio nel van.

Ti racconterò dei luoghi che visiterò e della mia capacità di sopravvivenza.

Magari ispiro anche te!
Tu cosa ne pensi?
Hai sentito parlare di Nomadland?
Raccontami la tua opinione.

jackamore episodio – #04

di Graziella Brusa

Illustrazioni di Domenico Laghezza

Romanzo breve per coppie mature

TRA ADAMO E JACKAMORE

Sabato pomeriggio, un momento di intimità tra Adamo e Jackamore. Eva è uscita con un’amica a fare shopping ed Adamo è solo ed arrabbiato. Non sa cosa fare, è iniziato il weekend; per lui è sempre un problema, ha il pc portatile aperto su una chat di incontri. Mentre invia messaggi con persone sconosciute conversa con il cucciolo di cane sdraiato sul tappeto.

Adamo: «Sono stufo di questa vita. Se ne avessi il coraggio mi suiciderei. Ma non ce l’ho! Neanche quello. Sono di nuovo qui a chattare, perché? »

Continua a leggere jackamore episodio – #04

Di luce e d’ombra

di Graziella Brusa

Illustrazione di Domenico Laghezza

Mi ero messa in testa di modificare un gioiello di famiglia; era passato di moda, apparteneva ad un altro tempo ed era stato indossato da mia madre.

Volevo rendere la collana che mi stavo rigirando tra le mani  irriconoscibile, qualcosa che riguardasse solo me.

Una delle tante fissazioni che talvolta mi assalivano e sapevo che se quel monile non fosse stato al più presto trasformato ne sarebbe valsa la mia salute. 

Continua a leggere Di luce e d’ombra

jackamore – episodio #03

di Graziella Brusa

Illustrazioni di Domenico Laghezza

Romanzo breve per coppie mature

TRA EVA E JACKAMORE

TRA EVA E JACKAMORE

Eva si rilassa nella sua sala da bagno e Jackamore (portato di peso con cuccia e tutto), di malavoglia, la ascolta, impaurito, mentre lei gli racconta i suoi desideri e le sue preoccupazioni

Eva:« Finalmente sola, mio caro Amore. Solo io e te nella mia sala da bagno.

Continua a leggere jackamore – episodio #03

JACKAMORE – Episodio #02

di Graziella Brusa

Illustrazione Domenico Laghezza

Romanzo breve per coppie mature

LA NUOVA CASA DI JACKAMORE – Episodio #02

Adamo ed Eva sono finalmente rientrati a casa, con il nuovo arrivato.

Adamo: «Finalmente a casa, Perdio! Sono carico come un somaro.»

Eva: «Ma cosa fai? Butti giù tutto dove ti trovi, così. Grande e grosso come sei. Ma meno male che ora ci sei tu Amore mio. Oh! Che sbaciucchioso il mio cucciolotto, che tenerone! Hai paura? Non tremare amorino.

«ODDIOOOO! che cos’è quella pozza d’acqua sotto il suo sedere? Bleah, Bleah, Bleah!»

Adamo: «Eva!, si chiama pipì da paura ed adesso anch’io la faccio, ma vado in bagno e mi tiro giù le brache, però la mia è pipì da stress. Capito!»

Sbam!

Continua a leggere JACKAMORE – Episodio #02

I FANTASMI DI APOLLONIA BIROT

Audiolibro

Scritto e letto da Graziella Brusa

Edito da Araba Fenice

Data di pubbicazione 2018

La storia che viene raccontata è in parte immaginata secondo la tesi che si è “fatta avanti tra le scartoffie” approdate a me in modo singolare.

Ho raccolto oltre agli eventi acccaduti anche l’invisibile bandolo della matassa che lega tutti i personaggi attraverso il tempo. In questo sono stata aiutata da una serie di diari dimenticati in un armadio, scritti da diverse penne in diverse epoche. Assomigliano a dei post caricati su una rete spirituale, da parte di anime scomparse da questa vita.

Penso che qualcuno si immedesimerà , altri rifletteranno su come cogliere l’attimo fuggente.

CARPE DIEM!

I brani audio verranno aggiunti ogni due settimane.

Musica :

Maurice Ravel (7 Marzo 1875 – 28 Dicembre 1937). Compositore francese, Pianista e Maestro. Tra il 1920 ed il 1930 fu considerato il più grande compositore francese.

Impressum_20 marzo 2021
Sinossi_20 marzo 2021
Il giorno della scoperta_20 marzo 2021

Se ti piace ascoltare la storia, CONDIVIDILA, attraverso i pulsanti che troverai qui sotto.

