galleria milanese

GALLERIA MILANESE presenta: Domenico Laghezza . La nuova collezione dell’artista si ispira alle ” DONNE E AL MARE.”

Le opere di Domenico Laghezza, di dichiarata matrice impressionista, indagano l’ambiente da punti d’osservazione differenti, analizzando cosi l’impatto della luce sul punto focale della rappresentazione.

Di particolare pregio la definizione e la prospettiva dei dipinti con visuale a pelo d’acqua, che consentono alla figura di svettare ed ampliare la panoramica sull’ambiente circostante.

Voli copiosi ed orientati sulle direttrici ornate, frastagliano la visione, fino a darle una plasticità quasi naturale ma mai scontata.

Laghezza usa una tavolozza che esprime una luminosità capace di raccontare i sentimenti umani, le relazioni, gli stati d’animo ma, sopra tutti, il pathos.

Proprio in virtù di questa funzione descrittiva, prima ancora che rappresentativa, i sentimenti invasi da nostalgia sovente distraggono dall’intensità delle note cromatiche dell’intero quadro e rilanciano un volo pindarico di tutto rispetto.

Artista impegnato nella produzione e nel dettaglio della presentazione artistica, Laghezza è un narratore delicato e sensibile, capace di veicolare oltre l’arte, ma per mezzo di essa, tutti quei sentimenti umani che accompagnano la vita.

E lo fa con grande successo, descrivendo il momento, le sensazioni del personaggio e le reazioni del paesaggio circondante, come se esso, attraverso l’azione catartica dell’arte, rivivesse con maggior vigoria e più impeto.

Delicato e preciso, come nei ritratti realizzati con grande spirito e somiglianza, l’artista si fa ben accogliere dal fruitore, carpendo quella leggerezza del rappresentare che è cosa rarissima in un mondo che, oggidì, ha scelto di ri-presentare senza rappresentare, ha scelto la precisione al tratto originale dell’investigazione intimistica, ha sposato senza limite alcuno il formalismo che esalta la forma fino a scompaginarla, a detrimento del contenuto che, solo, rende bella l’Arte e sa conglobare valori all’opera creativa dell’artista.”

(DINA TURCO).

ROSE BAZZOLI

Cara Graziella, il tuo è un buon libro e l’ho letto molto volentieri. Bello il riemergere dei personaggi dal passato in un filo conduttore che attraversa due secoli e porta fino a te, destinataria finale a cui è affidato il compito di dipanare la matassa e dare un senso ad avvenimenti rimasti come in sospeso nella storia di questa famiglia.

Mi è piaciuto l’alone di mistero che avvolge lo strano armadio, custode dei diari familiari, quasi una macchina del tempo che scompare e riappare, viaggiando dalla dimensione del sogno a quella reale.

I personaggi sono ben delineati e rispecchiano il clima del tempo in cui sono vissuti che hai saputo ricreare sapientemente.…”

BIANCA FROSOLINI

“Che bel libro. Lo leggerei cento, mille volte…per adesso l’ho letto solo due volte. Consiglio a chiunque ami le storie di famiglia e un italiano assai corretto di acquistarlo!” Grazie Bianca Frosolini

Piera colombano

A volte basta poco per tornare bambini…un pupazzo di neve, ritrovare un’amica persa da 40 anni, un libro che ti riporta indietro al paese dove sei nata, dove hai iniziato la scuola, dove tutti si conoscevano e dove tutti raccontavano vecchie storie contadine…proprio le stesse che ho ritrovato ne “I fantasmi di Apollonia Birot” di Graziella Brusa.

Bello è dir poco, pieno di personaggi tanto tipici del mondo contadino che ricordo, uomini tanto dediti al lavoro della terra da non essere capaci di manifestare i sentimenti se non sulla carta.

Proprio le carte sono la fortuna di questo romanzo perché grazie al ritrovamento di lettere e vecchi documenti hanno permesso il racconto di uno spaccato della vita rurale della “mia” Carignano attraverso gli ultimi secoli.”