Rimorso

Poesia di Marco Cavallero

Illustrazione di Elsa Rubino

Colonna Sonora:

Una furtiva lacrima –

Gina Capone

Amazon Music

Quanta crudeltà può manifestarsi 
Nell'ingenua sincerità dell'infanzia?

A scuola, severo edificio umbertino,
La maestra assente per  mali di stagione,
Una supplente di mezz'età 
Chiamata all'ultim'ora 
Arriva, sciamannata, spettinata
Malvestita, gli occhi persi
Di chi già da tempo è  un'alcolista

Eppure un sorriso dolce 
Infiora un volto già appassito 
Incurante dei lazzi e degli scherni
Di una classe ormai in vacanza.

Dalla borsa, sdrucita e fuori moda,
Cava un libercolo dalla copertina gialla
E legge.

Sono le sue poesie
Ingenue, forse, ma care
Fra soli e lune, cuori e gemme
Scoiattoli e conigli
Piccoli animali da compagnia 
Bric-à-brac di una poetica spicciola 
Che le inumidiscono gli occhi
Di commozione. 

La classe ride.

Una delle prime ha una madre maestra,
Come la mia del resto 
E all'uscita, con posa saccente,
Deride la derelitta, scimmiottandone
I versi, inventando strafalcioni.

Le due maestre conoscono il mestiere
E disapprovano colei che fu incapace.

In quell'ora della mia infanzia,
Anch'io disapprovai 
Quasi provai invidia per la compagna 
Che si metteva in cattedra
E volli credere che veramente
Quella fosse incapace e inadeguata

Ma nel mio cuore,
...ah nel cuore…

Forse parlava uno spavento
Il terrore di riconoscersi
In chi non poteva esibire
Un valido passaporto sociale.

Non ti ho difesa
Povera supplente poeta
E questo è  il mio rimorso
Che dopo innumerevoli decenni
Riaffiora intatto
Ad insegnarmi la poesia.

Chi è Elsa Rubino:

Elsa è giovanissima, è nata nel 1995 a Torino.

Si è laureata nel 2019 in Lingue e Letteratura straniera, ora insegna.

E’ appassionata dell’arte e come puoi vedere e portata per l’illustrazione ed il disegno, specialmente il ritratto.

Che ne dici, non è bravissima?

Se ti è piaciuta la poesia di Marco, CONVIDILA, REGALALA O LEGGILA AI TUOI FIGLI. Grazie!

OPEN CALL PER SCRITTORI, FOTOGRAFI ED ILLUSTRATORI

Rivolto a chi?

A te, scrittore, poeta, illustratore, fotografo a collaborare con questa nuova tipologia di rivista, dedicata ai momenti di disattenzione.

Qualcosa di nuovo, qualcosa che è nato dall’isolamento, dal momento di attenzione per riempire il vuoto.

Qualcosa di rivolto a tutti, al popolo dei sognatori, al popolo della speranza, all’esistenza tutta!

Attraverso le storie…raccontate con la vostra sensibilità.

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Ballata dell’amore e della morte

Poesia di Marco Cavallero

Voce di Graziella Brusa

Illustrazione di Domenico Laghezza

Corri, cavalca il tuo destriero 
Lasciati indietro il cuore
Sfida nel vento la morte:

Non puoi dimenticare. 

Quel che nel cuore è scritto 
Canta incessante con voce chiara 
Come il primo giorno 
Come il primo sguardo
Come il primo strazio
Come il primo addio
E ti chiama e ti possiede

Eco di un riflesso notturno.

Gli amanti che, giovani
Si dicono addio nella morte
Non possono cancellare dalla memoria
Tutta quella vita non vissuta
Che versa come fiele 
Un interrogativo che non ha risposta.
Rimangono puri
Nel loro essere non finiti
Circonfusi di nostalgia. 


Se credi che il mistero dell'amore
Sia più grande della morte
Anche tu come me sei pari a una rosa
Che nasce per l'amore 

E muore
Per il frutto.
Continua a leggere Ballata dell’amore e della morte

il lessico delle stagioni della vita

Raccolta di poesie di Marco Cavallero

Voce di Graziella Brusa

Illustrazioni di Domenico Laghezza

Colonna sonora della lettura:

Le quattro Stagioni – Concerto in E Major, Op. 8 No. 4, RV 269 “Spring” Allegro , Antonio VIVALDI, BY Vivaldi Ensemble

Lessico dei giorni di aprile
LESSICO DEI GIORNI DI APRILE

Un nuovo risveglio ingentilisce
le aspre cortecce degli alberi
loro non sanno dell’incanto d’inverno
che li ha fatti dormienti
né del tempo che ritorna 
come fosse inatteso
ad ogni nuovo aprile.

Come li invidio, quei cuori leggeri
che si scoprono felici per il volo di una rondine
che sbocciano come la prima gemma 
e che lieti fanno di ogni inverno 
una stagione dei fiori. 

Nei nidi e nei rifugi
Cuccioli e pulcini si affrettano 
Alla vita che li attende 
E i prati brulli 
Si colorano di viole e margherite.

Un'acqua improvvisa 
Sorprende bombi e api
Lacrima sulle erbe
E lascia sui petali
Diademi che scintillano 
Al nuovo sole.

A nessuno importa se l'inverno muore
Tale è l'imperio della vita nuova
E colui che muore
È solo e dimenticato  

Ma tu non puoi dimenticare
La stagione dei fiori non ti si addice

Fiori e gemme te li porti dentro
Come un cuore 
Che molto ha amato
E non può più rifiorire 

A primavera.

