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jackamore – episodio #05

di Graziella Brusa

Illustrazioni di Domenico Laghezza

Romanzo breve per coppie mature

AL PARCO DA NANDO IL CASANOVA

Adamo va a fare una passeggiata con Jack per uscire dalla sua disperazione e dalla sua solitudine. Si reca al parco dal suo amico d’infanzia, Nando.  Quest’ultimo è un single incallito pertanto spera di trovare un qualche conforto dai suoi  racconti e dalle sue avventure.

Adamo: «Ok Jack, ti prendo in braccio. Non ti va di correre tanto. Mi raccomando non fare su di me cosa non vorresti fosse fatto su di te. Intesi? »

«Eccolo là il Nandino che sta già sbirciando nella scollatura della bionda mozzafiato. Non gli passa mai ‘sto vizio e dice finché ho fiato non mi do per vinto.»

«Sai Jack, la teoria del Nando equivale alla legge dei grandi numeri: prova e riprova qualche femmina «ad un certo punto ci sta. »

Adamo:«Ehilà Nandino, come la va questa vitaccia? Sempre cacciatore… eh?»

Nando: «Eccolo qua l’Adamo. Ogni tanto ti fai vedere… eh sì! Sei in libera uscita, come i carcerati! E cosa hai con te oggi? Un cane? Cos’è la nuova strategia della caccia con segugio. »

Adamo:«La caccia con segugio? E che vuole dire?»

Nando:«Te lo spiego subito. Il segugio è l’esca; lo lasci libero nel parco e vai a vedere che va dritto dritto verso una bella uccellina svolazzante e Kaboom! Arriva il cacciatore che cattura la preda.»

Adamo:«…

Adamo:«E chi è ‘sto cacciatore?»

Nando:«Va be’, dormi Adamo, chi dorme non piglia né pesci, né uccellette e pensare che sei anche bravo come avvocato, mi dicono. Tuttavia sul resto lasci un po’ a desiderare, forse perché sei sempre innamorato della Bella Timoniera, come la chiami tu. Quella valchiria bionda che ti accompagna sempre e che gela il sangue a guardarla tanto è algida.»

Adamo:«Non era così una volta.»

Nando:«Ah no? Quanti anni aveva dieci, forse? La pubertà l’ha trasformata nello stato algido della serie «nonteladoneanchesestrisci.»

Adamo:«Non ti è simpatica, vero? »

Nando:«Neanche un po’!»

Adamo:«Sarà mica perché a sedici anni ti ha detto che non sarebbe mai e poi mai stata la ragazza di uno che ci provava con tutte …visto che le ragazze le portavi direttamente nel vicolo buio, ti ricordi il vicolo dei Pellegrini, quello stretto stretto e non le lasciavi andare finché non riuscivi a portare a casa qualche risultato” senza preamboli. Senza offrirle un gelato, senza uno straccio di conversazione. Saranno queste tue maniere da gentiluomo ad averla così impressionata che oggi non ti rivolge neppure la parola. Su questo non posso darle torto.»

Nando:«Ah sì? Ti sbagli mio caro, mi sbavavano tutte dietro, le santarelline. Non avevo che l’imbarazzo della scelta. Anche la Timoniera è passata sotto le forche Caudine.»

Adamo:«Guarda che me l’ha raccontato…e ti ha lasciato come ricordino un bel calcio nelle palle in aggiunta ad una settimana chiuso in casa, rosso sangue! Ah ah ah ah »

Nando:«Ehi ragazzo, non ridere tanto, mi sa che adesso sei tu quello che sta nella M con la maiuscola. Guarda quella! La vedi che sventola!»

Adamo:«Chi? Dove?»

Nando:«Ma se l’ha vista persino il tuo cane qui e tu non la vedi? Quella che entra ora, trionfalmente e con le campane a festa, nel parco. Quella con il vestito a fiori sottile che lascia intravedere le gambe. Ah Dio ti ringrazio per il caldo. Fai che questa estate sia terribilmente calda, calda, calda.»

Adamo:«Adesso la vedo. Eh sì, notevole. Lo ammetto. Quanti anni avrà? Non è giovanissima, sui trentacinque?»

Nando:«L’età giusta Adamo. Perfetta! »

Adamo:«Viene spesso qui?»

Nando:«Viene qui, ma io la vedo anche in un altro posto e sai cosa ti dico, la conosco bene. Che pezzo di gnocca e so che cosa dico, credimi!»

CLIENTI DEL BAR MOLTO IRRITATIScusi, ma noi stiamo attendendo già da dieci minuti. O viene a servirci o ce ne andiamo. Chiaro?»

Nando:«Scusate, scusate signori. Mi sono distratto. Ecco vengo subito da Voi!»

