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Inventare le storie a tavola?

Scritto da Graziella Brusa

Questo articolo l’ho scritto per venire in aiuto alle mamme di piccolissimi bambini e sull’arte di inventare storie per loro.

Grazie a Rodari ed alla sua Grammatica, si possono dare alcuni consigli su come inventare racconti animando gli oggetti che si trovano sulla tavola o sul seggiolone all’ora della pappa.

Consigli preziosi riguardo il corretto modo di educare un bambino, fin dal principio; infatti attenzione giovani mamme non bisogna mai fare un affermazione senza darne la dimostrazione, anche durante la narrazione fantastica.

Partiamo dai gesti che tutte le madri prima o poi fanno per far sì che i loro piccoli si nutrano senza fare i capricci.

Tra questi gesti c’è sicuramente quello di infilarsi, per sbaglio, il cucchiaio nell’orecchio.

Photo by Lina Kivaka on Pexels.com

Questa azione errata di proposito è alla base dei fondamentali principi della creazione artistica: estraniare dall’uso banale il cucchiaio per assegnarli un significato nuovo.

Osservate bene; la stessa cosa fa il bambino quando prende un pupazzo qualsiasi o lo fa diventare un aereo che vola o che va sott’acqua.

Ma se ritorniamo al cucchiaio, oggetto comunissimo, e se lo utilizziamo, consapevolmente per adattarlo ad un impiego originale, possiamo benissimo continuare ad inventarne innumerevoli altri, per tutto il pranzo.

Esempio:

Il cucchiaio può aggredire il naso, ficcarsi in un occhio, può diventare un cucchiaio autonomo con una volontà tutta sua. Può diventare il fidanzato della forchetta o nemico del coltello.

Il cucchiaio che ora è diventato un signore tutto di un pezzo può avere qualità tutte sue.

L’animazione di questi oggetti quotidiani personifica gli oggetti stessi, come i personaggi delle novelle di Andersen.

Poi sarà il bambino che spontaneamente ne inventerà di nuovi, abbinando il cucchiaio ad un piattino che si ritroverà sempre sul tavolo. Essi diventeranno amici e voleranno per la stanza in cerca di nascondigli e di sorprese.

Rodari, inoltre suggerisce anche un’ altra operazione teorica che si traduce in realtà in un’ opera di educazione all’immaginazione: quella della sottrazione fantastica.

Cosa vuol dire?

Consiste, appunto, nel far scomparire, uno dopo l’altro tutti gli oggetti di questo Mondo.

Dal tavolo può scomparire tutto ad un certo punto, così come dal Mondo ed arriviamo ad un Mondo di niente, ad un tavolo vuoto.

Rodari si chiese se questa operazione fosse utile?

Il gioco del niente lo fanno i bambini stessi, chiudendo gli occhi.

Photo by Tatiana Syrikova on Pexels.com

Lo avete mai notato?

Lo scopo è di dar corpo alle cose; quando dico il cucchiaio non c’è più ed invece poi lo guardo, il bambino è come lo guardasse per la prima volta accorgendosi che esiste.

Questo per dimostrare la differenza tra essere e non essere.

Anche i filosofi hanno pensato e scritto su questo profondo binomio che riprende, ad un livello diverso, questo innocente gioco infantile.

Ringraziamo Rodari per questi suggerimenti e provate semplicemente ad applicarli.

Mamme, che storie già state inventando a tavola con i vostri cuccioli? Continuate a scriverle sul Vostro quaderno della fantasia. Saranno dei ricordi fantastici!

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