Colonna sonora della lettura:

Le quattro Stagioni – Violino Concerto in F Minor, Op. 8 No. 4, RV 297 “Winter” Allegro non molto Antonio VIVALDI, Winter, Joshua Bell, Academy of St. Martin in the Fields

Lessico dei giorni di inverno
Lessico dei giorni d’inverno

Quando più rarefatta
L'aria si fa lucente
E lontano nel giardino sospeso 
Cristalli preziosi ed umili 
Ornano di fantasmagorie i rami spogli
Un sole reticente
S'affretta all'orizzonte 
Attratto da un altro emisfero.

Vapori di nebbie
Storti ai lampioni 
Animano le statue del ponte
Celano le acque del fiume 
Si uniscono alle chiome rade
Che fanno degli alberi 
Immobili passanti d'argento 
E ancora più lontano stridono i gabbiani.

Inaspettati
I fiori del nespolo e del calicanto 
Attendono pazienti
I loro amanti 
Mentre i sentieri s'azzurrano di brina.

Se i passi tuoi si affrettano
È perché il gelo 
Non raggiunga la tua anima, 
Ma si fermi 
Alle labbra livide, alle mani bianche
Ai pensieri disadorni, 
Agli sguardi distolti. 

Oltre le vetrine, 
Luci false e calori artificiali
Avvolgono volti animati
Eleganti e indifferenti
Buoni per tutte le stagioni
Mentre nelle fontane il gelo
modella il ghiaccio in forme di cattedrale.

Come la semente cerca il sole nell’attesa
Noi cerchiamo rimedio
In quella differenza nascosta
Che sola feconda
Il nostro intelletto.

Colonna sonora della lettura:

Le quattro Stagioni – Violino and Strings Concerto in G Minor, Op. 8 No. 2, RV315 “Summer” Allegro Antonio VIVALDI

Tempo d’estate
Tempo d'estate 

Guarda:
Alte nel cielo azzurro
Metamorfosi di nuvole imperfette   
Opalescenti velieri
Navigano verso imbarchi sconosciuti   
Mare di campi arati 
S’inonda di colline 
E si rifrange
Fra case abbandonate.
Se anche del vento  
Un’Eco rispondesse 
Non troverebbe voce 
In tanta inerzia
Ma rarefatta essenza 
Ferisce gli sguardi insoddisfatti
Ah quanto lontano stanno
Corpi rappresi di creme e di vacanze
E vanno monadi felici
Stipati nel proprio deserto
Povero cuore entropico
Ricolmo di voli d’angelo
Raccatta le tue scorie dimezzate
Nell’insostenibile luce abbacinante
Fragore di cicale
Canta nel silenzio

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CHI SONO I LETTORI?

scritto da Graziella Brusa

Illustrazione di Domenico Laghezza

Quanto sono importanti i lettori per uno scrittore? Risposta: tantissimo.

Secondo me uno scrittore dovrebbe conoscere i propri lettori e scrivere per loro, esplorando i loro desideri, narrando storie nelle quali si possono riflettere e trarre ispirazione per la propria vita.

Avendone riguardo, insomma.

Utilizzando comunque sempre il proprio stile, la propria voce.

Proprio quella che piace ai propri lettori.

La lettura stimola, fa sognare, intrattiene, insegna, è memoria, talvolta è così importante che può persino modificare l’esistenza, segnare un cambiamento.

Questo ha significato per me.

Ho iniziato a leggere spedita a sette anni, nei primi anni settanta del secolo scorso, già!

Il mio primo libro è stato Pinocchio e mi era stato regalato alla Prima Comunione e visto che non demordevo, i miei zii hanno continuato a regalarmeli; così ho collezionato Alice nel paese delle Meraviglie, Pollicino, Hansel e Gretel, Moby Dick e così via.

Stiamo parlando di una bambina che viveva in un paese della bassa pianura padana, in provincia di Torino, i cui genitori non erano diplomati, né avevano il tempo di leggere;appartenevano alla generazione definita della ricostruzione.

Il lavoro occupava tutto il giorno e per lo svago non restava granché. Non parliamo poi di “ritagliarsi uno spazio per sé”, proprio non esisteva il concetto.

Solo la domenica pomeriggio, mio padre si concedeva quell’oretta, dopo pranzo, per leggere il quotidiano. Gli interessava l’attualità, si aggiornava leggendo “La Stampa” oppure guardando la televisione.

Mia madre, invece, non ha mai letto un romanzo intero in vita sua.

Ed io? Da dove proviene questa avidità di lettura?

Forse è perché appartengo alla generazione dell’identità, una sottoclasse di quella nutrita schiera di baby boomers, per una visione della vita maggiormente centrata su obiettivi personali.

Qualche dato Istat sulla lettura, tanto per capire.

Secondo i dati dell’indagine Istat del 2017, i principali lettori di libri sono gli 11-14enni e le persone di 55-74 anni; chi vive nelle regioni del Nord e del Centro; le donne più degli uomini; chi vive in famiglie in cui almeno uno dei genitori è un lettore; chi ha un buon livello di partecipazione culturale; chi ha uno status socio-economico elevato.

Nel trend temporale si osserva tuttavia un calo generalizzato della lettura in tutti i gruppi di popolazione, ma soprattutto tra le nuove generazioni ed i cosiddetti Lettori deboli.

Internet e le nuove tecnologie hanno modificato in parte l’abitudine alla lettura con l’affiancarsi degli e-book e dei libri online ai libri cartacei.

Ad oggi l’e-book non è sostituto del cartaceo: chi legge e-book è anche un lettore di libri cartacei, soprattutto un lettore «forte» .