Nando:«Adamo devo andare, ma aspetta qui che ti devo raccontare di quella là. Non andartene, intesi?»

Adamo:«Aspetto, sto qui con Jack, ormai sono così curioso, perché è proprio un gran bel pezzo …»

«Meno male che si siamo fermati. Sento un sacco di odori. In questo parco ci vengono spesso altri cani. Chissà se ci viene la mamma. Non l’ho più vista da così tanto tempo che non mi ricordo più come abbaiava…non ricordo nemmeno   i miei fratelli che mi rubavano sempre il capezzolo e mi spingevano. Che melanconia.»

«Ma cosa avranno da dirsi questi due. Mi sembrano una strana coppia. Non sono fratelli. Sono come due cani vagabondi. Guardano le femmine uno con gli occhi rapaci e l’altro con gli occhi smarriti. Stanno guardando quella femmina là che sta arrivando a gran carriera. Sembra tenera quasi quasi ci vado incontro e gli salto addosso per farmi coccolare. Questi due non mi accarezzano mai, stanno sempre a conversare. Io non sono un oggetto, dovete considerarmi.

«Adesso molla il guinzaglio e scappo. Adesso ecco…»

woof woof woof…. JACK STA CORRENDO!

Adamo:«Jack, Jackkkkk! Ma come cavolo hai fatto? Vieni qui…non scappare.»

JACK STA CORRENDO DRITTO VERSO LA BELLA GNOCCA

la bella gnocca: «Ciao bel cagnolino, ma dove vai così di corsa? Da me? Ciao »

Bau, slurp, woof woof woof

la bella gnocca:«Ehi, ma che carino che sei e che affettuoso, ma io non sono la tua padrona. Comunque vedo che qualcuno sta arrivando a cercarti.»

Adamo:«Buongiorno! Pant …pant» ansimante.

«Sono il padrone del cane. Mi scusi se si è fiondato inaspettatamente addosso a Lei. L’avrà sicuramente confusa con mia moglie. L’ha mica sporcata?»

«E tu? Che non capiti mai più che mi scappi così. Adesso siamo al parco, ma se fosse sulla strada sarebbe pericoloso. Le auto ti investirebbero. Non d e v i f a r l o m a i p i ù ! »

la bella gnocca:«Ah ah ah lo sgrida come un bambino. Se ne sta accorgendo? »

Adamo:«Sì è un po’ un bambino per me. Sa è un cucciolo che abbiamo preso io e mia moglie dal “Paradiso del cane” un canile per animali abbandonati. Ci siamo molto affezionati e se fosse capitato una sciagura non me la sarei perdonato. Io…Io mi presento …mi chiamo Adamo e lui, il birbone, è Jack»

la bella gnocca:«Tanto piacere io mi chiamo Fiorella. Fiore per gli amici. Certo che sei proprio carino Jack con questo barbottino e gli occhietti vispi.»

parla a Jack, ma ammicca ad Adamo che imbarazzato non sa cosa dire.

Adamo:«Allora grazie e scusi ancora.»

Fiorella:«Non si preoccupi, piacere della conoscenza. Arrivederci!»

Adamo:«Arrivederci Fiorella …Fiore. Arrivederci!»

Bau, slurp, woof woof woof

saltellando!

Adamo:«Suvvia, smettila di saltellare. Anche a me è salita la pressione, ma non saltello. Un po’ di contegno Jack!»

Nando:«Non mi dire che ti è scappato così? Non me la bevo sai!»

Adamo:«Cosa vuoi dire Nando, che è tutta una messinscena. Ma secondo te io sono il tipo di uomo che sta a concertare tutto ‘sto casino per poter conoscere una donna.»

Nando:«A ben pensarci effettivamente no, tu sei un tipo più virtuale, digitale, cerebrale. Tutto testa e niente palle! Ah ah ah. Ma l’hai vista ‘sta figliola quant’è bella e sexy. Ti devo dire un segreto su ‘sta qua. Vieni nel retro che qui non posso parlare.»

Adamo:«Che segreto?»

Nando:«Un segreto, un segreto. Seguimi e sii disinvolto, se puoi. Deve venire anche il cane?»

Adamo:«Certo che deve venire anche lui. Lo lascio da solo qui fuori? »

Nando:« Uffà, ma quanto sei noioso…va bene porta anche lui. Tanto è solo un cane non può certo comprendere la lingua degli umani.»

«Sob! Questi due sono pazzi da legare!»

 

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jackamore episodio – #04

di Graziella Brusa

Illustrazioni di Domenico Laghezza

Romanzo breve per coppie mature

TRA ADAMO E JACKAMORE

Sabato pomeriggio, un momento di intimità tra Adamo e Jackamore. Eva è uscita con un’amica a fare shopping ed Adamo è solo ed arrabbiato. Non sa cosa fare, è iniziato il weekend; per lui è sempre un problema, ha il pc portatile aperto su una chat di incontri. Mentre invia messaggi con persone sconosciute conversa con il cucciolo di cane sdraiato sul tappeto.