Grazie.

JackAmore – Episodio #01

JACKAMORE

di Graziella Brusa

Romanzo breve per coppie mature

illustrazione di Domenico Laghezza

L’INCONTRO AL “PARADISO DEL CANE” – Episodio #01

Adamo ed Eva sono una coppia sposata da tanti anni; Lui un avvocato di grido, Lei una donna “in carriera”. Non hanno figli ed in questo momento si trovano in un canile. Da qui nasce la storia tra loro e JackAmore.

Rumore di sottofondo «Bla Bla Bla,

«Miauuuuu,

«Bau,

« Arf!Arf!,

«Woof!, Woof! Grrrrrrr!»

Adamo: «Che casino c’è in questo canile!

«Ma dove siamo finiti. Ne inventi sempre una, io ho uno studio da mandare avanti e tu mi porti qua; in questa allegra e puzzolente fattoria. Umpf!»

Eva: «Wow! Guardalo.»

Adamo: «Chi? Cosa? »

Eva: «Ma quel cucciolotto bianco e beige nella cella per i cani bambini.»

Adamo: «Cosa? Sigh…ma oggi di che cosa ti sei fatta? Sei fuori come un balcone, cara.»

Eva: «Smack Smack, Adamuccio dai dai.»

Adamo: «Ma mi stai baciando…qui sta succedendo qualcosa.

«Ah! Ho capito vuoi che io acconsenta a prendere un cane, come lo hai chiamato, un cane bambino.

«Grunt!»

Eva: «Adamo, dai prendiamolo, non vedi come è carino e poi è sicuramente di piccola taglia.

«Sta sul sofà, in un borsone, in una valigetta per i viaggi, in grembo.

«Non darà per niente fastidio.

«E’ comodo e poi è di pelo corto. Un po’ arruffato forse, ma non importa.

«Non sporca, non lascia peli per tutta la casa.

«Su dai, guarda che occhioni, che musetto.

«Lo voglio! Lo voglio!»

Adamo: «Pfui! Eva, chiarisco subito: sul parquet non va bene lo riga tutto con le sue unghiette fini fini, si fa i dentini sulle fodere del divano, magari addenta tutti i vestiti che lasci sempre in giro, ci gioca, ci sbava sopra.

«Pensa, sui tuoi vestiti. Bleah! Immagina che schifo.

«Ma scusa, non eravamo d’accordo che non si prendevano animali in questa casa? Sei sempre la solita! E poi chi lo porta a fare i bisogni di mattina presto? Io!

«Perché tu non esci in disordine; perché in bagno ci stai almeno due ore; perché devi scegliere il tuo o u t f i t; perché oggi non vorresti proprio uscire e ‘sto poveretto rischia di non orinare fuori casa, ma lo farà sicuramente in casa … magari sul tappeto, sai quello che abbiamo comprato a Instabul e che costava un occhio della testa,  o sui mobili del salone quelli che hanno scelto, così con tanta cura, i tuoi cari genitori. Sarebbe un enorme guaio, non pensi?»

Eva: «Sei sempre il solito pessimista, questo piccolo tesorino, così dolce, così pelosetto, così simpatico, così Amore non orinerà e non defecherà senza avvertirci, ma si farà capire certamente e mi incaricherò io di educarlo a modino in modo che non ci distrugga la casa. «Capito?! Sei il solito brontolone. Tu non sai amare! Ecco qual è il problema.»

Adamo: «Senz’altro, già me lo vedo il tuo “modino”, o sarà un rincoglionito, citrullo e completamente disadattato oppure diventerà violento e perennemente incazzuto.

«Io vedo solo queste due alternative, non ce ne sono altre e parlo per esperienza.

«Lascialo stare, su dai, lascialo ad una famiglia con dei bambini.

«È più giusto.

«Ci giocano, lo trattano come un cane, in modo genuino, semplice, diretto.

«Cucciolo tra bambini, non cucciolo tra isterici e squilibrati adulti postmoderni come siamo noi.

«Ed aggiungo anche un po’ fumati, talvolta…spesso…quasi sempre!»

Eva: «Eeeeeee, ora basta! Parla per te! Tu sei psicolabile affetto da depressione e stanchezza cronica ad appena 50 anni ed io che ti ho sposato, ma dove avevo la testa quel giorno di mezza estate.

«Troppo sole, troppa giovinezza.

«Mia nonna buonanima me lo diceva sempre: i belli son traditori nipote mia, non fidarti. «Le tue mani, i tuoi occhi, i tuoi muscoli, gli ormoni, il calore e bla bla bla.