Ultimo, ma non per questo meno importante esiste un modo nuovo di uso del tempo libero sempre più assorbito dalle navigazione in rete e dall’uso di social network ed in cui molto spazio viene rubato ad attività che presuppongono una concentrazione prolungata.

Già, la concentrazione prolungata richiede fatica, oppure non è più insegnata?

E’ abbastanza evidente che la scuola sia importante.

La riduzione della lettura equivale a una decadenza di tutta la società. Ma leggere è un’abitudine che si impara da piccoli.

Oggi quanti genitori leggono libri ai propri figli?

Ecco il motivo dei miei articoli per i genitori in smartworking.

È molto più comodo guardare cartoni animati o una serie tv, non vi pare?

Comunque non posso proprio dire che i miei genitori leggessero per me durante l’infanzia.

A provvedere esisteva la nonna che raccontava le storie, le favole, le fiabe e le filastrocche, oralmente.

Erano tutte immagazzinate nel suo cervello. Talvolta c’erano addirittura delle canzoncine nella sua testa. Andava a braccio, senza testo scritto.

Sarà lei che ha suscitato il mio interesse per una buona storia?

Definiamo ancora questa distinzione per la nostra analisi:

Lettori forti: hanno letto almeno un libro al mese

Lettori medi: hanno letto dai 4 agli 11 libri all’anno

Lettori deboli: hanno letto almeno 3 libri all’anno

I Non Lettori, almeno nel 2016, in Italia rappresentavano il 57,6%. Il profilo che va per la maggiore nel Paese che ha dato i natali a Dante Alighieri è di un lettore debole.

Interessante!

E voi in quale tipologia di lettore rientrate?

Illustrazione di Domenico Laghezza

Quindi il digitale potrebbe soppiantare la carta stampata?

Secondo altre statistiche, sempre recuperate dal web, a seconda della dotazione tecnologica, si possono distinguere 5 differenti tipologie di lettori nel campione indagato.

Tecno-curioso (32%): si tratta prevalentemente delle classi sociali centrali, professionalmente attive, tendenzialmente colte, con una dotazione tecnologica familiare medio-alta.

Sono persone curiose, che hanno la capacità economica di dotarsi di tecnologia e sono interessate a farlo.

Sono confidenti con i social, anche se vi si dedicano solo parzialmente.

Le tecnologie non sembrano in ogni caso distrarli troppo dalla lettura più tradizionale (libri, ebook, audiolibri), a cui accompagnano un accesso ai contenuti che passa per molteplici canali.

L’accesso ai mondi narrativi, a contenuti culturali tipo quelli di saggistica, e a guide utili alla risoluzione di questioni quotidiane, passa innanzitutto per il libro, e poi dalla pay-tv (di cui sono spesso dotati), ma anche per i social network, il web e ovviamente il cinema.

Trendsetter (12%):Si tratta in questo caso per lo più di ragazzi giovani e giovanissimi (<25 anni), che vivono in case con molteplici device (smart tv, ereader, pay tv…), quotidianamente connessi a più social, compresi quelli più recenti come Snapchat.

Amano i videogiochi, a cui si dedicano sia tramite playstation che via mobile, ma non rinunciano a cinema o mostre.

Questo target si caratterizza più degli altri per una molteplicità di canali utilizzati per accedere ai contenuti: tra tutti emergono la pay tv e il cinema (per i mondi narrativi), i tutorial (per le ‘guide’), i social e il web per qualsiasi tematiche.

Ma nonostante questa pluralità di vie per accedere ai contenuti è proprio tra questa tipologia che si trova la maggior quota di ‘grandi lettori’ di libri, consumati per lo più su più supporti (cartaceo, digitale, audio).

Mobile only (11%):

Questo gruppo sociale è simile al precedente per connessione ai social (a cui accedono frequentemente), ma si discosta per la bassa dotazione tecnologica familiare.

Lo smartphone diventa per essi il canale privilegiato di accesso ai contenuti (compresi video-giochi a contenuto narrativo), passando prevalentemente da social network e community.

Sono anche lettori di libri, che leggono però in misura contenuta (lettori deboli).

Tecno-basic (27%):

Poco dotati di tecnologie, conoscono e usano i social, ma solo i più comuni (Facebook in particolare) e solo in modo molto saltuario.

Per tenersi informati sulle tematiche di attualità usano tipicamente gli strumenti più tradizionali, per lo più cartacei, quali quotidiani o riviste.

Leggono libri, ma pochi e per lo più su supporto cartaceo.

Sconnessi (18%). Si tratta prevalentemente di persone di età più avanzata (>55), professionalmente non attive, spesso non connesse ad internet.

Si informano su tematiche di attualità prevalentemente tramite quotidiani cartacei (compresa free-press) e via tv.

Proprio tra questo target si trova la maggior quota di non lettori di libri.

Prima dell’avvento della Rete eravamo tutti sconnessi, ma sembrava che leggessimo di più.

Tra l’altro io mi inserirei tra i tecno-curiosi e voi?

Sempre secondo l’Istat, tra il 1965 ed il 1973 la lettura cresce di otto punti percentuali; tra il 1998 e il 1999 i lettori sono quasi il doppio di quelli del 1965, poi una discesa ed una lenta risalita.

Dal 2010 al 2016 la quota dei lettori passa dal 46,5% al 40,5%.

Circa il 20% degli abitanti delle nazioni più ricche si può considerare un lettore forte.

In altri paesi, e in particolar modo del nord Europa, le percentuali sono più elevate.

Dal 1988 le donne sorpassano gli uomini in termini di abitudine alla lettura.

C’è ancora un elemento da aggiungere nel 1963 nasce la scuola media unica.