Adamo: «Sono stufo di questa vita. Se ne avessi il coraggio mi suiciderei. Ma non ce l’ho! Neanche quello. Sono di nuovo qui a chattare, perché? »

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JackAmore – Episodio #01

JACKAMORE

di Graziella Brusa

Romanzo breve per coppie mature

illustrazione di Domenico Laghezza

L’INCONTRO AL “PARADISO DEL CANE” – Episodio #01

Adamo ed Eva sono una coppia sposata da tanti anni; Lui un avvocato di grido, Lei una donna “in carriera”. Non hanno figli ed in questo momento si trovano in un canile. Da qui nasce la storia tra loro e JackAmore.

Rumore di sottofondo «Bla Bla Bla,

«Miauuuuu,

«Bau,

« Arf!Arf!,

«Woof!, Woof! Grrrrrrr!»

Adamo: «Che casino c’è in questo canile!

«Ma dove siamo finiti. Ne inventi sempre una, io ho uno studio da mandare avanti e tu mi porti qua; in questa allegra e puzzolente fattoria. Umpf!»

Eva: «Wow! Guardalo.»

Adamo: «Chi? Cosa? »

Eva: «Ma quel cucciolotto bianco e beige nella cella per i cani bambini.»

Adamo: «Cosa? Sigh…ma oggi di che cosa ti sei fatta? Sei fuori come un balcone, cara.»

Eva: «Smack Smack, Adamuccio dai dai.»

Adamo: «Ma mi stai baciando…qui sta succedendo qualcosa.

«Ah! Ho capito vuoi che io acconsenta a prendere un cane, come lo hai chiamato, un cane bambino.

«Grunt!»

Eva: «Adamo, dai prendiamolo, non vedi come è carino e poi è sicuramente di piccola taglia.

«Sta sul sofà, in un borsone, in una valigetta per i viaggi, in grembo.

«Non darà per niente fastidio.

«E’ comodo e poi è di pelo corto. Un po’ arruffato forse, ma non importa.

«Non sporca, non lascia peli per tutta la casa.

«Su dai, guarda che occhioni, che musetto.

«Lo voglio! Lo voglio!»

Adamo: «Pfui! Eva, chiarisco subito: sul parquet non va bene lo riga tutto con le sue unghiette fini fini, si fa i dentini sulle fodere del divano, magari addenta tutti i vestiti che lasci sempre in giro, ci gioca, ci sbava sopra.

«Pensa, sui tuoi vestiti. Bleah! Immagina che schifo.

«Ma scusa, non eravamo d’accordo che non si prendevano animali in questa casa? Sei sempre la solita! E poi chi lo porta a fare i bisogni di mattina presto? Io!

«Perché tu non esci in disordine; perché in bagno ci stai almeno due ore; perché devi scegliere il tuo o u t f i t; perché oggi non vorresti proprio uscire e ‘sto poveretto rischia di non orinare fuori casa, ma lo farà sicuramente in casa … magari sul tappeto, sai quello che abbiamo comprato a Instabul e che costava un occhio della testa,  o sui mobili del salone quelli che hanno scelto, così con tanta cura, i tuoi cari genitori. Sarebbe un enorme guaio, non pensi?»

Eva: «Sei sempre il solito pessimista, questo piccolo tesorino, così dolce, così pelosetto, così simpatico, così Amore non orinerà e non defecherà senza avvertirci, ma si farà capire certamente e mi incaricherò io di educarlo a modino in modo che non ci distrugga la casa. «Capito?! Sei il solito brontolone. Tu non sai amare! Ecco qual è il problema.»

Adamo: «Senz’altro, già me lo vedo il tuo “modino”, o sarà un rincoglionito, citrullo e completamente disadattato oppure diventerà violento e perennemente incazzuto.

«Io vedo solo queste due alternative, non ce ne sono altre e parlo per esperienza.

«Lascialo stare, su dai, lascialo ad una famiglia con dei bambini.

«È più giusto.

«Ci giocano, lo trattano come un cane, in modo genuino, semplice, diretto.

«Cucciolo tra bambini, non cucciolo tra isterici e squilibrati adulti postmoderni come siamo noi.

«Ed aggiungo anche un po’ fumati, talvolta…spesso…quasi sempre!»

Eva: «Eeeeeee, ora basta! Parla per te! Tu sei psicolabile affetto da depressione e stanchezza cronica ad appena 50 anni ed io che ti ho sposato, ma dove avevo la testa quel giorno di mezza estate.