«Se sapevo che finiva così … ecco mi sarei presa un cane, immediatamente.

«Vieni qui Amore, che adesso andiamo a casa.»

Adamo: «Non conto proprio niente!

«Sono nessuno, decidi tu, organizzi tu, giudichi tu, ma se mi sei saltata addosso come una leonessa e mi hai sbranato vivo.

«Qualcosa da dire ce l’avrei anch’io, cara la mia Eva.

«Dove mi sono perso, sulle tue gambe tornite e lunghe, tra le cosce o sui tuoi seni al sapor di vaniglia … da qualche parte mi sono perso. Mi sono smarrito, non sento più la vaniglia, non sento più nessun odore, né sapore, né gusto. Non c’è più. Dove è andata a finire Eva quella strada che portava ad un luogo incantato che ancora mi sogno.

«Ma si, prendiamo ‘sto cane, forse darà un po’ di sollievo anche a me.

« Lo chiamerò Jack. »

Eva: «Jack non mi piace, è un nome secco, pungente, tagliente.

«Meglio Amore.»

Adamo: «Jack, guarda come tira su la testina.

« E’ il suo nome! Eh si! Tagliato su di Lui.»

Eva: «Amore, tesoro, gioia, ma guarda sta cercando di scodinzolare.»

Adamo: «Jack! Jack! Prendi l’osso! Prendi l’osso!»

Eva: «Amore, non prendere l’osso vieni qui che ti gratto un po’ il pancino.

« Non farti impaurire da questo scimmione.»

Adamo:«Jack! Jack! Corri, corri!»

Eva: «Ma cosa corre, povero cucciolo che non riesce nemmeno a stare in piedi sulle zampine.

«Ah! Buongiorno, scusi signora, mio marito è fatto così, un bambinone, ed un amante dei giochetti. Appassionato, un tempo, divertenti allora, ma adesso scarsi e deludenti. «Comunque questo cagnolino, carinisssimo, lo prendiamo; è svezzato? Non ci sono problemi? Le vaccinazioni? Il nominativo del veterinario?»

Messalina, La Proprietaria del “Paradiso del Cane” : «Buongiorno e benvenuti nel nostro canile.

« Eva, ecco qui il libretto sanitario del cagnolino.»

Adamo: «Certo che chiamare un canile “Il paradiso del cane”.

« Chi se lo ha inventato ‘sto nome, eh?»

Messalina, La Proprietaria del “Paradiso del Cane”: «Che strano vi chiamate Adamo ed Eva, lo noto adesso.

«La prima coppia dell’umanità.»

Adamo: «La prima coppia che è subito S C O P P I A T A per un animale, proprio strano, ma guarda un po’ che caso. »

Messalina, La Proprietaria del “Paradiso del Cane”: «Il nome me lo sono inventata io e mi piace così.

«Effettivamente qui i cani ed anche qualche gatto stanno abbastanza bene.

«Se non ha niente altro da obiettare Adamo la saluto.

«Sgrunt!»

Eva: «Allora a presto signora, tante belle cose!

«Certo che sei sempre il solito maleducato.

«Adamo, renditi utile prendi in braccio Amore perché io ho il talleur Prada e poi ho il personal computer e la borsa di Gucci.

«Dai muoviti, su che dobbiamo ancora passare dal negozio per animali a comprare la cuccia, la scodellina, il vasetto, la copertina, il cibo…»

Messalina, La Proprietaria del “Paradiso del Cane”: «Ehi voi due, ancora un’ultima cosa … se ci sono problemi per l’addestramento non si faccia scrupoli Eva, chieda di mio figlio Noè, comportamentista canino.

«Bravissimo! Ecco le segno il numero sulla pagina in fondo al libretto, così non lo perde.

«Arrivederci Adamo.

«Ah! Incredibile vedo che lei piace al cucciolo.»

Sniff sniff slurp, bauuuu

Adamo: «Si devo dire che me la intendo con Jack, mi sta leccando le mani.

«In fondo non è male, penso che diventeremo amici ed alleati contro le arpie che dominano i paraggi.»

Eva: «Non si chiama Jack, ma Amore!»

Adamo: «Jack!»

Eva: «Amore!»

Adamo: «Jack!»

Eva: «Amore! Chiaro!»

Adamo: «No proprio per niente, Jack!»

Messalina, La Proprietaria del “Paradiso del Cane”: «Adesso non litigate, potete chiamarlo JackAmore, no?»

Se vi è piaciuta la prima puntata di JackAmore condivi la storia con i tuoi amici tramite i pulsanti che trovi qui sotto