D’accordo, non c’è che dire: sono stata fortunata. Sono nata in un periodo che mi ha avvantaggiato molto in questo senso.

Pertanto ora dove siamo rimasti: il mondo tecnologico non è contro il mondo editoriale tradizionale.

Sono gli editori che non se ne accorgono?

Ma secondo Voi, cosa cercano gli editori? E vale la pena o meno di inseguire il “mercato”?

Cioè vale la pena di mettersi a scrivere qualcosa che non è in linea con te stesso, ma qualcosa che è di”moda” in quel momento per poter pubblicare veramente.

Forse gli editori cercano semplicemente bei libri, scritti bene.

Occorre tener conto anche del catalogo dell’editore , magari andare a trovarlo nelle fiere per capire cosa gli interessa pubblicare.

Inoltre occorre riflettere anche sul genere: romanzo rosa? Giallo? Storico? Fantasy? Insomma che cosa piace di più leggere agli Italiani?

E per gli scrittori, cosa cambia?

Ora, prima di tutto, hanno un diverso rapporto con l’editore, tanto da farne a meno.

Sono nate tante piccole case editrici che offrono agli scrittori i loro servizi editoriali, oppure sono editori a pagamento e si trasformano in tipografie.

Insomma ci sono quasi più scrittori che lettori.

È nato, in questi ultimi anni il business dell’ambizione letteraria, definizione proposta proprio da uno scrittore che ha già al suo attivo alcuni libri.

Una sovrapproduzione narrativa contornata da una folta schiera di professionisti della scrittura. Questi ultimi si propongono per fornirti qualsiasi servizio a prezzi ragionevoli.

L’avvento della modalità “applicazione” seriale si applica, appunto, ad ogni servizio che si possa standardizzare e può essere proposto come in un grande magazzino, rappresentato in questo caso dalla Rete.

A prezzi stracciati si può partecipare a qualsiasi corso di narratologia.

Gli scrittori si autopubblicano e diventano imprenditori di se stessi.

In Italia, tuttavia, sembra che questa cosa non abbia troppo successo e sia considerata di “bassa qualità”

“Ben il 96,9% dichiara di non potersi sostenere con i ricavi dei libri autoprodotti. Il dato è confermato anche dal numero degli ebook venduto dagli autori, infatti la maggioranza, un 23,7% ha venduto meno di 20 copie e un 23,3% da 20 a 50 copie. Solo il 9,4% dichiara di aver venduto da 1000 a 5000 copie”.

E’ abbastanza chiaro che per fruire dei contenuti digitali lo smartphone sta assumendo un ruolo predominante. Per verificare questo basta salire su una Metro o un bus al mattino. Su questo dispositivo si legge, si gioca, si passa agevolmente dall’ebook, all’audiolibro, ai video. E non è un caso se i maggiori consumatori di libri si trovino proprio tra i i fruitori di Youtube.

Lo stesso si dica per gli spettatori di serie in streaming: il 68% di chi ha letto un contenuto narrativo (cartaceo, audio o ebook) è utente delle pay tv.

La serialità, il raggiungere i lettori in qualunque momento e luogo si trovino, per catturare un attimo di attenzione, stanno giocando un ruolo fondamentale per il successo di una storia (non del libro).

Abbiamo sempre più bisogno di storie?

È il libro che sta cambiando o la scrittura o i lettori stessi?

E gli ebook?

Grazie al digitale si attenua il divario Nord-Sud nella lettura.

Nel 2016, circa 4,2 milioni di persone hanno letto ebook (7,3% della popolazione di 6 anni e più).

Se si aggiungono anche coloro che hanno scaricato libri on-line il numero sale a 6,3 milioni ossia l’11,1% della popolazione di 6 anni e più (in decisa crescita rispetto all’8,2% del 2015).

Una conferma che tra la lettura di volumi cartacei e quella di ebook sembri esserci comunque una relazione diretta è data dalla percentuale di persone che negli ultimi 3 mesi hanno letto libri online o ebook, che aumenta in proporzione al numero di libri presenti in casa, fino a raggiungere il valore massimo (22,1%) proprio tra le persone che dispongono già di una biblioteca domestica di oltre 400 volumi.

Considerando l’accesso ai libri in formato digitale (ebook o libri on-line), le tradizionali distanze tra le diverse aree del paese sembrano ridimensionarsi sebbene si mantengano: l’attività di lettura di questi prodotti riguarda infatti una quota di persone che oscilla tra il 14,0% del Nord-ovest e l’8,1% del Sud.

Si confermano le differenze legate alla dimensione comunale: le attività online di lettura e download di libri ed ebook risultano più diffuse nei comuni centro di aree metropolitane (15,3%), rispetto ai piccoli centri (8,7% nei comuni da 2001 a 10mila abitanti).

E i libri dove si comprano?

Le librerie indipendenti e i canali italiani di distribuzione online (quali le librerie on line, i siti di e-commerce eccetera) sono considerati decisivi per gli acquisti, altrettanto rilevanti sono gli eventi quali fiere, festival, saloni della lettura.

Mentre la grande distribuzione organizzata (supermercati, grandi magazzini, ecc.) e i punti vendita generici (quali edicole, cartolerie, autogrill, uffici postali…) sono considerati canali di distribuzione meno attraenti.

Non sono molto d’accordo sulle cartolerie perchè esse sono conosciute nei piccoli paesi e se gestite con un’ottica da “libreria” secondo me possono essere degli ottimi canali di vendita soprattutto per i nuovi scrittori.

Per fare un esempio, io utilizzo la cartolibreria IL GHIRIGORO di Carignano per la vendita del mio romanzo, ambientato appunto nel paese stesso.