«Troppo sole, troppa giovinezza.

«Mia nonna buonanima me lo diceva sempre: i belli son traditori nipote mia, non fidarti. «Le tue mani, i tuoi occhi, i tuoi muscoli, gli ormoni, il calore e bla bla bla.

«Se sapevo che finiva così … ecco mi sarei presa un cane, immediatamente.

«Vieni qui Amore, che adesso andiamo a casa.»

Adamo: «Non conto proprio niente!

«Sono nessuno, decidi tu, organizzi tu, giudichi tu, ma se mi sei saltata addosso come una leonessa e mi hai sbranato vivo.

«Qualcosa da dire ce l’avrei anch’io, cara la mia Eva.

«Dove mi sono perso, sulle tue gambe tornite e lunghe, tra le cosce o sui tuoi seni al sapor di vaniglia … da qualche parte mi sono perso. Mi sono smarrito, non sento più la vaniglia, non sento più nessun odore, né sapore, né gusto. Non c’è più. Dove è andata a finire Eva quella strada che portava ad un luogo incantato che ancora mi sogno.

«Ma si, prendiamo ‘sto cane, forse darà un po’ di sollievo anche a me.

« Lo chiamerò Jack. »

Eva: «Jack non mi piace, è un nome secco, pungente, tagliente.

«Meglio Amore.»

Adamo: «Jack, guarda come tira su la testina.

« E’ il suo nome! Eh si! Tagliato su di Lui.»

Eva: «Amore, tesoro, gioia, ma guarda sta cercando di scodinzolare.»

Adamo: «Jack! Jack! Prendi l’osso! Prendi l’osso!»

Eva: «Amore, non prendere l’osso vieni qui che ti gratto un po’ il pancino.

« Non farti impaurire da questo scimmione.»

Adamo:«Jack! Jack! Corri, corri!»

Eva: «Ma cosa corre, povero cucciolo che non riesce nemmeno a stare in piedi sulle zampine.

«Ah! Buongiorno, scusi signora, mio marito è fatto così, un bambinone, ed un amante dei giochetti. Appassionato, un tempo, divertenti allora, ma adesso scarsi e deludenti. «Comunque questo cagnolino, carinisssimo, lo prendiamo; è svezzato? Non ci sono problemi? Le vaccinazioni? Il nominativo del veterinario?»

Messalina, La Proprietaria del “Paradiso del Cane” : «Buongiorno e benvenuti nel nostro canile.

« Eva, ecco qui il libretto sanitario del cagnolino.»

Adamo: «Certo che chiamare un canile “Il paradiso del cane”.

« Chi se lo ha inventato ‘sto nome, eh?»

Messalina, La Proprietaria del “Paradiso del Cane”: «Che strano vi chiamate Adamo ed Eva, lo noto adesso.

«La prima coppia dell’umanità.»

Adamo: «La prima coppia che è subito S C O P P I A T A per un animale, proprio strano, ma guarda un po’ che caso. »

Messalina, La Proprietaria del “Paradiso del Cane”: «Il nome me lo sono inventata io e mi piace così.

«Effettivamente qui i cani ed anche qualche gatto stanno abbastanza bene.

«Se non ha niente altro da obiettare Adamo la saluto.

«Sgrunt!»

Eva: «Allora a presto signora, tante belle cose!

«Certo che sei sempre il solito maleducato.

«Adamo, renditi utile prendi in braccio Amore perché io ho il talleur Prada e poi ho il personal computer e la borsa di Gucci.

«Dai muoviti, su che dobbiamo ancora passare dal negozio per animali a comprare la cuccia, la scodellina, il vasetto, la copertina, il cibo…»

Messalina, La Proprietaria del “Paradiso del Cane”: «Ehi voi due, ancora un’ultima cosa … se ci sono problemi per l’addestramento non si faccia scrupoli Eva, chieda di mio figlio Noè, comportamentista canino.

«Bravissimo! Ecco le segno il numero sulla pagina in fondo al libretto, così non lo perde.

«Arrivederci Adamo.

«Ah! Incredibile vedo che lei piace al cucciolo.»

Sniff sniff slurp, bauuuu

Adamo: «Si devo dire che me la intendo con Jack, mi sta leccando le mani.

«In fondo non è male, penso che diventeremo amici ed alleati contro le arpie che dominano i paraggi.»

Eva: «Non si chiama Jack, ma Amore!»

Adamo: «Jack!»

Eva: «Amore!»

Adamo: «Jack!»

Eva: «Amore! Chiaro!»

Adamo: «No proprio per niente, Jack!»

Messalina, La Proprietaria del “Paradiso del Cane”: «Adesso non litigate, potete chiamarlo JackAmore, no?»

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