Durante l’emergenza Covid gli italiani hanno letto meno ed acquistato meno.

I ricercatori hanno cercato di capire perché gli italiani non si sono dedicati alla lettura durante l’isolamento.

Su 19 comportamenti monitorati, leggere è un’attività che in tutte le fasce d’età si colloca, come tempo utilizzato, tra l’undicesimo e il sedicesimo posto.

Chissà cosa mettono per prima attività?

Per il 47% il motivo è stato la mancanza di tempo

il 35% la mancanza di spazi in casa dove concentrarsi

il 33% le preoccupazioni

il 32% ha sostituito i libri con le news.

Molto interessante è dove sono stati reperiti i libri da leggere.

Il 51% ha letto i libri già presenti in casa

il 39% si è affidato agli store online

le librerie sono crollate dal 74% al 20%, nonostante si siano organizzate per le consegne a domicilio.

Perchè le librerie hanno perso così tanto?

E la televisione quanto tempo dedica ai libri?

Forse sarebbe opportuno studiare nuovi format che parlano di libri e non parlare dei soliti scrittori famosi che si vedono ovunque.

Nessuno ci pensa!

Come si colloca il blog “Le storie di Nina” in questo panorama non proprio incoraggiante?

L’idea originale è questa:

senza intermediari si offrono al pubblico delle storie: poesie, racconti, romanzi, storie fotografiche e video. Brevi o a puntate; come in una rivista dell’Ottocento queste storie sono illustrate. Possono essere lette, possono essere ascoltate, possono essere guardate, durante il tempo della disattenzione quotidiana. Vale a dire quando si fa anche qualcos’altro e voi sapete quante cose oggi si svolgono contemporaneamente: correre, muoversi verso il lavoro, “cincischiare” con il telefono, attendere il proprio turno. In modo da riempire quella disattenzione con l’attenzione ad un contenuto. Il vuoto per il pieno. Inoltre si possono condividere, regalare, possono rievocare una memoria perduta. Proprio in quel momento di assenza e regalare una sensazione di benessere, perché la lettura, talvolta, può anche curare.

Infine è il lettore stesso che, applaudendo o commentando, dà una valutazione immediata del testo o della fotografia o del video.

Diretti al punto!

Il blog ha iniziato la sua attività con questo proposito solo a fine dicembre 2020.

Ero a Praga, la mia seconda città natale, in pieno lockdown ed avevo un grande vuoto da riempire. Il freddo invernale, l’isolamento mi hanno portato ad una “sovrapproduzione” di pensieri, scrittura e di web.

Poi, ritornata in Italia, tamponata a dovere e senza aver contratto il virus, ho continuato coinvolgendo altre persone.

Ed ora eccomi qua a cercare di capire chi sono i Magnifici Lettori e ad “evolvere”.

Se siete dei creativi: scrittori, poeti, fotografi, illustratori e volete proporre una collaborazione potete contattarmi via mail.

Se ne avete voglia, fatemi sapere cosa ne pensate?

I siti dai quali ho letto tutte le informazioni riportate sopra sono:

http://www.storiacontinua.com

http://www.illibraio.it

http://www.giornaledellalibreria.it

http://www.bookblister.com

I FANTASMI DI APOLLONIA BIROT

Audiolibro

Scritto e letto da Graziella Brusa

Edito da Araba Fenice

Data di pubbicazione 2018

La storia che viene raccontata è in parte immaginata secondo la tesi che si è “fatta avanti tra le scartoffie” approdate a me in modo singolare.

Ho raccolto oltre agli eventi acccaduti anche l’invisibile bandolo della matassa che lega tutti i personaggi attraverso il tempo. In questo sono stata aiutata da una serie di diari dimenticati in un armadio, scritti da diverse penne in diverse epoche. Assomigliano a dei post caricati su una rete spirituale, da parte di anime scomparse da questa vita.

Penso che qualcuno si immedesimerà , altri rifletteranno su come cogliere l’attimo fuggente.

CARPE DIEM!

I brani audio verranno aggiunti ogni due settimane.

Musica :

Maurice Ravel (7 Marzo 1875 – 28 Dicembre 1937). Compositore francese, Pianista e Maestro. Tra il 1920 ed il 1930 fu considerato il più grande compositore francese.

Impressum_20 marzo 2021
Sinossi_20 marzo 2021
Il giorno della scoperta_20 marzo 2021

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Grazie.

MESSAGGIO IN UNA BOTTIGLIA

Poesia di Marco Cavallero

Voce di Graziella Brusa

Illustrazione di Domenico Laghezza

Cerca nel mare
se non puoi nel vento 
Cerca la verità in una contraddizione

Non puoi salvare l'oblio dall'oblio 
Non puoi fermare la notte 
Se gli occhi lacrimano di un'altra luce:
Devi accettarne il sacrificio 
Lungo la strada 
La sola 
Che al poeta è destinata
E che mai potrà riconoscere.

Se credi nel destino
Scrivilo nel tuo cuore
Affidalo alle correnti
Perché il mare lo accolga
In cerca di una risposta.

Lungo la strada ignota
Sorseggia ricordi dolceamari:
Al di là del sogno e del disincanto 
Nel rapimento troverai la salvezza.

Credimi: il vento legge nel tuo cuore
E scrive sulle onde
Sempre lo stesso
Destino.
MESSAGGIO IN UNA BOTTIGLIA

Musica: TEMPESTA DI NOTE

Epidemic sound

http:// http://www.purple-planet.com

Licensed under Creative Commons: by attribution 3.0 Licence

http://creativecommons.org/licenses/by/3.0/

Song: Dark taupe

Artist: Arden Forest

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Grazie

nascita della poesia

di Marco Cavallero

Voce di Graziella Brusa

Illustrazioni di Domenico Laghezza

Se un giorno una lacrima
Da una rosa è scesa a indorare 
Il tuo volto

E’ perché nel regno millenario
un dio senza misericordia
Ti ha donato una Chimera

Dopo aver vagato per secoli
Ecco ti indica
La strada mancata di un viaggio disatteso

Il sogno di una notte  
L’istante in cui un angelo ha aperto l’ali
Il volto esangue nel suo divenir taciturno

Al crocevia 
Un poeta notturno veglia nei pelaghi del cielo
Un altro toglie la maschera che cela 
Un altro poeta e un altro e un altro
Nella finzione mimica del dolore
che solo lì è stato autentico

Ma tu
Troppo presto hai perduto 
La verginità di questo infingimento

E fra le strade del vero
Hai smarrito il caro immaginar
In mezzo al bric-à-brac del sol dell’avvenire

E questo falso movimento
Ti ha portato in nessun luogo 
Fuori dal cuore, nudo a te stesso

Nel teatro del mondo
La maschera più difficile da indossare 
È la verità 

Ma solo quella ti riveste
Di tutte le gemme 
Di una forza inossidabile 

La poesia la cela

Non per pudore 
Ma per amore
Di libertà


NASCITA DELLA POESIA

Musica: Gustav Mahler Adagietto, Sehr Langsam

Interpreti: Terenzio Sacchi Lodispoto e l’Orchestra Virtuale del Flaminio

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Grazie

JackAmore – Episodio #01

JACKAMORE

di Graziella Brusa

Romanzo breve per coppie mature

illustrazione di Domenico Laghezza

L’INCONTRO AL “PARADISO DEL CANE” – Episodio #01

Adamo ed Eva sono una coppia sposata da tanti anni; Lui un avvocato di grido, Lei una donna “in carriera”. Non hanno figli ed in questo momento si trovano in un canile. Da qui nasce la storia tra loro e JackAmore.

Rumore di sottofondo «Bla Bla Bla,

«Miauuuuu,

«Bau,

« Arf!Arf!,

«Woof!, Woof! Grrrrrrr!»

Adamo: «Che casino c’è in questo canile!

«Ma dove siamo finiti. Ne inventi sempre una, io ho uno studio da mandare avanti e tu mi porti qua; in questa allegra e puzzolente fattoria. Umpf!»

Eva: «Wow! Guardalo.»

Adamo: «Chi? Cosa? »

Eva: «Ma quel cucciolotto bianco e beige nella cella per i cani bambini.»

Adamo: «Cosa? Sigh…ma oggi di che cosa ti sei fatta? Sei fuori come un balcone, cara.»

Eva: «Smack Smack, Adamuccio dai dai.»

Adamo: «Ma mi stai baciando…qui sta succedendo qualcosa.

«Ah! Ho capito vuoi che io acconsenta a prendere un cane, come lo hai chiamato, un cane bambino.

«Grunt!»

Eva: «Adamo, dai prendiamolo, non vedi come è carino e poi è sicuramente di piccola taglia.

«Sta sul sofà, in un borsone, in una valigetta per i viaggi, in grembo.

«Non darà per niente fastidio.

«E’ comodo e poi è di pelo corto. Un po’ arruffato forse, ma non importa.

«Non sporca, non lascia peli per tutta la casa.

«Su dai, guarda che occhioni, che musetto.

«Lo voglio! Lo voglio!»

Adamo: «Pfui! Eva, chiarisco subito: sul parquet non va bene lo riga tutto con le sue unghiette fini fini, si fa i dentini sulle fodere del divano, magari addenta tutti i vestiti che lasci sempre in giro, ci gioca, ci sbava sopra.

«Pensa, sui tuoi vestiti. Bleah! Immagina che schifo.

«Ma scusa, non eravamo d’accordo che non si prendevano animali in questa casa? Sei sempre la solita! E poi chi lo porta a fare i bisogni di mattina presto? Io!

«Perché tu non esci in disordine; perché in bagno ci stai almeno due ore; perché devi scegliere il tuo o u t f i t; perché oggi non vorresti proprio uscire e ‘sto poveretto rischia di non orinare fuori casa, ma lo farà sicuramente in casa … magari sul tappeto, sai quello che abbiamo comprato a Instabul e che costava un occhio della testa,  o sui mobili del salone quelli che hanno scelto, così con tanta cura, i tuoi cari genitori. Sarebbe un enorme guaio, non pensi?»

Eva: «Sei sempre il solito pessimista, questo piccolo tesorino, così dolce, così pelosetto, così simpatico, così Amore non orinerà e non defecherà senza avvertirci, ma si farà capire certamente e mi incaricherò io di educarlo a modino in modo che non ci distrugga la casa. «Capito?! Sei il solito brontolone. Tu non sai amare! Ecco qual è il problema.»

Adamo: «Senz’altro, già me lo vedo il tuo “modino”, o sarà un rincoglionito, citrullo e completamente disadattato oppure diventerà violento e perennemente incazzuto.

«Io vedo solo queste due alternative, non ce ne sono altre e parlo per esperienza.

«Lascialo stare, su dai, lascialo ad una famiglia con dei bambini.

«È più giusto.

«Ci giocano, lo trattano come un cane, in modo genuino, semplice, diretto.

«Cucciolo tra bambini, non cucciolo tra isterici e squilibrati adulti postmoderni come siamo noi.

«Ed aggiungo anche un po’ fumati, talvolta…spesso…quasi sempre!»

Eva: «Eeeeeee, ora basta! Parla per te! Tu sei psicolabile affetto da depressione e stanchezza cronica ad appena 50 anni ed io che ti ho sposato, ma dove avevo la testa quel giorno di mezza estate.

«Troppo sole, troppa giovinezza.

«Mia nonna buonanima me lo diceva sempre: i belli son traditori nipote mia, non fidarti. «Le tue mani, i tuoi occhi, i tuoi muscoli, gli ormoni, il calore e bla bla bla.

«Se sapevo che finiva così … ecco mi sarei presa un cane, immediatamente.

«Vieni qui Amore, che adesso andiamo a casa.»

Adamo: «Non conto proprio niente!

«Sono nessuno, decidi tu, organizzi tu, giudichi tu, ma se mi sei saltata addosso come una leonessa e mi hai sbranato vivo.

«Qualcosa da dire ce l’avrei anch’io, cara la mia Eva.

«Dove mi sono perso, sulle tue gambe tornite e lunghe, tra le cosce o sui tuoi seni al sapor di vaniglia … da qualche parte mi sono perso. Mi sono smarrito, non sento più la vaniglia, non sento più nessun odore, né sapore, né gusto. Non c’è più. Dove è andata a finire Eva quella strada che portava ad un luogo incantato che ancora mi sogno.

«Ma si, prendiamo ‘sto cane, forse darà un po’ di sollievo anche a me.

« Lo chiamerò Jack. »

Eva: «Jack non mi piace, è un nome secco, pungente, tagliente.

«Meglio Amore.»

Adamo: «Jack, guarda come tira su la testina.

« E’ il suo nome! Eh si! Tagliato su di Lui.»

Eva: «Amore, tesoro, gioia, ma guarda sta cercando di scodinzolare.»

Adamo: «Jack! Jack! Prendi l’osso! Prendi l’osso!»

Eva: «Amore, non prendere l’osso vieni qui che ti gratto un po’ il pancino.

« Non farti impaurire da questo scimmione.»

Adamo:«Jack! Jack! Corri, corri!»

Eva: «Ma cosa corre, povero cucciolo che non riesce nemmeno a stare in piedi sulle zampine.

«Ah! Buongiorno, scusi signora, mio marito è fatto così, un bambinone, ed un amante dei giochetti. Appassionato, un tempo, divertenti allora, ma adesso scarsi e deludenti. «Comunque questo cagnolino, carinisssimo, lo prendiamo; è svezzato? Non ci sono problemi? Le vaccinazioni? Il nominativo del veterinario?»

Messalina, La Proprietaria del “Paradiso del Cane” : «Buongiorno e benvenuti nel nostro canile.

« Eva, ecco qui il libretto sanitario del cagnolino.»

Adamo: «Certo che chiamare un canile “Il paradiso del cane”.

« Chi se lo ha inventato ‘sto nome, eh?»

Messalina, La Proprietaria del “Paradiso del Cane”: «Che strano vi chiamate Adamo ed Eva, lo noto adesso.

«La prima coppia dell’umanità.»

Adamo: «La prima coppia che è subito S C O P P I A T A per un animale, proprio strano, ma guarda un po’ che caso. »

Messalina, La Proprietaria del “Paradiso del Cane”: «Il nome me lo sono inventata io e mi piace così.

«Effettivamente qui i cani ed anche qualche gatto stanno abbastanza bene.

«Se non ha niente altro da obiettare Adamo la saluto.

«Sgrunt!»

Eva: «Allora a presto signora, tante belle cose!

«Certo che sei sempre il solito maleducato.

«Adamo, renditi utile prendi in braccio Amore perché io ho il talleur Prada e poi ho il personal computer e la borsa di Gucci.

«Dai muoviti, su che dobbiamo ancora passare dal negozio per animali a comprare la cuccia, la scodellina, il vasetto, la copertina, il cibo…»

Messalina, La Proprietaria del “Paradiso del Cane”: «Ehi voi due, ancora un’ultima cosa … se ci sono problemi per l’addestramento non si faccia scrupoli Eva, chieda di mio figlio Noè, comportamentista canino.

«Bravissimo! Ecco le segno il numero sulla pagina in fondo al libretto, così non lo perde.

«Arrivederci Adamo.

«Ah! Incredibile vedo che lei piace al cucciolo.»

Sniff sniff slurp, bauuuu

Adamo: «Si devo dire che me la intendo con Jack, mi sta leccando le mani.

«In fondo non è male, penso che diventeremo amici ed alleati contro le arpie che dominano i paraggi.»

Eva: «Non si chiama Jack, ma Amore!»

Adamo: «Jack!»

Eva: «Amore!»

Adamo: «Jack!»

Eva: «Amore! Chiaro!»

Adamo: «No proprio per niente, Jack!»

Messalina, La Proprietaria del “Paradiso del Cane”: «Adesso non litigate, potete chiamarlo JackAmore, no?»

Se vi è piaciuta la prima puntata di JackAmore condivi la storia con i tuoi amici tramite i pulsanti che trovi qui sotto

UBRIACO DI VITA

una poesia di Rose Bazzoli

voce di Graziella Brusa

Quando dai la faccia

al sole e la risata

gorgoglia in gola

e la vita preme dentro

e c’è l’ansia di viverla

anche a testa in giù

a perpendicolo di un’idea

balzana

e sei giovane e ti senti

immortale.

UBRIACO DI VITA

UBRIACO DI VITA

Chi è Rose Bazzoli?

Classe 1952, è bresciana, ma ha soggiornato a lungo in varie città d’Italia e all’estero. Oltre agli studi classici, si è dedicata allo studio di diverse lingue straniere; l’inglese è tuttavia la lingua che l’ha vista maggiormente impegnata, anche professionalmente. Ha lavorato infatti come interprete per committenti americani, svedesi e tedeschi. Negli ultimi anni ha collaborato su alcuni siti web di scrittura, con poesie e racconti e occupandosi di traduzioni dal e in inglese. Ha all’attivo alcune pubblicazioni di interesse locale e il libro di racconti per ragazzi:”Storie per tutti i giorni”.

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Ho bisogno del mattino

Poesia di Marco Cavallero

Voce di Graziella Brusa

Illustrazione di Domenico Laghezza

Ho bisogno del mattino
Quando l'alba si colora
Del canto degli uccelli
E l'aria rarefatta,
Franta nel silenzio
Dei giusti e degli ingiusti,
Diffonde il loro verso melodioso
In rime d'amore acute e intense

La notte e il suo cantore
Cedono il passo
Alle ombre che si stemperano
E tutto il giorno è là
All'orizzonte, in attesa
Di trasfigurarsi
Nell'opera dell'esistenza

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HO BISOGNO DEL MATTINO

Dentro il tuo cuore

Poesia di Marco Cavallero

Dipinti di Domenico Laghezza

Continua a leggere Dentro il tuo cuore

L’ ora del tramonto

Poesia scritta da Marco Cavallero

Sei mai stato sorpreso

In quell’ora del tramonto

Quando la luce radente

Infuoca il tuo viso

E ombreggia la tua spalla

Continua a leggere L’ ora del tramonto

INVENTARE LE STORIE A TAVOLA?

Scritto da Graziella Brusa

Questo articolo l’ho scritto per venire in aiuto alle mamme di piccolissimi bambini e sull’arte di inventare storie per loro.

Grazie a Rodari ed alla sua Grammatica, si possono dare alcuni consigli su come inventare racconti animando gli oggetti che si trovano sulla tavola o sul seggiolone all’ora della pappa.

Consigli preziosi riguardo il corretto modo di educare un bambino, fin dal principio; infatti attenzione giovani mamme non bisogna mai fare un affermazione senza darne la dimostrazione, anche durante la narrazione fantastica.

Partiamo dai gesti che tutte le madri prima o poi fanno per far sì che i loro piccoli si nutrano senza fare i capricci.

Tra questi gesti c’è sicuramente quello di infilarsi, per sbaglio, il cucchiaio nell’orecchio.

Photo by Lina Kivaka on Pexels.com

Questa azione errata di proposito è alla base dei fondamentali principi della creazione artistica: estraniare dall’uso banale il cucchiaio per assegnarli un significato nuovo.

Osservate bene; la stessa cosa fa il bambino quando prende un pupazzo qualsiasi o lo fa diventare un aereo che vola o che va sott’acqua.

Ma se ritorniamo al cucchiaio, oggetto comunissimo, e se lo utilizziamo, consapevolmente per adattarlo ad un impiego originale, possiamo benissimo continuare ad inventarne innumerevoli altri, per tutto il pranzo.

Esempio:

Il cucchiaio può aggredire il naso, ficcarsi in un occhio, può diventare un cucchiaio autonomo con una volontà tutta sua. Può diventare il fidanzato della forchetta o nemico del coltello.

Il cucchiaio che ora è diventato un signore tutto di un pezzo può avere qualità tutte sue.

L’animazione di questi oggetti quotidiani personifica gli oggetti stessi, come i personaggi delle novelle di Andersen.

Poi sarà il bambino che spontaneamente ne inventerà di nuovi, abbinando il cucchiaio ad un piattino che si ritroverà sempre sul tavolo. Essi diventeranno amici e voleranno per la stanza in cerca di nascondigli e di sorprese.

Rodari, inoltre suggerisce anche un’ altra operazione teorica che si traduce in realtà in un’ opera di educazione all’immaginazione: quella della sottrazione fantastica.

Cosa vuol dire?

Consiste, appunto, nel far scomparire, uno dopo l’altro tutti gli oggetti di questo Mondo.

Dal tavolo può scomparire tutto ad un certo punto, così come dal Mondo ed arriviamo ad un Mondo di niente, ad un tavolo vuoto.

Rodari si chiese se questa operazione fosse utile?

Il gioco del niente lo fanno i bambini stessi, chiudendo gli occhi.

Photo by Tatiana Syrikova on Pexels.com

Lo avete mai notato?

Lo scopo è di dar corpo alle cose; quando dico il cucchiaio non c’è più ed invece poi lo guardo, il bambino è come lo guardasse per la prima volta accorgendosi che esiste.

Questo per dimostrare la differenza tra essere e non essere.

Anche i filosofi hanno pensato e scritto su questo profondo binomio che riprende, ad un livello diverso, questo innocente gioco infantile.

Ringraziamo Rodari per questi suggerimenti e provate semplicemente ad applicarli.

Mamme, che storie già state inventando a tavola con i vostri cuccioli? Continuate a scriverle sul Vostro quaderno della fantasia. Saranno dei ricordi fantastici!

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Lessico dei giorni d’inverno

Poesia di Marco Cavallero

Quando più rarefatta

L’aria si fa lucente

E lontano nel giardino sospeso

Cristalli preziosi ed umili

Ornano di fantasmagorie i rami spogli

Un sole reticente

S’affretta all’orizzonte

Attratto da un altro emisfero.

Photo by invisiblepower on Pexels.com
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RIVISTA LETTERARIA ILLUSTRATA PER I MOMENTI DI DISATTENZIONE

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